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Nessuna complicità bipartizan

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Movimento

Nessuna complicità bipartizan nella crisi del governo Berlusconi.

Non è questa la prospettiva per i lavoratori





comunicato della Rete dei Comunisti



La decisione della Corte Costituzionale di bocciare il Lodo Alfano sulla immunità per le più alte cariche dello stato - confermata dai suoi estensori nella sua natura di legge ad personam per porre Berlusconi al di sopra della legge - rivela pubblicamente quella "instabile stabilità" del quadro politico italiano.

Un Berlusconi inviperito chiama al plebiscito popolare contro i poteri che si  discostano dalla sua visione oligarchica del governo, le reazioni dei poteri forti invitano a non accelerare la crisi dell'esecutivo.

Confindustria e PD concordano nel dire al governo di andare avanti mentre le frazioni interne e collaterali alla destra (vedi l'asse Fini-Montezemolo e l'incontro Fini-Bossi) fanno barriera contro l'ipotesi di elezioni anticipate.

L'IdV di Di Pietro ha così gioco facile nell'alzare la bandiera della richiesta di dimissioni di Berlusconi - richiesta di per se coerente con la storia e  lo sviluppo degli avvenimenti - e nel mettere sulla graticola l'opportunismo del Presidente della Repubblica Napolitano che ha firmato prima il Lodo Alfano e poi lo Scudo Fiscale in nome della governabilità.

L'appello al plebiscito popolare lanciato da Berlusconi ha una natura che va compresa bene.

Il sovversivismo reazionario del blocco sociale costruito intorno al berlusconismo, trae origine dalla storia eversiva delle stesse classi dominanti che hanno gestito nei fatti lo Stato costituzionale nella storia del nostro paese (inclusa la fase della strategia stragista) e che in alcune occasioni sono state costrette al compromesso dalla forza del movimento dei lavoratori, dalla società democratica e dall’esistenza dei paesi del socialismo reale.

Mettere fine a questi compromessi e liquidare i fattori che li avevano determinati, è stato l’obiettivo perseguito ferocemente fin dagli anni Ottanta dalle stesse forze politiche e sociali che oggi compongono il blocco di potere berlusconiano e che si regge sull'odio di classe e l'anticomunismo più viscerale.

La denuncia da parte degli ambiti collaterali al PD del carattere eversivo del progetto berlusconiano, da un lato sembra dimenticare tutto questo, dall’altro depista nuovamente la mobilitazione dell’opinione pubblica democratica non traendo le conseguenze di questa pericolosità.

Delle due l’una: si grida al lupo, si grida al regime, al rischio di un moderno fascismo ma non si adegua l’elaborazione e l’azione politica a questa valutazione. Al contrario, si rinnova quotidianamente il dogma della governabilità e della gestione bipartizan di tutti i passaggi politici decisivi delle sorti del paese, incluse le modifiche costituzionali, istituzionali ed elettorali.

Rompere questa complicità bipartizan, mettere fine ad un antiberlusconismo strumentale ed inefficace, riavviare una ipotesi politica alternativa della sinistra anticapitalista e delle forze democratiche, è oggi un passaggio necessario per riaffermare la centralità degli interessi dei lavoratori e delle istanze democratiche dentro la crisi economica, politica e morale che investe il nostro paese. E’ dentro questa contraddizione che deve e può agire con la credibilità della propria indipendenza politica una sinistra anticapitalista e la soggettività comunista.



La Rete dei Comunisti



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Sito : http://www.contropiano.org

 

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