L’ABORTO NON E’ UNA PENA DI STATO, MA UNA SCELTA.
| Movimento |
MORATORIA ABORTI – VIALE “L’ABORTO NON E’ UNA PENA DI STATO, MA UNA
SCELTA.”
Silvio Viale, medico radicale, replica a Giuliano Ferrara sulla
provocatoria proposta di una moratoria mondiale degli aborti, ha diffuso la
seguente nota:
“Misoginia allo stato puro, nient’altro. E’ il prodotto di una ideologia
che relega la donna ad un ruolo secondario nella società , subordinato alle
scelte riproduttive di altri, non ritenuta nemmeno capace di decidere per se
stessa. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti
… senza distinzioni di sesso, recita la Dichiarazione universale dei diritti
dell’uomo. Vietare l’aborto, perché questo è il senso dell’appello di
Giuliano Ferrara, significa negare alle donne i diritti sul proprio corpo e
sulla propria gravidanza. Ogni anno quasi 70.000 donne muoiono per aborto
non sicuro, perlopiù clandestino in paesi ove questo diritto è negato, dove
viene accettata ed incentivata questa pena di morte per le donne. Fermare
questa strage è la vera moratoria che le donne si aspettano, perché il
divieto di aborto è di Stato, è obbligatorio e nega diritti, mentre l’aborto
non è una pena di Stato, ma è una scelta. L’aborto legale ha peraltro
ridotto a casi sporadici la mortalità per aborto e ha ridotto dappertutto il
numero di aborti. Non si aspetti, Giuliano Ferrara, irrisioni o sarcasmo.
Non da me. La proposta di moratoria sugli aborti è talmente irresponsabile e
provocatoria che non merita un teatrino in punta di penna, perché l’aborto è
cosa seria. L’aborto è per le donne, perché riguarda essenzialmente loro, i
loro desideri, le loro speranze, le loro paure, le loro tragedie, le loro
battaglie, i loro bisogni, i loro sentimenti, le loro conoscenze, il loro
potere, le loro oppressioni, la loro libertà, le loro costrizioni, le loro
risorse e le loro decisioni. E' per loro che occorre offrire un aborto
legale in tutti i paesi del mondo, le soluzioni più sicure e la possibilità
di scelta tra metodi medici e chirurgici. Lo scandalo supremo del nostro
tempo continua ad essere l’aborto vietato e clandestino che colpisce ancora
metà delle donne del globo. Non a caso il Movimento per la Vita esiste solo
dove l’aborto è legale. Propagandare l’astinenza o i poco efficaci metodi
naturali, come unici contraccettivi è uno scandalo collegato, che non può
essere ignorato da Giuliano Ferrara quando, per puro spirito di
contraddizione, associa gli aborti all’approvazione della moratoria delle
esecuzioni capitali, dimenticandosi delle donne e dei loro difficili, spesso
tragici, rapporti sociali. Esattamente quello che fa il Movimento per la
vita, il cui unico obiettivo è quello di dissuadere le donne dall’aborto, a
qualunque costo. Al contrario l’obiettivo mio e degli operatori della 194 è
quello di rispettare con devozione la scelta della donna, di aiutarla nella
scelta, senza cercare di convincerla ad abortire o a non abortire.
Ovviamente, come con Eugenia Roccella sulla questione della RU486, sono
disposto ad un confronto ovunque, con qualunque pubblico, anche fuori casa.”
Torino, 21 dicembre 2007.
http://www.associazioneaglietta.it/
SCELTA.”
Silvio Viale, medico radicale, replica a Giuliano Ferrara sulla
provocatoria proposta di una moratoria mondiale degli aborti, ha diffuso la
seguente nota:
“Misoginia allo stato puro, nient’altro. E’ il prodotto di una ideologia
che relega la donna ad un ruolo secondario nella società , subordinato alle
scelte riproduttive di altri, non ritenuta nemmeno capace di decidere per se
stessa. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti
… senza distinzioni di sesso, recita la Dichiarazione universale dei diritti
dell’uomo. Vietare l’aborto, perché questo è il senso dell’appello di
Giuliano Ferrara, significa negare alle donne i diritti sul proprio corpo e
sulla propria gravidanza. Ogni anno quasi 70.000 donne muoiono per aborto
non sicuro, perlopiù clandestino in paesi ove questo diritto è negato, dove
viene accettata ed incentivata questa pena di morte per le donne. Fermare
questa strage è la vera moratoria che le donne si aspettano, perché il
divieto di aborto è di Stato, è obbligatorio e nega diritti, mentre l’aborto
non è una pena di Stato, ma è una scelta. L’aborto legale ha peraltro
ridotto a casi sporadici la mortalità per aborto e ha ridotto dappertutto il
numero di aborti. Non si aspetti, Giuliano Ferrara, irrisioni o sarcasmo.
Non da me. La proposta di moratoria sugli aborti è talmente irresponsabile e
provocatoria che non merita un teatrino in punta di penna, perché l’aborto è
cosa seria. L’aborto è per le donne, perché riguarda essenzialmente loro, i
loro desideri, le loro speranze, le loro paure, le loro tragedie, le loro
battaglie, i loro bisogni, i loro sentimenti, le loro conoscenze, il loro
potere, le loro oppressioni, la loro libertà, le loro costrizioni, le loro
risorse e le loro decisioni. E' per loro che occorre offrire un aborto
legale in tutti i paesi del mondo, le soluzioni più sicure e la possibilità
di scelta tra metodi medici e chirurgici. Lo scandalo supremo del nostro
tempo continua ad essere l’aborto vietato e clandestino che colpisce ancora
metà delle donne del globo. Non a caso il Movimento per la Vita esiste solo
dove l’aborto è legale. Propagandare l’astinenza o i poco efficaci metodi
naturali, come unici contraccettivi è uno scandalo collegato, che non può
essere ignorato da Giuliano Ferrara quando, per puro spirito di
contraddizione, associa gli aborti all’approvazione della moratoria delle
esecuzioni capitali, dimenticandosi delle donne e dei loro difficili, spesso
tragici, rapporti sociali. Esattamente quello che fa il Movimento per la
vita, il cui unico obiettivo è quello di dissuadere le donne dall’aborto, a
qualunque costo. Al contrario l’obiettivo mio e degli operatori della 194 è
quello di rispettare con devozione la scelta della donna, di aiutarla nella
scelta, senza cercare di convincerla ad abortire o a non abortire.
Ovviamente, come con Eugenia Roccella sulla questione della RU486, sono
disposto ad un confronto ovunque, con qualunque pubblico, anche fuori casa.”
Torino, 21 dicembre 2007.
http://www.associazioneaglietta.it/




