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Scuola per formatori Mammut

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Movimento

{mospagebreak}Scuola per formatori Mammut

 

BANDO DI PARTECIPAZIONE

 

 

Con il presente bando di partecipazione il Centro territoriale Mammut condivide e apre a un gruppo di 25 operatori (educatori, insegnanti e operatori sociali) un percorso di formazione sui temi della pedagogia, della didattica e dell’educazione: la “scuola per formatori Mammut”.

 

Premessa

Uno dei presupposti che ha generato la nascita stessa del Centro territoriale Mammut è stata la spinta a ricomporre la frattura che molti di noi avvertivano, nel lavoro sociale e pedagogico, fra teoria e pratica, e il desiderio di produrre e far circolare “cultura dell’educazione” mentre azioni didattiche ed educative venivano messe in campo.

L’impegno della “scuola per formatori Mammut” è duplice. Da una parte avvicinare e approfondire metodi e teorie dell’azione pedagogica, rendendo partecipi di un percorso formativo condiviso quanti a vario titolo e in diverse città lavorano nel campo dell’educazione. Dall’altra costituire un gruppo paritario di analisi e critica, aprendosi consapevolmente a percorsi di ricerca personale capaci di determinare trasformazioni, politiche e pedagogiche, nella cultura dell’infanzia e dell’educazione.

Due sono, pertanto, gli ambiti di “ricerca” che crediamo importante approfondire per declinare tale presupposto: i metodi e le teorie.

 

Metodi

Distinguendo nettamente fra tecniche (che rischiano di ingabbiare) e metodi (che possono liberare), l’intento è quello di attivare percorsi formativi pensati per operatori che si occupano di educazione e che vogliono arricchire il proprio bagaglio esperienziale e di conoscenza attraverso la ricerca comune e l’elaborazione di pratiche e modelli di intervento generalizzabili nel lavoro con i bambini e gli adolescenti, tanto nei contesti scolastici quanto in quelli extrascolastici e informali.

La formazione, in questo ambito, avverrà sia in maniera per così dire “classica”, con il contributo di formatori di cui condividiamo intenti e metodi, sia attraverso uno scambio auto-formativo con amici e operatori che, grazie all’assidua frequentazione di bambini, ragazzi e adulti in contesti a vario titolo “educativi”, hanno elaborato e costruito un proprio personale metodo pedagogico.

 

Teorie

Attraverso incontri, seminari, redazione e diffusione di materiale, tavole rotonde... vorremmo contribuire ad approfondire, diffondere e soprattutto “mettere alla prova” dei nostri “tentativi” pedagogici quelli che altrimenti rischiano di rimanere confusi riferimenti ideali, santini mummificati oggetto di una “superstiziosa” devozione: dai maestri delle origini (Pestalozzi, Froebel, Tolstoj …) a quelli di un passato prossimo (Dewey, Montessori, Korczack…), dai riformisti (Freinet, Codignola, Zoebeli…) ai radicali (Goodman, Deligny, Illich…), dagli eretici interni al mondo cattolico (Milani, Turoldo, Balducci…), ai laici “persuasi” (Capitini, Dolci, Ellul…), dai movimenti progressisti e democratici (Mcc, Mce, Cemea…) agli intellettuali libertari (Borghi, Ward, Read…), dagli specialisti di campi del sapere affini (Rogers, Lowen, Miller…), agli scrittori, artisti e intellettuali che hanno cercato di analizzare anche in chiave “educativa” l’evoluzione della società (Pasolini, Morante, Ortese…).


 

Programma

 

La “scuola per formatori Mammut” prevede una formazione base – costituita da alcuni stage residenziali in diverse località – e una serie di sottopercorsi tematici che sebbene meno strutturati e cadenzati costituiscono, insieme alla formazione base, un unico percorso.

 

 

Formazione base

Un calendario di tre appuntamenti residenziali (più altri due dopo l’estate) costituisce l’ossatura della “scuola per formatori Mammut” (vedi allegato A). La formazione che proponiamo rappresenta la sperimentazione vissuta in prima persona da “alunni” della “scuola” che si vorrebbe realizzare da “maestri”. La struttura proposta si riferisce a un primo anno di sperimentazione, dove incontreremo, miscelandole sulla base delle necessità di ognuno, metodi e pedagogie diverse. Il fulcro di questa parte della formazione sarà costituita dalla “didattica” intesa nel suo significato più ampio come l’insieme delle forme e dei modi attraverso cui trasmettere conoscenze, competenze e sapere.

Il calendario degli incontri è il seguente:

 

16-18 gennaio, Ercolano (Napoli) – il vulcano

L’insegnamento della lettura e della scrittura attraverso il metodo naturale, con Olga Mautone e Gabriella Giardina

Corpo ed educazione secondo il metodo Rio Abierto, con Olga Mautone

Ambiente educante, con Mimmo Caserta

 

17-19 aprile, La lodola (Bologna) – l’Appennino

Il metodo Montessori con Grazia Fresco Honegger

Elogio della selvatichezza, con Paolo Tasini

 

20-27 luglio, Villore (Firenze) – la collina

La pedagogia di Lorenzo Milani, con Alessandro Santoro

La pedagogia delle storie, con l’associazione culturale Hamelin

La cooperazione educativa e l’educazione attiva, con Lando Landi

La didattica della musica, con la Scuola popolare di musica Ivan Illich

La ricerca scientifica come metodo pedagogico, con Ciro Minichini

 

Ottobre, Nazzano (Roma) – il fiume

Dicembre, S. Erasmo (Venezia) – l’isola

 

A chi è rivolta

A maestri, insegnanti, educatori, operatori sociali che abbiano interesse a condividere un percorso di formazione sui temi della didattica e della pedagogia e che abbiano attività educative e didattiche in corso o in via di attuazione.

 

Domanda di iscrizione

Dovendo limitare a un massimo di 25 il numero delle iscrizioni (di cui dieci riservate agli operatori del centro territoriale Mammut), ma volendo al contempo aprire il percorso di “ricerca” ad altri operatori curiosi e inquieti che in altri contesti e in altri ambiti si stanno ponendo domande simili alle nostre, la partecipazione ai tre incontri residenziali della “formazione base” è possibile solo attraverso l’iscrizione al presente “bando di partecipazione”. Criteri, scadenza e modalità, sono specificati nella “domanda di partecipazione” (vedi allegato B)


 

Sottopercorsi tematici

 

La “formazione base” rappresenta solo una parte del percorso di ricerca che il centro territoriale Mammut ha avviato sui temi più generali dell’educazione. È un’idea complessiva di educazione che stiamo cercando, intesa come fondamentale dimensione di raccordo che, dalla nascita alla morte, unisce individuo e comunità, cultura e morale.

Limitatamente alle energie che riusciremo ad aggregare intorno a una comune esigenza di conoscenza, gli altri percorsi di formazione in parte già avviati e in parte da avviare riguardano:

 

Prima infanzia

In vista dell’apertura, nel settembre prossimo, di un “centro diurno multiculturale” per bambini dai 3 ai 6 anni presso gli spazi del centro territoriale, con la supervisione di Grazia Fresco Honegger abbiamo strutturato un percorso che prevede una settimana di formazione intensiva da lei condotta a Napoli (dal 12 al 19 febbraio); una settimana di osservazione “partecipante” per un gruppo di 5 persone presso la scuoletta diretta da Grazia a Calcinate (Varese) e alcune visite brevi in varie realtà da lei segnalate per la qualità dell’intervento educativo in diverse città d’Italia.

 

Officina dei piccoli

Pensiamo che ricominciare dai bambini, da una ridefinizione della cultura dell’infanzia, fondata non sul prodotto, ma sul processo di sviluppo che ha periodi assai diversificati tali da esigere, per ciascuno, risposte adeguate, possa costituire una fertile critica della nostra cultura e della nostra civiltà, e una prospettiva di riflessione fondamentale che tocca tutti i mestieri, le professioni e i ruoli. Con un incontro di formazione di tre giorni, tra il 19 e il 21 dicembre a Napoli, condotto da Cecilia Bartoli e Claudio Tosi, formatori ai metodi dell’educazione attiva, sul tema del gioco, avviamo un percorso per approfondire come stare e cosa fare insieme a bambini.

 

Pedagogia delle storie

Convinti che esista un rapporto specifico tra la qualità del vivere civile e la “buona salute” dell’immaginario, con l’aiuto dell’associazione culturale Hamelin (che sarà presente anche in tutti gli incontri  della “formazione base”) continueremo a occuparci di storie. Di tutte quelle finzioni narrative che, qualunque sia la loro forma e il loro linguaggio (narrativo, fumettistico, filmico…), tanta parte hanno nel nostro immaginario.

 

Educazione e politica

L’esperienza della relazione educativa (con bambini, adolescenti, migranti, anziani…) rimane uno dei pochi ambiti ancora in grado di accogliere una progettualità e un’analisi di natura essenzialmente “politica”, a partire dalla riflessione sui propri riferimenti ideali, da un onesto adeguamento di questi alle pratiche quotidiane, dal rapporto con il territorio, dalla spontanea creazione di comunità che un’opera di trasmissione culturale deve portare naturalmente con sé.

Su questa linea, il tentativo di spostare attenzione e finalità educative dal “recupero dalla strada di bambini e adolescenti”, al “recupero della strada con bambini e adolescenti” iniziato lo scorso anno prosegue con un convegno su “educazione e urbanistica dal basso” previsto per febbraio 2009 sotto la supervisione di Gilda Berruti e Federica Palestino, del Dipartimento di Urbanistica dell’Università Federico II di Napoli.

 

“Cellule sociali”

Partendo dall’osservazione delle organizzazioni del terzo settore, basate spesso sull’aziendalismo o, al contrario, sull’improvvisazione idealistica, e intendendo per “cellula sociale” l’unità di misura e la forma di un gruppo che si pone in una posizione di critica e alternativa all’ordine sociale vigente, continueremo a riflettere, facendoci aiutare da chi lo fa da tempo, su quale sia, oggi, il modo migliore – in termini di struttura organizzativa, processi decisionali, valori di riferimento… – dell’agire sociale. Sui modi per farsi “zone temporaneamente liberate”, cunei di resistenza, di proposte, di sperimentazione, di apertura, di coerente adesione di mezzi e fini che non smettono di interrogarsi su quali potrebbero essere modi migliori di funzionamento della società.

 

 

L’iscrizione è obbligatoria – per questioni organizzative e per costituire un gruppo di lavoro costante nel tempo – solo per la “formazione base”. Per tutti gli altri momenti formativi dei “sottopercorsi tematici” gli obiettivi rimangono quelli di condividere esperienze, sollecitare riflessioni, far circolare idee e critiche, creare un’area di discussione per dare maggiore efficacia a quanto già, in diversi luoghi e in diversi ambiti dell’intervento pedagogico e sociale, si sta facendo. I modi par attivare questa circolazione di idee e di persone si troveranno di volta in volta. Quelli che il Centro territoriale Mammut è in grado di offrire sono, oltre a tutti i confronti in occasione di incontri strutturati, l’accoglienza di operatori e di gruppi per brevi periodi di osservazione partecipante un bollettino pedagogico, Il Barrito del Mammut, a cadenza bimensile e un sito, www.mammutnapoli.org, dove far confluire ragionamenti, materiali e analisi.

 

 

 

 

 

 

Chi siamo

L'associazione di promozione sociale "Compare" è impegnata dal 1997 in un lavoro pedagogico, sociale e politico nella città di Napoli.

Dal maggio 2007 l'associazione, soggetto attivo di una rete di associazioni ed enti locali e nazionali, anima le attività del "Centro Territoriale a Scampia - Mammut", nato con il duplice obiettivo di sperimentare, insieme a bambini e ragazzi, nuove pratiche pedagogiche e, attraverso di esse, ridisegnare l’uso e il significato corrente di “spazio pubblico”. Esito e non presupposto della ricerca è la realizzazione di un centro territoriale cittadino con sede a Scampia nella Piazza dei Grandi Eventi.

I filoni di intervento del progetto sono due:

 

Progetto Spaziale, rivolto alle scuole, ai bambini, alle famiglie, italiane e non, del quartiere e della città. Dopo un anno di interventi a supporto degli insegnanti attraverso un programma di animazione territoriale e un lungo e articolato percorso didattico di teatro–quartiere ("Il mito del Mammut"), da gennaio il centro territoriale darà avvio a una serie di attività educative e didattiche rivolte a bambini e ragazzi: una ludoteca, un doposcuola e, in prospettiva, un asilo multiculturale.

L’intervento non si pone come ennesimo progetto da sommare ai tanti altri offerti al territorio, ma come fertilizzante per le forze, associative e istituzionali, già presenti nel quartiere e per aiutare a immaginare una nuova funzione urbana degli spazi pubblici.

 

Progetto Corridoio, basato sulle potenzialità formative del viaggio, è rivolto agli adolescenti, educatori, insegnanti e operatori sociali e si fonda sulla possibilità di aiutare a dare forma e a liberare le trame di vita di ragazzi e ragazze dai 14 ai 25 anni, attraverso: occasioni formative che affianchino e integrino i percorsi educativi tradizionali (scolastici, professionali, formativi…); una progettualità pedagogica centrata sulla persona nella sua completezza e sull’unicità di cui ciascuno è portatore; sulle possibilità offerte dal viaggio e dallo “spaesamento” da esso provocato; sulla costruzione di una rete nazionale che unisca gruppi impegnati nel lavoro con gli adolescenti e che operano con metodologie e ideali affini.

 

 

 

Per informazioni

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