MANIFESTAZIONE 9/6 ROMA VIA BUSH VIA PRODI
| Movimento |
Il 9 Giugno circa 100000 compagni da tutta Italia sono scesi per le vie
della capitale per esprimere il loro sdegno verso il guerrafondaio americano
Bush ed il governo altrettanto guerrafondaio di Prodi-D'Alema-Bertinotti.
La manifestazione é stata un successo visto l'ostruzionismo non solo di
partiti, sindacati, masmedia ma anche di trenitalia che ha negato il prezzo
politico a chi voleva partecipare.
Ma con i governi di centro-sinistra succede anche questo ! Ai
rappresentanti della sedicente sinistra radicale non é andata bene: solo
1000 partecipanti al loro sit-in,quasi tutti parlamentari e burocrati di
partito.
Questo flop é dovuto alla disillusione crescente anche tra la base di questi
partiti revisionisti e falso comunisti che hanno ingannato le masse
promettendo il cambiamento e che invece si rivelano parte integrante di un
governo borghese e imperialista che interviene contro i popoli oppressi in
Libano,Afghanistan e ovunque vi siano interessi per l'imperialismo italiano.
Un governo che attacca anche le masse popolari del nostro paese con il
caro-vita,la precarietà nel lavoro,le campagne 'antiterrorismo' e le
crociate a difesa della "sacra famiglia".
Dei 100000 manifestanti,la maggior parte era costituita da giovani stanchi
di tutto ciò e desiderosi di un'altra politica che non passa dalle
istituzioni e da tutti quei buffoni che ieri scendevano in piazza e che oggi
sfruttando le piazze si siedono sulle poltrone. Giovani che vogliono seri
cambiamenti rivoluzionari. Ma alla grande rabbia e voglia di cambiamento fa
da contro-altare la mancanza di un partito rivoluzionario che accolga le
istanze giovanili e le organizzi insieme a quelle della classe operaia e i
lavoratori in particolare con il fine ultimo della presa del potere . Una
parte di questi giovani, al divieto dei servi in divisa di muoversi
liberamente nella nostra Roma, hanno risposto con la giusta ribbellione
Purtroppo vi é nel movimento chi troppo presto si é dimenticato della
repressione violenta di stato al g8 di Genova e della morte di Carlo
Giuliani e senza un briciolo di dignità ha addirittura sentito il bisogno di
fare da scudo-umano agli sbirri già abbastanza protetti dai loro caschi e
scudi. Questi oggettivamente stanno dall'altra parte della barricata e non
hanno niente a che fare con chi lotta tutti i giorni per cambiare nei fatti
questa società. Rileviamo anche l'atteggiamento dei disobbedienti che se la
sono filata con la loro discoteca ambulante. Noi giovani maoisti di Red
Block siamo stati accanto a tutti i compagni che si sono opposti a simili
impedimenti, e che sono rimasti fino alla fine a fronteggiare i lacrimogeni
sparati su piazza Navona.
Noi salutiamo ogni fermento di ribellione giovanile. Essa é collegata con un
filo rosso alle giornate di Genova
Noi siamo parte e dalla parte della gioventù proletaria delle banlieues in
Francia e a quelle dei popoli oppressi dall'imperialismo nel mondo. In
particolare rinnoviamo il nostro appoggio militante e internazionalista alle
resistenze antimperialiste in Iraq, Libano, Afghanistan e Palestina e alle
masse sviluppano le Guerre Popolari guidate dai Partiti Comunisti Maoisti in
Nepal, India, Perù, Filippine e Turchia/Nord Kurdistan.
della capitale per esprimere il loro sdegno verso il guerrafondaio americano
Bush ed il governo altrettanto guerrafondaio di Prodi-D'Alema-Bertinotti.
La manifestazione é stata un successo visto l'ostruzionismo non solo di
partiti, sindacati, masmedia ma anche di trenitalia che ha negato il prezzo
politico a chi voleva partecipare.
Ma con i governi di centro-sinistra succede anche questo ! Ai
rappresentanti della sedicente sinistra radicale non é andata bene: solo
1000 partecipanti al loro sit-in,quasi tutti parlamentari e burocrati di
partito.
Questo flop é dovuto alla disillusione crescente anche tra la base di questi
partiti revisionisti e falso comunisti che hanno ingannato le masse
promettendo il cambiamento e che invece si rivelano parte integrante di un
governo borghese e imperialista che interviene contro i popoli oppressi in
Libano,Afghanistan e ovunque vi siano interessi per l'imperialismo italiano.
Un governo che attacca anche le masse popolari del nostro paese con il
caro-vita,la precarietà nel lavoro,le campagne 'antiterrorismo' e le
crociate a difesa della "sacra famiglia".
Dei 100000 manifestanti,la maggior parte era costituita da giovani stanchi
di tutto ciò e desiderosi di un'altra politica che non passa dalle
istituzioni e da tutti quei buffoni che ieri scendevano in piazza e che oggi
sfruttando le piazze si siedono sulle poltrone. Giovani che vogliono seri
cambiamenti rivoluzionari. Ma alla grande rabbia e voglia di cambiamento fa
da contro-altare la mancanza di un partito rivoluzionario che accolga le
istanze giovanili e le organizzi insieme a quelle della classe operaia e i
lavoratori in particolare con il fine ultimo della presa del potere . Una
parte di questi giovani, al divieto dei servi in divisa di muoversi
liberamente nella nostra Roma, hanno risposto con la giusta ribbellione
Purtroppo vi é nel movimento chi troppo presto si é dimenticato della
repressione violenta di stato al g8 di Genova e della morte di Carlo
Giuliani e senza un briciolo di dignità ha addirittura sentito il bisogno di
fare da scudo-umano agli sbirri già abbastanza protetti dai loro caschi e
scudi. Questi oggettivamente stanno dall'altra parte della barricata e non
hanno niente a che fare con chi lotta tutti i giorni per cambiare nei fatti
questa società. Rileviamo anche l'atteggiamento dei disobbedienti che se la
sono filata con la loro discoteca ambulante. Noi giovani maoisti di Red
Block siamo stati accanto a tutti i compagni che si sono opposti a simili
impedimenti, e che sono rimasti fino alla fine a fronteggiare i lacrimogeni
sparati su piazza Navona.
Noi salutiamo ogni fermento di ribellione giovanile. Essa é collegata con un
filo rosso alle giornate di Genova
Noi siamo parte e dalla parte della gioventù proletaria delle banlieues in
Francia e a quelle dei popoli oppressi dall'imperialismo nel mondo. In
particolare rinnoviamo il nostro appoggio militante e internazionalista alle
resistenze antimperialiste in Iraq, Libano, Afghanistan e Palestina e alle
masse sviluppano le Guerre Popolari guidate dai Partiti Comunisti Maoisti in
Nepal, India, Perù, Filippine e Turchia/Nord Kurdistan.




