edili in sciopero
| Movimento |
La Rete Nazionale per la sicurezza sul lavoro di Ravenna è dalla parte dei lavoratori edili che scioperano giovedì 24 per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto già da tre mesi.
Lavoro nero, paghe da fame, caporalato e mancanza di sicurezza è il prezzo troppo salato che i lavoratori edili devono subire nei cantieri.
Nella provincia di Ravenna, secondo i dati ufficiali, esistono oltre 1000 imprese edili sotto i 15 dipendenti e i lavoratori del comparto sono circa 7.500. Quasi metà dei lavoratori edili sono stranieri, costretti, sotto ricatto dell'espulsione, ad accettare qualunque condizione lavorativa. Gli stessi sindacati confederali degli edili parlano di «situazione disastrosa» in provincia. Su 73 controlli degli Rlst, più della metà dei cantieri non era in regola riguardo i ponteggi e le protezioni, che sono la causa principale dei pericoli in cantiere.
E' proprio in questo settore che diventa centrale la lotta per la sicurezza così come la battaglia contro il lavoro nero ed il dilagare di falsi contratti part time che incidono sugli infortuni e gli omicidi bianchi.
La difesa della sicurezza deve entrare nelle piattaforme contrattuali e si devono intensificare i controlli ispettivi sui cantieri e nella gare d'appalto.
Agli edili in sciopero lanciamo un appello ad unirsi alla Rete Nazionale per la sicurezza sul lavoro e a partecipare alle iniziative della marcia-carovana che sta attraversando il nostro paese, dalla Tyssen di Torino ai Cantieri Navali di Palermo.
A Ravenna, dopo l'occupazione dell'agenzia interinale Intempo al Porto, stiamo preparando un Convegno di formazione/informazione sulla sicurezza per il mese di maggio e invitiamo i lavoratori a partecipare attivamente con testimonianze e proposte.
Vogliamo arrivare ad una manifestazione nazionale a Roma per il mese di maggio, una manifestazione di lavoratori che si oppone alla politica antioperaia del nuovo governo Berlusconi che vuole rivedere il TU sulla sicurezza, cancellando le sanzioni, i poteri degli ispettori e il divieto di gare d'appalto al massimo ribasso.
Rete Nazionale per la sicurezza sul lavoro-Ravenna
tel.339/8911853
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Lavoro nero, paghe da fame, caporalato e mancanza di sicurezza è il prezzo troppo salato che i lavoratori edili devono subire nei cantieri.
Nella provincia di Ravenna, secondo i dati ufficiali, esistono oltre 1000 imprese edili sotto i 15 dipendenti e i lavoratori del comparto sono circa 7.500. Quasi metà dei lavoratori edili sono stranieri, costretti, sotto ricatto dell'espulsione, ad accettare qualunque condizione lavorativa. Gli stessi sindacati confederali degli edili parlano di «situazione disastrosa» in provincia. Su 73 controlli degli Rlst, più della metà dei cantieri non era in regola riguardo i ponteggi e le protezioni, che sono la causa principale dei pericoli in cantiere.
E' proprio in questo settore che diventa centrale la lotta per la sicurezza così come la battaglia contro il lavoro nero ed il dilagare di falsi contratti part time che incidono sugli infortuni e gli omicidi bianchi.
La difesa della sicurezza deve entrare nelle piattaforme contrattuali e si devono intensificare i controlli ispettivi sui cantieri e nella gare d'appalto.
Agli edili in sciopero lanciamo un appello ad unirsi alla Rete Nazionale per la sicurezza sul lavoro e a partecipare alle iniziative della marcia-carovana che sta attraversando il nostro paese, dalla Tyssen di Torino ai Cantieri Navali di Palermo.
A Ravenna, dopo l'occupazione dell'agenzia interinale Intempo al Porto, stiamo preparando un Convegno di formazione/informazione sulla sicurezza per il mese di maggio e invitiamo i lavoratori a partecipare attivamente con testimonianze e proposte.
Vogliamo arrivare ad una manifestazione nazionale a Roma per il mese di maggio, una manifestazione di lavoratori che si oppone alla politica antioperaia del nuovo governo Berlusconi che vuole rivedere il TU sulla sicurezza, cancellando le sanzioni, i poteri degli ispettori e il divieto di gare d'appalto al massimo ribasso.
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