CAMPAGNA ISLAMOFOBICA IN ITALIA. CHIUSA UNA SCUOLA IN LINGUA ARABA
| Movimento |
08/09/2005 - Radio Città Aperta
CAMPAGNA ISLAMOFOBICA IN ITALIA. CHIUSA UNA SCUOLA IN LINGUA ARABA
MILANO
Il Comune di Milano ha deciso di chiudere la scuola in lingua araba di via Quaranta. La decisione arriva "fomalmente" per motivi igienico-sanitari, certificata con una denuncia spedita per conoscenza anche alla Asl e ai vigili urbani. Una denuncia che, dopo il veto imposto lo scorso anno dal ministro dell'Istruzione Letizia Moratti alla "classe con il chador" in un istituto milanese, fa esplodere ancora una volta le polemiche su un tema delicatissimo.
Lo scontro politico vede protagonista la maggioranza di centrodestra guidata da Gabriele Albertini e l'opposizione di centrosinistra, ma fa registrare anche opinioni diverse nello stesso centrosinistra, con diversi rappresentanti dell'Unione in consiglio comunale che si oppongono alla chiusura della scuola islamica e chiedono l'intervento del prefetto Bruno Ferrante, e la Provincia guidata dal diessino Filippo Penati, che sostiene "l'esigenza di arrivare all'integrazione sì, ma attraverso le scuole statali, e non quelle paritarie che in realtà favoriscono la separazione". Un intervento, quello del presidente della Provincia, che arriva in serata per frenare le prese di posizione di due suoi assessori, Giansandro Barzaghi, di Rifondazione comunista e Francesca Corso, dei Comunisti italiani, che avevano difeso la parificazione dell'istituto di via Quaranta, arrivando anche a ipotizzare la disponibilità a offrire una nuova sede ai 500 ragazzi islamici, quando saranno costretti a abbandonare l'attuale: "La scuola statale - aveva detto Barzaghi - resta la strada maestra verso l'integrazione, ma quello della scuola paritaria è un primo passo verso il processo di integrazione".
CAMPAGNA ISLAMOFOBICA IN ITALIA. CHIUSA UNA SCUOLA IN LINGUA ARABA
MILANO
Il Comune di Milano ha deciso di chiudere la scuola in lingua araba di via Quaranta. La decisione arriva "fomalmente" per motivi igienico-sanitari, certificata con una denuncia spedita per conoscenza anche alla Asl e ai vigili urbani. Una denuncia che, dopo il veto imposto lo scorso anno dal ministro dell'Istruzione Letizia Moratti alla "classe con il chador" in un istituto milanese, fa esplodere ancora una volta le polemiche su un tema delicatissimo.
Lo scontro politico vede protagonista la maggioranza di centrodestra guidata da Gabriele Albertini e l'opposizione di centrosinistra, ma fa registrare anche opinioni diverse nello stesso centrosinistra, con diversi rappresentanti dell'Unione in consiglio comunale che si oppongono alla chiusura della scuola islamica e chiedono l'intervento del prefetto Bruno Ferrante, e la Provincia guidata dal diessino Filippo Penati, che sostiene "l'esigenza di arrivare all'integrazione sì, ma attraverso le scuole statali, e non quelle paritarie che in realtà favoriscono la separazione". Un intervento, quello del presidente della Provincia, che arriva in serata per frenare le prese di posizione di due suoi assessori, Giansandro Barzaghi, di Rifondazione comunista e Francesca Corso, dei Comunisti italiani, che avevano difeso la parificazione dell'istituto di via Quaranta, arrivando anche a ipotizzare la disponibilità a offrire una nuova sede ai 500 ragazzi islamici, quando saranno costretti a abbandonare l'attuale: "La scuola statale - aveva detto Barzaghi - resta la strada maestra verso l'integrazione, ma quello della scuola paritaria è un primo passo verso il processo di integrazione".




