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SOS Sulcis- Iglesiente

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Movimento
                  Ritornare alla lotta
               SOS Sulcis- Iglesiente


In questi ultimi anni è in atto nel Sulcis-Iglesiente un malessere
diffuso,visibile anche da una grande ripresa del flusso migratorio.Coi
processi di deindustrializzazione in atto da anni nel territorio,si sono
persi e si stanno perdendo migliaia di posti di lavoro.Il Sulcis-Iglesiente
è una zona dove la disoccupazione è a livelli insostenibili,con dei paesi
dove un terzo della popolazione attiva è disoccupata.Abbiamo un territorio
con una disoccupazione di massa e che rischia la desertificazione
industriale.In questi giorni mentre molti sono impegnati nelle elezioni
Regionali Sarde,nella disputa tra un "padrone" Soru e un servo di un
"padrone"Cappellacci,nel Sulcis il dramma sociale aumenta.Siamo tutti
direttamente o indirettamente vittime della ulteriore crisi che ha investito
pesantemente il polo industriale di Portovesme.Alcuni dati:
Otefal Sail (la ex Ila) fabbrica di laminati d'alluminio,da circa tre mesi
200 lavoratori sono senza stipendio e ammortizzatori sociali,la fabbrica è
chiusa.
La Portovesme S.R.L. ha fermato da gennaio i forni Waelz e messo 100 operai
in cassa integrazione,perché il prezzo dello zinco è colato a picco.
L'Euralluminia rischia la chiusura,attualmente la fabbrica è ferma,sono
circa 700 (circa un migliaio con l'indotto) i lavoratori che rischiano il
posto di lavoro.La fermata degli impianti,potrebbe aver altre gravi
ripercussioni per l'area del Sulcis in quanto l'alluminia viene poi
acquistata dall'Alcoa che si ritroverebbe senza il prodotto da trasformare.
L'attuale polo industriale di Portovesme non è e non può essere il
propulsore del futuro economico del territorio.Tuttavia nel breve e nel
medio periodo il polo è l'unica risorsa certa,di importanza vitale per le
popolazioni,da preservare attraverso interventi di consolidamento
efficenziale.In una situazione difficile come questa per il territorio,credo
occorra avviare una grossa mobilitazione e una lotta unitaria dei
lavoratori,delle famiglie e delle organizzazioni sindacali del
territorio.Perchè per esperienza personale dico che la lotta paga,come ha
pagato quella grande e tenacissima lotta dei minatori della Carbosulcis
15-16 anni fa,dove il sottoscritto era tra i protagonisti.
Antonello Tiddia
RSU CARBOSULCIS
 

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