PER IL DIBATTITO SULL'ORGANIZZAZIONE POLITICA DEGLI OPERAI...
| Movimento |
OPERAI, PADRONI, E LA LORO POLITICA, AI FERRI CORTI NELLA CRISI... frank ficiar:
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Operai, proviamo a mettere a fuoco il contesto disastroso nel quale siamo immersi.
Tutti accettano quasi con fatalismo granitico il primato indiscusso del Profitto. ma questo primato su tutto cio' che regola l'esistente, dall'economia alla politica, dalla societa' allo spettacolo, questo Dio del Profitto sembra unificare il pensiero di teologi e filosofi, tutti quanti non vanno oltre le compatibilita' che il sistema odierno puo' dare, tutti quanti non possono andare oltre queste compatibilta' perche' perderebbero funzione, ruoli, privilegi, rendite di posizione accumulate in precedenti periodi di crescita economica, dunque le idee dominanti sono le idee della classe dominante.
Ma questo profitto ha una appropriazione socialmente garantita, cioe' se ne appropriano le classi superiori sfruttando intensivamente forza-lavoro degli operai in ogni comparto della produzione e circolazione delle merci.
Quali sono i fenomeni in uguale espansione nel nostro campo, nel campo operaio? Primato indiscusso in Europa di morti, infortunati, invalidi, avvelenati di lavoro dai dati eurispes, OLTRE 1.OOO.OOO gli infortunii sul posto di lavoro, un morto in media ogni 7 ore dicono, FOLGORATI, BRUCIATI, DECAPITATI, ORRENDAMENDTE MUTILATI, PERCHE' LA PRODUZIONE PER IL PROFITTO IMPONE DI LAVORARE SEMPRE PIU' IN FRETTA OVUNQUE. Nello stesso contesto i padroni e i loro servi trovano sempre da giustificare la carneficina di fronte ai profitti, infatti dopo frasi di circostanza ritorna monotona la litania di padroni, politici e vasti strati dei sindacati poggia su 2 totem: concorrenza e competitivita', a cui si affiaca una terza sempre presente: produttivita'.
Ma cosa ha portato questo sviluppo della concorrenza e competitivita', questo aumento poi della produttivita' reale degli operai (e fasulla in altre classi sociali, perche' si fa' volutamente confusione col termine) su scala internazionale? Nuovi aumenti dei guadagni per i gruppi monopolistici come Fiat e Finmeccanica, Guerre per l'accaparramento delle risorse, persone, e cose nei vari punti del mercato mondiale (imperialismo), rovina e assogettamento dei gruppi meno attrezzati, fusioni bancarie, speculazioni e politiche di indebitamento per piazzare merci comunque e dovunque nel mondo, spazzatura e monnezza a cielo aperto.
I segni a fuoco di tutto cio' li vediamo nei popoli oppressi dai paesi imperialisti come l'italia, ma identici li vediamo sulla pelle di milioni di operai e sulla loro condizione materiale all'interno delle metropoli imperialiste. Ma anche questo genocidio strisciante o palese in atto non puo' fermare LA CRISI che inevitabilmente partita dagli u.s.a. porta la tempesta anche in europa, l'indebitamento e' scopertoe quindi restrizione dai mercati azionari e quelli reali e cosi via in un crescendo nel quale per mantenere saggi di profitto ad un certo livello non possono che ritornare a estorcere ancora salari.
Ancora i salari? Sbottera' il buon borghese!!! Non dovevano aumentare almeno in parallelo a profitti e ricavi, grazie a tutte le "missioni militari come migliori vetrine del prodotto nazionale" (dichiarazione di bertinotti la scorsa estate) in giro per il mondo?Nemmeno per sogno!!!, al contrario sono calati progressivamente anno per anno con un aumento della produttivita' molto forte per finanziare le "imprese" dei padroni, e visto che l'unica fonte di entrata per gli operai e' il salario, siamo alla fame.
E cosa ci ha portato l'altraparola chiave dei padroni. flessibilita'? Parola, per loro, ma che sitraduce in fatti ben concreti nelle fabbriche, con codici, regolamenti, discipline speciali per far andare le braccia degli operai piu' forte, con piu' intensita', per piu' ore al giorno, e se non ce la si fa' diventano altrettanti facili e naturali licenziamenti, multe, richiami, pressioni, intimidazioni, e anche pestaggi (vedere dossier di repubblica sul lavoro nell'agricoltura ed edilizia).
Con tutto cio' nel 2008 senza contare l'enorme sacca di lavoro nero (ires-cgil 32%), abbiamo anche il lavoro irregolare al 13% rispetto al totale della popolazione attiva. Sono 2 milioni e 951 mila i lavoratori irregolari in Italia. A dirlo è l'Istat, nel rapporto 'La misura dell'occupazione non regolare', riferita a dati del 2005, perche' degli ultimi 2 anni non c'e' neanche uno studio. Ma non avevano risolto il problema con milioni di contratti precari a partire dalle fabbriche? Ecco qui riuniti tutti i valori della borghesia: gli operai devono sgobbare di piu' per dio, patria, profitto, nobilta', clero, borghesia, sembra un mondo a corto circuito, cosi' non vanno da nessuna parte, lo sanno loro che fanno i balletti un po' preoccupati, ma lo sappiamo anche noi operai, proviamo a metterci mano.
Operai : la riscossa dalla nostra schiavitu' va' condotta a partire da noi stessi, solo organizzandosi a dovere; lasciamo la fatalita' agli sfruttatori e a chi ci vuole sfruttare per interessi che non sono nostri. Sono in crisi le istituzioni come sindacato e politica, sembra che almeno l'80% dei lavoratori diffidano fortemente di partiti e sindacati?
E' ora di buttare fuori i borghesi dagli organismi degli operai, facciamo pulizia; gli operai organizzati indipendenti con un proprio programma a breve e alla lunga. Chi ce lo puo piu' impedire? Non ci siamo mai stati, gli operai ribelli non aspirano a nessuna redistribuzione di ricchezza, quella la lasciamo ai buffoni di rifondazione, noi vogliamo uscire dalla rovina nel quale ci tengono, per esserci davvero andiamo a spezzare quei mille fili dal quale si garantiscono profitti, rendite, privilegi grandi e piccoli. Tanti sinistri preoccupati diranno: gli operai, quei poveri cristi ignoranti ed analfabeti in proprio??? Certo, che cosa hanno da insegnare se non repressione e nuova sudditanza al loro sistema in agonia. Togliamo la delega a chi e' lontano mille miglia dalle aspirazioni e condizioni degli operai.
Noi vogliamo operai in lotta direttamente sui propri interessi troppo a lungo schiacciati sotto i macchinari politici e sindacali dei padroni, e delle loro frazioni in lotta per il potere nella macchina statale. Tutti i posti sono occupati? buttiamoli giu'. Gli operai non sanno che farsene della concorrenza di sigle sindacali o dell'unita' di sigla se e' unita' per tenere sottomessi gli operai e lanciamo questo grido di battaglia a chi ci vuole prendere in giro, mantenendo ben stretta la seggiola. Rappresentano gli interessi e rispondono alle esigenze dei padroni? E perche' gli operai se li devono tenere a mantenimento?
Basta con i delegati di base che giustificano in un modo o nell' altro lo sfruttamento, o fanno come diciamo noi a partire dalle fabbriche o lotta e critica fino alla destituzione. Una grande delegittimazione da parte degli operai collettivamente per iniziare la lotta contro i padroni ad un piu' alto livello e' all' ordine del giorno ed e' ovunque necessario.
La questione di fondo in realta' e' che devono comandare gli operai nelle fabbriche e nella societa' ed è possibile iniziare un movimento per questo obiettivo se si coagulano sempre piu' gli operai che gia' si battono nelle fabbriche per un vero sindacalismo operaio.
il disastro di chi comanda adesso e' sotto gli occhi di tutti, ma non accennano a smettere di succhiare sangue, lo snodo dove impongono lo sfruttamento nelle grandi fabbriche torna ad essere il sindacato quindi gli operai si attrezzino portando allo scoperto con i tanti esempi che ci offrono chiunque giustifica il concio della nostra pelle, martelliamo i delegati e esperti sindacali totalmente supini alla politica dei padroni, una costituzione degli operai con una propria indipendenza politica capace di fare breccia dalle fabbriche, da li' al territorio, per affermarci politicamente tra le altre classi sociali con nostre proposte, poi vediamo.
OPERAI CONTRO
SEZIONE MODENA
5 FEBBRAIO 2008
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Operai, proviamo a mettere a fuoco il contesto disastroso nel quale siamo immersi.
Tutti accettano quasi con fatalismo granitico il primato indiscusso del Profitto. ma questo primato su tutto cio' che regola l'esistente, dall'economia alla politica, dalla societa' allo spettacolo, questo Dio del Profitto sembra unificare il pensiero di teologi e filosofi, tutti quanti non vanno oltre le compatibilita' che il sistema odierno puo' dare, tutti quanti non possono andare oltre queste compatibilta' perche' perderebbero funzione, ruoli, privilegi, rendite di posizione accumulate in precedenti periodi di crescita economica, dunque le idee dominanti sono le idee della classe dominante.
Ma questo profitto ha una appropriazione socialmente garantita, cioe' se ne appropriano le classi superiori sfruttando intensivamente forza-lavoro degli operai in ogni comparto della produzione e circolazione delle merci.
Quali sono i fenomeni in uguale espansione nel nostro campo, nel campo operaio? Primato indiscusso in Europa di morti, infortunati, invalidi, avvelenati di lavoro dai dati eurispes, OLTRE 1.OOO.OOO gli infortunii sul posto di lavoro, un morto in media ogni 7 ore dicono, FOLGORATI, BRUCIATI, DECAPITATI, ORRENDAMENDTE MUTILATI, PERCHE' LA PRODUZIONE PER IL PROFITTO IMPONE DI LAVORARE SEMPRE PIU' IN FRETTA OVUNQUE. Nello stesso contesto i padroni e i loro servi trovano sempre da giustificare la carneficina di fronte ai profitti, infatti dopo frasi di circostanza ritorna monotona la litania di padroni, politici e vasti strati dei sindacati poggia su 2 totem: concorrenza e competitivita', a cui si affiaca una terza sempre presente: produttivita'.
Ma cosa ha portato questo sviluppo della concorrenza e competitivita', questo aumento poi della produttivita' reale degli operai (e fasulla in altre classi sociali, perche' si fa' volutamente confusione col termine) su scala internazionale? Nuovi aumenti dei guadagni per i gruppi monopolistici come Fiat e Finmeccanica, Guerre per l'accaparramento delle risorse, persone, e cose nei vari punti del mercato mondiale (imperialismo), rovina e assogettamento dei gruppi meno attrezzati, fusioni bancarie, speculazioni e politiche di indebitamento per piazzare merci comunque e dovunque nel mondo, spazzatura e monnezza a cielo aperto.
I segni a fuoco di tutto cio' li vediamo nei popoli oppressi dai paesi imperialisti come l'italia, ma identici li vediamo sulla pelle di milioni di operai e sulla loro condizione materiale all'interno delle metropoli imperialiste. Ma anche questo genocidio strisciante o palese in atto non puo' fermare LA CRISI che inevitabilmente partita dagli u.s.a. porta la tempesta anche in europa, l'indebitamento e' scopertoe quindi restrizione dai mercati azionari e quelli reali e cosi via in un crescendo nel quale per mantenere saggi di profitto ad un certo livello non possono che ritornare a estorcere ancora salari.
Ancora i salari? Sbottera' il buon borghese!!! Non dovevano aumentare almeno in parallelo a profitti e ricavi, grazie a tutte le "missioni militari come migliori vetrine del prodotto nazionale" (dichiarazione di bertinotti la scorsa estate) in giro per il mondo?Nemmeno per sogno!!!, al contrario sono calati progressivamente anno per anno con un aumento della produttivita' molto forte per finanziare le "imprese" dei padroni, e visto che l'unica fonte di entrata per gli operai e' il salario, siamo alla fame.
E cosa ci ha portato l'altraparola chiave dei padroni. flessibilita'? Parola, per loro, ma che sitraduce in fatti ben concreti nelle fabbriche, con codici, regolamenti, discipline speciali per far andare le braccia degli operai piu' forte, con piu' intensita', per piu' ore al giorno, e se non ce la si fa' diventano altrettanti facili e naturali licenziamenti, multe, richiami, pressioni, intimidazioni, e anche pestaggi (vedere dossier di repubblica sul lavoro nell'agricoltura ed edilizia).
Con tutto cio' nel 2008 senza contare l'enorme sacca di lavoro nero (ires-cgil 32%), abbiamo anche il lavoro irregolare al 13% rispetto al totale della popolazione attiva. Sono 2 milioni e 951 mila i lavoratori irregolari in Italia. A dirlo è l'Istat, nel rapporto 'La misura dell'occupazione non regolare', riferita a dati del 2005, perche' degli ultimi 2 anni non c'e' neanche uno studio. Ma non avevano risolto il problema con milioni di contratti precari a partire dalle fabbriche? Ecco qui riuniti tutti i valori della borghesia: gli operai devono sgobbare di piu' per dio, patria, profitto, nobilta', clero, borghesia, sembra un mondo a corto circuito, cosi' non vanno da nessuna parte, lo sanno loro che fanno i balletti un po' preoccupati, ma lo sappiamo anche noi operai, proviamo a metterci mano.
Operai : la riscossa dalla nostra schiavitu' va' condotta a partire da noi stessi, solo organizzandosi a dovere; lasciamo la fatalita' agli sfruttatori e a chi ci vuole sfruttare per interessi che non sono nostri. Sono in crisi le istituzioni come sindacato e politica, sembra che almeno l'80% dei lavoratori diffidano fortemente di partiti e sindacati?
E' ora di buttare fuori i borghesi dagli organismi degli operai, facciamo pulizia; gli operai organizzati indipendenti con un proprio programma a breve e alla lunga. Chi ce lo puo piu' impedire? Non ci siamo mai stati, gli operai ribelli non aspirano a nessuna redistribuzione di ricchezza, quella la lasciamo ai buffoni di rifondazione, noi vogliamo uscire dalla rovina nel quale ci tengono, per esserci davvero andiamo a spezzare quei mille fili dal quale si garantiscono profitti, rendite, privilegi grandi e piccoli. Tanti sinistri preoccupati diranno: gli operai, quei poveri cristi ignoranti ed analfabeti in proprio??? Certo, che cosa hanno da insegnare se non repressione e nuova sudditanza al loro sistema in agonia. Togliamo la delega a chi e' lontano mille miglia dalle aspirazioni e condizioni degli operai.
Noi vogliamo operai in lotta direttamente sui propri interessi troppo a lungo schiacciati sotto i macchinari politici e sindacali dei padroni, e delle loro frazioni in lotta per il potere nella macchina statale. Tutti i posti sono occupati? buttiamoli giu'. Gli operai non sanno che farsene della concorrenza di sigle sindacali o dell'unita' di sigla se e' unita' per tenere sottomessi gli operai e lanciamo questo grido di battaglia a chi ci vuole prendere in giro, mantenendo ben stretta la seggiola. Rappresentano gli interessi e rispondono alle esigenze dei padroni? E perche' gli operai se li devono tenere a mantenimento?
Basta con i delegati di base che giustificano in un modo o nell' altro lo sfruttamento, o fanno come diciamo noi a partire dalle fabbriche o lotta e critica fino alla destituzione. Una grande delegittimazione da parte degli operai collettivamente per iniziare la lotta contro i padroni ad un piu' alto livello e' all' ordine del giorno ed e' ovunque necessario.
La questione di fondo in realta' e' che devono comandare gli operai nelle fabbriche e nella societa' ed è possibile iniziare un movimento per questo obiettivo se si coagulano sempre piu' gli operai che gia' si battono nelle fabbriche per un vero sindacalismo operaio.
il disastro di chi comanda adesso e' sotto gli occhi di tutti, ma non accennano a smettere di succhiare sangue, lo snodo dove impongono lo sfruttamento nelle grandi fabbriche torna ad essere il sindacato quindi gli operai si attrezzino portando allo scoperto con i tanti esempi che ci offrono chiunque giustifica il concio della nostra pelle, martelliamo i delegati e esperti sindacali totalmente supini alla politica dei padroni, una costituzione degli operai con una propria indipendenza politica capace di fare breccia dalle fabbriche, da li' al territorio, per affermarci politicamente tra le altre classi sociali con nostre proposte, poi vediamo.
OPERAI CONTRO
SEZIONE MODENA
5 FEBBRAIO 2008
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