Mecnavi: 20 anni dopo, a Ravenna mobilitazione dello Slai Cobas per la sicurezza
| Movimento |
MAI PIU' MORTI SUL LAVORO!
MA QUALI CELEBRAZIONI, LOTTA E AUTORGANIZZAZIONE!
Per lo SLAI COBAS non è più tempo di celebrazioni per cambiare le condizioni di sicurezza dei lavoratori nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro in generale.
Gli omicidi bianchi e gli infortuni sul lavoro rivelano cifre da bollettini di guerra mentre, in parallelo, i padroni vantano profitti da capogiro grazie al lavoro precario, sottopagato e senza diritti, violano la 626 e dai processi escono impuniti.
Ma quando i lavoratori sollevano questi problemi non trovano mai i Confederali pronti ad intervenire.
A Ravenna, città-simbolo della più grave strage di operai dal dopoguerra, quella della Mecnavi al Porto, dove nell'87 13 lavoratori morirono come topi asfissiati in una stiva senza vie d'uscita, si celebrerà il ventennale per seppellire di nuovo quei martiri del lavoro. E lo faranno i segretari nazionali di CGIL-CISL-UIL, Epifani-Bonanni-Angeletti, cioè proprio coloro che in questi anni hanno difeso la produttività, la precarietà, a discapito della sicurezza.
I portuali e gli operai di Ravenna questo lo sanno bene e non occorre andare molto indietro nel tempo per accorgersi che la lotta per la sicurezza deve diventare centrale nelle trattative assieme al salario: al Porto un semirimorchio ha ucciso Luca Vertullo il 1° settembre dello scorso anno, un giovane in "affitto" al suo primo giorno di lavoro; in ottobre 9 operai delle ditte di manutenzione dell'Enichem hanno rischiato di rimanere bruciati vivi; solo nel 2006 gli omicidi bianchi in provincia sono stati 14 mentre gli infortuni vengono sempre meno denunciati. E non c'è padrone che abbia pagato con un'ora sola di galera per questo!
Non sono forse i pesanti ritmi di lavoro, i contratti precari, la violazione della 626, le cause di tutto questo?
I confederali si siedono ai tavoli per "monitorare" la quotidiana guerra ai lavoratori e intanto agiscono come nuovi caporali.
I lavoratori hanno bisogno di risolvere questi problemi come è stato messo in luce dal coordinamento nazionale dello SLAI COBAS per il sindacato di classe riunitosi a Ravenna il 10 marzo.
Vogliamo costruire piattaforme per la sicurezza, organizzare i lavoratori e tutti quei sindacalisti che lottano, isolati, senza l'appoggio dei loro sindacati, per la sicurezza, le associazioni dei famigliari dei lavoratori uccisi e le associazioni che si battono contro la nocività nei luoghi di lavoro, proporre leggi che sanciscano il riconoscimento penale per gli omicidi bianchi e sostenere tutti quei giovani artisti che mettono in scena la condizione degli operai. Vogliamo dare vita ad un COMITATO NAZIONALE che raccolga tutte queste energie. Non ci accontentiamo certo di una commemorazione!
Lo abbiamo detto il 12 marzo davanti la Compagnia Portuale e continueremo a ribadirlo il giorno 13 marzo con un Presidio davanti i cancelli dell'Enichem e della Marcegaglia.
SLAI COBAS per il sindacato di classe
via Punta Stilo,15
tel. 339-8911853
MA QUALI CELEBRAZIONI, LOTTA E AUTORGANIZZAZIONE!
Per lo SLAI COBAS non è più tempo di celebrazioni per cambiare le condizioni di sicurezza dei lavoratori nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro in generale.
Gli omicidi bianchi e gli infortuni sul lavoro rivelano cifre da bollettini di guerra mentre, in parallelo, i padroni vantano profitti da capogiro grazie al lavoro precario, sottopagato e senza diritti, violano la 626 e dai processi escono impuniti.
Ma quando i lavoratori sollevano questi problemi non trovano mai i Confederali pronti ad intervenire.
A Ravenna, città-simbolo della più grave strage di operai dal dopoguerra, quella della Mecnavi al Porto, dove nell'87 13 lavoratori morirono come topi asfissiati in una stiva senza vie d'uscita, si celebrerà il ventennale per seppellire di nuovo quei martiri del lavoro. E lo faranno i segretari nazionali di CGIL-CISL-UIL, Epifani-Bonanni-Angeletti, cioè proprio coloro che in questi anni hanno difeso la produttività, la precarietà, a discapito della sicurezza.
I portuali e gli operai di Ravenna questo lo sanno bene e non occorre andare molto indietro nel tempo per accorgersi che la lotta per la sicurezza deve diventare centrale nelle trattative assieme al salario: al Porto un semirimorchio ha ucciso Luca Vertullo il 1° settembre dello scorso anno, un giovane in "affitto" al suo primo giorno di lavoro; in ottobre 9 operai delle ditte di manutenzione dell'Enichem hanno rischiato di rimanere bruciati vivi; solo nel 2006 gli omicidi bianchi in provincia sono stati 14 mentre gli infortuni vengono sempre meno denunciati. E non c'è padrone che abbia pagato con un'ora sola di galera per questo!
Non sono forse i pesanti ritmi di lavoro, i contratti precari, la violazione della 626, le cause di tutto questo?
I confederali si siedono ai tavoli per "monitorare" la quotidiana guerra ai lavoratori e intanto agiscono come nuovi caporali.
I lavoratori hanno bisogno di risolvere questi problemi come è stato messo in luce dal coordinamento nazionale dello SLAI COBAS per il sindacato di classe riunitosi a Ravenna il 10 marzo.
Vogliamo costruire piattaforme per la sicurezza, organizzare i lavoratori e tutti quei sindacalisti che lottano, isolati, senza l'appoggio dei loro sindacati, per la sicurezza, le associazioni dei famigliari dei lavoratori uccisi e le associazioni che si battono contro la nocività nei luoghi di lavoro, proporre leggi che sanciscano il riconoscimento penale per gli omicidi bianchi e sostenere tutti quei giovani artisti che mettono in scena la condizione degli operai. Vogliamo dare vita ad un COMITATO NAZIONALE che raccolga tutte queste energie. Non ci accontentiamo certo di una commemorazione!
Lo abbiamo detto il 12 marzo davanti la Compagnia Portuale e continueremo a ribadirlo il giorno 13 marzo con un Presidio davanti i cancelli dell'Enichem e della Marcegaglia.
SLAI COBAS per il sindacato di classe
via Punta Stilo,15
tel. 339-8911853





Commenti
DOPO ANNI DI IMPEGNO DI INFORMAZIONE ATTIVITA' E DI INDAGINE IL COMITATO CITTADINO LASCIATECI RESPIRARE OTTIENE UN PRIMO SIGNIFICATIVO SUCCESSO FACENDO APRIRE UN’INCHIESTA DA PARTE DELLA MAGISTRATURA DEL LAVORO PER UNA LUNGA SERIE DI MORTI SOSPETTE DI EX DIPENDENTI DELLA ITALCEMENTI.
DALLE CONTINUE RILEVAZIONI EFFETTUATE DALL'ARPA SI E' ACCERTATO CHE LE CONTINUE EMISSIONI DI FUMI NOCIVI E LA PRODUZIONE DI ELEVATI LIVELLI DI INQUINAMENTO ACUSTICO ED AMBIENTALE HANNO ARRECATO GRAVI DANNI AI CITTADINI.
NELL'AREA SI SONO RISCONTRATI FENOMENI DI INQUINAMENTO COSI' GRAVI DA CAUSARE INGENTI DANNI ALLA SALUTE DEI CITTADINI, TANT'E' CHE I TASSI DI INCIDENZA DI TUMORI POLMONARI, TIROIDITE, FORME ASMATICHE E DI ALTRE MALATTIE RESPIRATORIE, ANCHE MORTALI, HANNO RAGGIUNTO LIVELLI ANOMALI E PREOCCUPANTI.
IL RISCHIO AMBIENTALE DOVUTO ALL'INQUINAMENTO DEL SUOLO, DELL'ACQUA, DELL'ARIA E
LE RICADUTE CONNESSE ALLE EMISSIONI PROVENIENTI DAL CEMENTIFICIO INTERESSANO NUMEROSE COMUNITÀ NEL RAGGIO DI ALCUNI CHILOMETRI.
LA MANCANZA DI INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE SULLA POPOLAZIONE ESPOSTA ALLE RICADUTE PROVENIENTI DALLE EMISSIONI DEL COMPLESSO INDUSTRIALE, SONO FONTE DI PREOCCUPAZIONE.
"..... mio padre è morto con un tumore al cervello..." dichiara il figlio di Paolo Rando ex dipendente Italcementi
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MA IL PROBLEMA È SEMPRE QUELLO: COME DIMOSTRARE SCIENTIFICAMENT E CHE A SCATENARE IL SUO TUMORE SONO STATE LE POLVERI CHE LUI AVEVA INALATO E CHE PROVENIVANO DAL SACCHETTIFICIO DOVE LUI LAVORAVA, E CHE SI SAREBBERO DIMOSTRATE ESSERE FATALI PER LUI ?
A DIMOSTRARE LA RELAZIONE DI CAUSALITÀ DOVREBBE ESSERE L’ANALISI EPIDEMIOLOGICA.
Per questo il Comitato Cittadino Lasciateci Respirare ha chiesto l’istituzione di : una commisione di indagine epidemiologica estesa a tutto il territorio.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita nell’esprimer e piena solidarietà al Comitato Lasciateci Respirare, ai dipendenti della Italcementi e relative famiglie e all’intera cittadinanza di Monselice, si sta attivando in tutte le sedi di competenza affinché l’indagine della Magistratura del Lavoro SIA ESTESA A TUTTI gli stabilimenti del Gruppo Italcementi a livello nazionale in quanto dai dati a nostra disposizione risulta essere altrettanto grave la situazione sanitaria a Isola delle Femmine.
La discesa in campo dei medici per l’ambiente che hanno dichiarato la loro disponibilità ad essere di supporto tecnico scientifico e di analisi sul territorio delle problematiche sanitarie legate all’ambiente, ci darà l’opportunità di mettere a punto una proposta per l’istituzione di una commissione di indagine epidemiologica sul nostro territorio.
Comitato Cittadino Isola Pulita
http://isolapulita.splinder.com/
Labels: LA MAGISTRATURA DEL LAVORO ALLA ITALCEMENTI
DOCUMENTO AMBIENTE
La Federazione nazionale dei medici chirurghi, dei medici odontoiatri e l’Isde Associazione medici per l’Ambiente con la firma del “DOCUMENTO AMBIENTE†si propongono di mettere in campo delle azioni concrete contro l’inquinament o, in difesa dell’ambiente e della tutela della salute dei cittadini. L’impegno è volto a profondere tutte le energie conoscenze e saperi professionali per informare i cittadini dei rischi dell’inquinam ent o, fornire gli strumenti di conoscenza e prendere coscienza: che una elevatissima percentuale di patologie e cause di morte deriva da problemi di inquinamento causati dai gas delle auto, dalle emissioni delle industrie e dai cambiamenti climatici causati dall’effetto serra.
L’impegno è di valutare sempre di più la salute in relazione all’ambiente, poiché come è ormai da tutti condiviso il danno ambientale è alla base di una elevatissima percentuale di patologie che oggi registriamo. Un impegno preciso sarà indirizzato nella valutazione e comunicazione del rischio inquinamento, nella promozione di progetti integrati e nella valutazione di impatto ambientale e sanitario nella Pianificazione Urbanistica.
Alla Pubblica Amministrazione tutta sia nazionale che locale, i medici si offrono come supporto tecnico sanitario nei processi di pianificazione. Informazione e “pressing†nei confronti delle amministrazioni locali per valutare l’impatto sulla salute delle scelte di tipo urbanististico.
PREVENZIONE CURA E RIABILITAZIONE E’ IL MESSAGGIO CHE NE RICAVIAMO.
UN PAESE -ISOLA DELLE FEMMINE- A MISURA D’UOMO!
UN APPELLO ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE AL CONSIGLIO COMUNALE AI GRUPI CONSILIARI AI GRUPPI POLITICI DI ISOLA DELLE FEMMINE ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI E AI LAVORATORI DI ISOLA DELLE FEMMINE
Il Comitato Cittadino Isola Pulita prendendo atto:
- delle problematiche ambientali che vedono coinvolta la Italcementi e molte altre aziende presente sul nostro territorio responsabili di azioni inquinanti;
- del piano regolatore generale in itinere;
- della presenza nel conglomerato urbano di aziende considerate insalubri per il tipo di attività esercitata;
- delle fonti di finanziamento per progetti di miglioramento della qualità dell'aria;
Il Comitato Cittadino Isola Pulita chiede all’Amministr azione e al Consiglio Comunale:
- la individuazione e la classificazione , di tutte le aziende, presenti nel nostro Comune, considerate per legge “Aziende Insalubriâ€;
- la messa a punto di un programma di lavoro atto a limitare l’azione inquinante delle “aziende insalubri†e non solo;
- la individuare delle aree da destinare alle aziende insalubri;
- la messa a punto di un programma di delocalizzazion e delle aziende insalubri dal conglomerato urbano;
_ i progetti per un'azione di bonifica delle zone contaminate, recupero riqualificazion e e pubblica fruibilità ;
- l’adesione del nostro Comune al “DOCUMENTO AMBIENTE†che si esprima in un programma di lavoro e concertazione con i medici dell’Isde.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita
DELOCALIZZARE TUTTI I SITI INDUSTRIALI E ARTIGIANALI SITUATI NELLE ZONE ABITATE E CHE A CAUSA DELLA LORO ATTIVITA' LAVORATIVA ARRECANO DANNO ALL'AMBIENTE E ALLA SALUTE UMANA
INDUSTRIE DI PRIMA CLASSE: B) Prodotti e materiali: 33. Cementi – produzione;
(art.216 testo unico delle leggi sanitarie e allegato D.M. 5 settembre 1994 di cui all'art. 216)
La disciplina delle industrie insalubri secondo un'ampia accezione, si riferisce, in ugual modo, a qualsiasi attività che possa dar luogo ad occasioni di pericolo. Una recente decisione del T.A.R. Toscana può, da sola, riassumere tutta la questione, andando dettagliatament e a specificare che:
«Il concetto di industria utilizzato dal Legislatore nell'art. 216 T.U. 27 luglio 1934 n. 1265, a norma del quale vengono effettuate le classificazioni delle industrie insalubri di prima e seconda classe, non attiene esclusivamente all'attività umana diretta alla produzione di beni mediante procedimenti di carattere artificiale, ma si riferisce sostanzialmente a tutte quelle attività che, modificando la situazione socio-ambientale del territorio, possono dar luogo ad occasioni di pericolo per l'igiene e la salute pubblica."
Sul punto della localizzazione delle industrie insalubri di 1^ classe, la giurisprudenza amministrativa ha affermato che il giudizio valutativo del Comune su dette industrie, che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontano dalle abitazioni, presenta ampi margini di insindacabilità , censurabile solo quando le valutazioni di lontananza e vicinanza siano manifestamente illogiche (Cons. di Stato, V, n.240/90).
………..l’art. 216 del t.u. delle leggi sanitarie n. 1265/1934, al quinto comma, prevede una deroga per la “industria o manifattura†insalubre di prima classe, che può essere “permessa nell’abitato⠀ se l’interessato dimostri che per l’introduzion e di metodi o cautele il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato;
il Comune, proprio ai sensi dell’art. 216 ricordato, è tenuto a verificare la nocività dell’impianto in concreto, con la specifica valutazione dei metodi e delle cautele offerte dall’interess ato .
Art. 5
Disciplina comunale del procedimento… …….
6. Nei casi in cui non si ravvisi la presenza di tutte le condizioni necessarie a garantire la tutela della salute pubblica, l'amministrazione comunale può vietare l'attivazione dell'industria o subordinarla all'adozione di particolari cautele e misure atte ad assicurare le condizioni richieste. In quest'ultimo caso, il titolare dell'impianto dovrà fornire, nei termini assegnatigli, opportuna prova dell'adozione delle misure richieste.
…………… …Le aziende insalubri sono definite nel Testo Unico delle Leggi Sanitarie (RD n 1265/34) come "le manifatture che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti". Le categorie di aziende che devono essere considerate insalubri sono incluse in un elenco diviso in due classi sulla base delle sostanze chimiche utilizzate, dei processi produttivi e dei materiali prodotti. La prima classe comprende quelle che devono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni, la seconda comprende quelle che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato. Un'industria che sia iscritta nella prima classe, può essere ammessa nell'abitato qualora l'industriale provi che il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato. I dati sono ricavati dalle richieste alle emissioni in atmosfera presentate presso le province - Assessorato Ecologia ed Ambiente, Servizio Ecologia e Ambiente ai sensi del D.P.R. 20/88. In base a tale decreto tutti gli impianti che possono dar luogo ad emissioni in atmosfera sono tenuti a presentare all'autorità competente, domanda di autorizzazione corredata da una relazione tecnica contenente la descrizione del ciclo produttivo, le tecnologie adottate per prevenire l'inquinamento, la quantità e la qualità delle emissioni[9].
Rischi ambientali e rischi sanitari si legano in quanto la salvaguardia della salute, in primo luogo quella dei lavoratori. Le aziende produttrici di cemento sono classificate tra le aziende insalubri di prima classe ai sensi dell'articolo 216 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e del decreto del Ministro della sanità 5 settembre 1994, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 220 del 20 settembre 1994.
Per tali aziende la norma prevede l'isolamento nelle campagne (oggi nelle zone industriali) o la lontananza dalle abitazioni, a meno che il titolare non provi che, per le speciali cautele messe in atto, l'esercizio dell'attività non crea nocumento alla salute del vicinato.
In tale ambito, i problemi da risolvere attengono pertanto alla DELOCALIZZAZION E delle aziende stesse dai centri abitati, favorendo uno sviluppo delle attività dove può essere migliore il livello di protezione ambientale e l'adeguamento agli standard richiesti dalla normativa in vigore.
Comitato Cittadino Isola Pulita
http://isolapulita.splinder.com/
Labels: MEDICI PER L'AMBIENTE
Il Comitato Cittadino Isola Pulita esprime la propria solidarietà al dr.
Genchi Gioacchino, dirigente del servizio Tutela dall'inquinamento
atmosferico delle emissioni, che è stato destinato "IMPROVVISAMENTE " ad
altro incarico.
Il dr. Genchi già in passato è stato fatto oggetto di siffatti
provvedimenti. La ragione è forse da ricercare nella professionalità e senso
di responsabilità che ha sempre contraddistinto il Dirigente nella richiesta
dell'applicazione delle regole e del rispetto delle leggi.
In particolare i Cittadini di Isola riconoscono l'operato del dr. Genchi
nella vicenda legata all'uso della sostanza tossica Pet-coke da parte della
Italcementi.
La solidarietà nei confronti del dr. Genchi i cittadini di Isola delle
Femmine la esprimono contrastando lo sciagurato progetto che la Italcementi
intende perseguire nel nostro paese volto a realizzare il nuovo progetto
della costruzione di una nuova torre alta circa 100 metri.
Già in passato il Comitato Cittadino Isola Pulita aveva fatto presente che
prima di parlare di nuovi progetti, intendiamo: indagare, sapere, conoscere
capire i danni ambientali che la Italcementi nell'esercizio della sua
attività produttiva può aver arrecato al territorio alle acque e alle
persone di Isola.
Quindi ancora una volta Il Comitato Cittadino Isola Pulita propone l'istituzione
di una tavolo di concertazione aperto alle Organizzazioni Sindacali,
ambientaliste, alle maestranze della Italcementi, A.S.I. Sindaci dell'Unione
dei Comuni, Italcementi con il compito di discutere confrontarsi e avanzare
proposte sulle tematiche del lavoro, della salute dell'ambiente e del futuro
turistico di Isola delle Femmine.
Inoltre il Comitato Cittadino Isola Pulita rilancia la proposta di istituire
una commissione medica con il compito di monitorare e verificare le
eventuali connessioni tra ciò che hanno evidenziato i rapporti ARPA e le
patologie più diffuse sul territorio con particolare riferimento a quelle
neoplastiche e tiroidee nel territorio di Isola delle Femmine.
Invitiamo i componenti TUTTI del Consiglio Comunale, ad assumersi la
RESPONSABILITA' dando UNA RISPOSTA che salvaguardi i cittadini di Isola in
tema di salute e che non spenga le ormai sopite speranze di un futuro
economico, Turistico e sociale dei Cittadini di Isola delle Femmine.
IL CONSIGLIO COMUNALE SAPPIA VALUTARE CHE L'ATTUALE POSIZIONE FISICA DELLA
ITALCEMENTI POSIZIONATA DIRETTAMENTE NEL CENTRO ABITATO DEL PAESE, FORSE VA
RIVISTO A SALVAGUARDIA DELLA SICUREZZA DEI CITTADINI.
DELOCALIZZARE TUTTI I SITI INDUSTRIALI E ARTIGIANALI SITUATI NELLE ZONE
ABITATE E CHE A CAUSA DELLA LORO ATTIVITA' LAVORATIVA ARRECANO DANNO
ALL'AMBIENTE E ALLA SALUTE UMANA (art.216 testo unico delle leggi sanitarie
e allegato D.M. 5 settembre 1994 di cui all'art. 216)
La disciplina delle industrie insalubri secondo un'ampia accezione, si
riferirsce, a qualsiasi attività che possa dar luogo ad occasioni di
pericolo. Una recente decisione del T.A.R. Toscana può, da sola, riassumere
tutta la questione, andando dettagliatament e a specificare che:
«Il concetto di industria utilizzato dal Legislatore nell'art. 216 T.U. 27
luglio 1934 n. 1265, a norma del quale vengono effettuate le classificazioni
delle industrie insalubri di prima e seconda classe, non attiene
esclusivamente all'attività umana diretta alla produzione di beni mediante
procedimenti di carattere artificiale, ma si riferisce sostanzialmente a
tutte quelle attività che, modificando la situazione socio-ambientale del
territorio, possono dar luogo ad occasioni di pericolo per l'igiene e la
salute pubblica.».
Pino Ciampolillo
Comitato Cittadino Isola Pulita
Referente a Isola delle Femmine
Coordinamento Comitati Cittadini Siciliani
Registrato 19.1.07 Protocollo 2007001030, n° progressivo 2007000376
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