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PRIMO MAGGIO

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Movimento
1° Maggio 2007

Il 1° Maggio non è più da diversi anni nel nostro paese la giornata di lotta
internazionale degli operai e dei lavoratori, la giornata in cui con grandi
manifestazioni gli operai affermavano l¹unità delle loro lotte contro i
padroni e i governi della borghesia, l¹unità degli operai e dei lavoratori
di tutto il mondo, la prospettiva della lotta per il potere e una società
senza sfruttamento.
Questo è dipeso, non certo dalla mancanza di ragioni e di volontà da parte
di operai e lavoratori di lottare e di affermare i loro interessi, ma
principalmente dal fatto che gli operai e i lavoratori non dispongono più di
un autentico sindacato di classe e di un partito che sia un loro reparto
d¹avanguardia, autenticamente comunista.
Per questo è necessario che in questa giornata di questo si parli e si
rifletta, se vogliamo onorare il 1° Maggio e vogliamo unirci ai tanti
proletari e masse popolari che in altri paesi del mondo in questa giornata
scendono in piazza, si scontrano con la polizia, per affermare i loro
diritti e in altri ancora combattono con le armi in pugno contro i loro
padroni e i regimi asserviti all¹imperialismo.

Nelle fabbriche, nei cantieri lo sfruttamento e la precarietà si trasformano
in troppi morti; i nostri salari sono taglieggiati e non si arriva a fine
mese, ci negano una pensione decente e ci rubano perfino il TFR ; i nostri
corpi sono sfruttati fino all¹osso dal neoschiavismo e dai sistemi
sofisticati (vedi il TMC2 alla Fiat); il lavoro viene sempre più negato e
dove c¹è viene precarizzato e messo in discussione; i servizi sociali
costano sempre più cari, il diritto alla salute, alla sanità cancellato,
mancano case, il diritto allo studio dei proletari non è tutelato. I nostri
fratelli di classe, gli immigrati che miseria e guerra, provocati dai nostri
padroni, spingono nei nostri paesi, vengono perseguitati, rinchiusi,
schiavizzati. Nelle città l¹ambiente, il cibo, l¹acqua, a causa
dell¹asservimento alle leggi del profitto, diventano un business per
padroni, affaristi e grande malavita e un crescente incubo per la nostra
salute e vita quotidiana.
A noi proletari, a noi operai e lavoratori che produciamo tutta la ricchezza
sociale ci lasciano solo le briciole per sopravvivere. Nonostante esista la
forza materiale per costruire una società migliore che dia benessere a
tutti, dilaga il malessere che avvelena la nostra vita, la nostra esistenza
e che a volte si trasforma in disperazione suicida e omicida.
Per imporci questa condizione di vita e soffocare la nostra lotta, protesta
e ribellione, costruiscono apparati statali, riforme istituzionali,
elettorali, impongono una cultura da ³grande fratello² che restringono
ulteriormente la democrazia e marciano verso un moderno fascismo e Stato di
polizia.
Questo sistema sociale non deve aver futuro, è barbaro e incivile e deve
essere distrutto!
La nostra lotta per difendere i salari, il lavoro e i diritti si deve
sviluppare e deve essere organizzata in modo tale che serva a costruire la
forza per rovesciare il potere dei padroni e affermare un nuovo potere, un
nuovo Stato, una nuova società.

I governi di centrodestra e di centrosinistra sono tutti asserviti
all¹oligarchia industriale e finanziaria del nostro paese e sono parte di
quel sistema mondiale imperialista, a guida attualmente, Usa che semina
guerre, miseria, sfruttamento, fame nel mondo.
Il governo Prodi con il sostegno fondamentale dei partiti della sinistra
parlamentare ha mostrato in questi mesi di non essere gran chè diverso dal
governo Berlusconi. Nessun miglioramento reale è venuto alle condizioni di
vita e di lavoro, è perfino aumentato il ruolo dell¹Italia nelle guerre in
corso, dilaga lo Stato di polizia e i neofascisti e neonazisti agiscono
indisturbati.
Se il governo di Berlusconi era il governo di una frazione dell¹oligarchia
finanziaria, della corte di servi e cortigiani e della feccia più
reazionarie e razzista del popolo, il governo Prodi è un governo della
grande industria e di un¹altra ala dell¹oligarchia finanziaria e di un ceto
politico che cambia nome ma per servire meglio nella sostanza i suoi
interessi.
I dirigenti dei partiti della sinistra parlamentare fanno carriera e
occupano poltrone usando gli interessi dei lavoratori e delle masse,
trafficando con essi e seminando illusioni su un riformismo senza riforme e
su una democrazia senza potere e rappresentanza popolare: basti pensare a
ciò che avviene nelle fabbriche e sui posti di lavoro dove i lavoratori non
hanno diritto a scegliere autonomamente la loro rappresentanza sindacale non
compromessa coi padroni, basti pensare a ciò che succede alle popolazioni a
Vicenza per la  Base Nato/Usa, in Val Susa per la Tav, ecc..
Tornano ad affermarsi nel nostro paese per impulso di Papa Ratzinger idee
oscurantiste, reazionarie da ³moderno medioevo² e anche naziste, con forti
indirizzi e interferenze nella politica dei governi prima di centrodestra e
ora di centrosinistra, al cui cuore è l¹attacco ai diritti e alla libertà
delle donne, con una concezione della ³famiglia² come gabbia e prigione
della conservazione sociale.
Le lotte operaie, le lotte dei disoccupati e dei precari, le lotte sociali,
i movimenti di opposizione antagonista alla guerra, alla repressione, al
razzismo vengono repressi e criminalizzati, le organizzazioni e le idee di
rivoluzione e trasformazione sociale definite ³terroriste².

Per rispondere a questa situazione è necessario organizzare le proprie lotte
sui posti di lavoro, nelle città, nelle piazze in forme indipendenti dai
sindacati confederali e dai partiti parlamentari.
Ma questo oggi non basta, questa strada non può vincere se non ricostruiamo
una forza politica della classe operaia e delle masse popolari, un partito
comunista di tipo nuovo, come reparto d¹avanguardia organizzato, come guida
unificante e trasformante delle loro lotte, come strumento per elevare la
coscienza e l¹organizzazione. Un partito comunista che ristabilisca la
verità storica che l¹unica via per la liberazione della classe operaia e di
tutti i lavoratori è prendere il potere nella proprie mani attraverso una
rivoluzione sociale e politica e costruire una nuova società senza padroni,
senza sfruttati e sfruttatori, senza ricchi e poveri, in cui il lavoro non
sia merce.
La strada per la costruzione del partito comunista è attualmente ancora agli
inizi e richiede che le energie degli operai, dei lavoratori più coscienti,
dei giovani e delle donne ribelli, degli intellettuali critici
dell¹ideologia e della cultura della classe dominante, vengano impegnate e
messe al servizio della soluzione di questo problema chiave per
l¹avanzamento della causa dei lavoratori nel nostro paese.

E' parte di questo processo di costruzione  'nel fuoco della lotta di classe
in stretto legame con le masse' una lotta teorica e politica intransigente
contro l'opportunista di destra  (sia nella sua forma elettoralista (carc)
sia in quella dogmato- economicista di altri gruppi ml) come contro
l'intellettualismo e il rivoluzionarismo piccolo borghese.
Forze che deviano e disperdono  energie rivoluzionarie e comuniste e servono
in questa forma l'egemonia del revisionismo,e riformismo nel movimento
operaio

Per un 1° Maggio futuro, in cui i proletari possano finalmente impugnare la
Nuova Bandiera della rivoluzione proletaria e socialista.

Proletari Comunisti
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1° Maggio O07
 

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