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SDL-CGIL-CISL-UIL Scoprono che mancano i fondi ...

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Movimento
Comunicato Stampa

CGIL-CISL-UIL Scoprono che mancano i fondi "Ci sono" o "Ci fanno"?

dichiarazione di Margherita Recaldini segreteria nazionale SdL
intercategoriale

Sconcertanti le dichiarazioni dei segretari generali dei sindacati del
Pubblico impiego di Cgil-Cisl-Uil dopo l'incontro con Padoa-Schioppa.

Dopo "l'intesa" di novembre 2006 che non modificava le irrisorie quantità di
risorse stanziate in finanziaria (inferiori persino a quelle del biennio
precedente, quando al governo c'era Berlusconi) e che consentiva tra l'altro
che il primo acconto (assai ridotto) venisse stanziato nel 2007 per il 2006,
dopo aver accettato che si ventilasse il 2008 come anno in cui concretamente
lavoratrici e lavoratori avrebbero potuto vedere l'ultima quota di aumento -
oltre la scadenza del contratto visto che si tratta del biennio 2006-2007-,
oggi i sindacati confederali "allarmati" temono che si voglia mettere in
discussione un biennio economico: quello 2006-2007 o il successivo
2008-2009!

E l'origine dell'allarme sono "indiscrezioni emerse in questi giorni"
(sic!), secondo cui "servono ancora 2 miliardi circa per le tutte le
amministrazioni, centrali e locali, per consentire la decorrenza degli
aumenti contrattuali dal 2007 pattuito in novembre con il governo". Peccato
che quel patto fosse scritto sulla sabbia mentre la mancanza delle risorse
già allora stava scolpita nel marmo della Finanziaria.

Forti proprio di quel patto sulla sabbia, Cgil-Cisl-Uil allora non
dichiararono lo sciopero il 17 novembre 2006 contro la "PRESA PER IL CUNEO"
costituita dalla legge finanziaria che si andava preparando, lasciando i
sindacati di base a proclamarlo soli. Ma non soli a scendere in piazza, tant'è
vero che recentemente Epifani ha creduto bene di dover "scomunicare" gli
iscritti Cgil che in quella occasione avevano aderito allo sciopero...

Allora, noi - sindacati della costituente SdL - giudicammo grave la scelta
di divisione del fronte sindacale operata dai confederali, così come
giudicammo pretestuosa e funzionale alla non indizione dello sciopero la
firma di un'intesa che presentava come un "grande successo" lo slittamento
di oltre un anno della possibilità di vedere in busta paga i primi
aumenti... dettaglio di cui oggi si sono "accorti" anche i firmatari.

Oggi, dopo il "Ve l'avevamo detto" di prammatica che ancora una volta ci
costringono a ripetere, diciamo che è giunto il momento di far sentire la
voce di tutto il mondo del lavoro pubblico e privato, tutti e tutte insieme,
per rivendicare: aumenti contrattuali reali, il diritto ad una pensione
pubblica dignitosa (altro che fondi pensione e giochino in borsa con il Tfr
dei lavoratori, la fine della precarietà e delle privatizzazioni e per
opporci all'innalzamento dell'età pensionabile e alla riduzione dei
coefficienti pensionistici.

E' l'ora del risarcimento promesso in campagna elettorale ma rimasto per ora
lettera morta.

SdL intercategoriale
 

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