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Bush go home

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Movimento
Il 9/6 il presidente americano George Bush farà tappa in Italia per
incontrare il presidente del consiglio Prodi e il papa reazionario Ratzinger
per ricevere la “benedizione per la guerra”. Poco prima si recherà al
vertice G8 in Germania dove le potenze imperialiste faranno un punto della
situazione circa lo sfruttamento delle risorse mondiali e le loro politiche
che mettono al centro gli interessi delle multinazionali contrapposte a
quelle dei popoli. Tutta la cittadina di Heilingendamm sarà circondata da
una barriera metallica protettiva lunga quasi 13 chilometri e del costo di
oltre 12 milioni di euro. Bush inizierà dall’Italia una delle sue tante
visite post-g8 nei Paesi alleati europei per riscuotere ulteriore consenso
riguardo la politica imperialista statunitense nel mondo, principalmente in
Medioriente. Ma ultimamente i rapporti di forza all’interno del sistema
imperialista globalizzato stanno cambiando. Da un lato assistiamo all’ascesa
di nuove potenze economiche come l’India e la Cina che presto reclameranno
anche la loro parte di bottino sulle rapine ad opera dell’imperialismo
internazionale. Dall’altro l’Unione Europea si sta “candidando” come
alternativa all’imperialismo statunitense e reclama sempre più spazi di
autonomia rispetto all’alleato atlantico spesso agendo dietro il paravento
dell’azione multilaterale dell’ ONU nell’intervento degli affari interni
degli altri Paesi oggetto d’interesse. In questo quadro l’imperialismo
italiano è parte integrante del polo imperialista europeo in costruzione
anche se ancora l’imperialismo dominante è quello statunitense a cui i paesi
alleati non negano ampie concessioni : in Italia vedi base di Vicenza,
ampliamento della base di Sigonella in Sicilia e a Taranto una delle più
grandi basi navali NATO di tutto il mediterraneo. Il governo Prodi infatti
ha illuso chi pensava che il centro-“sinistra” in Italia rappresentasse
l’alternativa sulla questione della guerra e ha rifinanziato la missione in
Afghanistan, anzi ultimamente il contingente italiano è stato rafforzato con
l’invio di mezzi pesanti come elicotteri mangusta e blindati, ha partecipato
all’occupazione del Libano con “forze d’interposizione” pronte ad agire nel
caso in cui la già acutizzata crisi in Medioriente si allargasse ad altri
paesi. Non ultima la dichiarazione di D’Alema della disponibilità del
governo italiano circa l’invio di militari in Palestina ovviamente sotto
forma di “truppe di pace”o la presa di posizione del socialimperialista
Bertinotti che, recatosi in Libano, ha elogiato i “nostri” militari
dicendosi “fiero delle nostre truppe”.  Il 9/6 a Roma ci saranno 2
manifestazioni: una è appoggiata dalla “sinistra radicale”istituzionale che
dalle poltrone del governo manda truppe d’occupazione per il mondo e poi
indice manifestazioni generiche “contro la guerra”, costoro rappresentano
appieno il moderno fascismo e lo stato di polizia lo dimostra il fatto che
non perdono occasione di criminalizzare tutti i compagni che contestano in
maniera radicale eventi simili . Noi saremo in quella che prende posizione
anche contro Prodi ed il suo governo anti-popolare. Scendere in piazza a
Roma contro Bush senza comprendere il ruolo imperialista del governo
italiano e dell’UE significa non capire le contraddizioni attuali tra
diversi poli imperialisti da un lato, e la contraddizione tra imperialismo e
popoli oppressi dall’altro. La costruzione di un forte polo europeo quindi,
in alternativa a quello americano, non rappresenta affatto una soluzione
positiva per le masse oppresse.
 
No a Bush ma anche No a Prodi-Dalema-Bertinotti.
No all’imperialismo, Si alla resistenza dei popoli oppressi in Afghanistan,
Iraq, Libano, Somalia, ed in generale in America Latina,Asia e Africa.
 
W le Guerre Popolari dirette dai partiti maoisti in Nepal, Perù, India,
Filippine e Turchia/Nord Kurdistan.
 
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