La gabbia dei fondi pensione
| Movimento |
La gabbia dei fondi pensione
Dov’è la libertà di scelta ?
Non c’e’ una piena liberta’ di scelta nei fondi o polizze in cui
investire il TFR.
Non ci risulta si possano inviare i soldi non dico a Cuba, in
Venezuela, in Brasile o nella Corea del Nord (dove sarebbero lieti di
creare un ente apposito e ricevere valuta), ma neanche negli USA e
forse nemmeno nella UE (dove i fondi sono tassati in modo piu’ onesto,
cioe’ al momento del realizzo, o addirittura non tassati).
Non bisognerebbe eliminare queste restrizioni fatte a favore dei
furbetti del quartierino locale ?
Il regime dei fondi pensione in Italia è quello fissato dalla legge e
tutti i fondi preesistenti avevano la possibilità di modificare il loro
statuto per adeguarsi alla normativa sino al 31 dicembre del 2006, pena
la loro esclusione.
Certamente, potendo e per assurdo, sarebbe molto più conveniente per
un lavoratore aderire ad un fondo di una company statunitense (sono
fondi negoziali).
In quel caso, infatti, al lavoratore – almeno teoricamente (la realtà
è un’altra) – è garantita una determinata prestazione al momento della
pensione.
La company, utilizza i soldi del lavoratore per fare i suoi giochi
“sporchi” sui mercati finanziari ed alla fine, se ci ha guadagnato, si
tiene il maggior profitto, mentre, se ci ha rimesso, deve metterci del
suo per liquidare al lavoratore quanto stabilito.
Nei fondi italiani il gestore ci guadagna sempre – è pagato comunque,
anche se perde i tuoi soldi – mentre i rischi sono tutti a carico del
lavoratore, cui non si garantisce neanche la restituzione del capitale
versato.
www.perlapensionepubblica.it
Dov’è la libertà di scelta ?
Non c’e’ una piena liberta’ di scelta nei fondi o polizze in cui
investire il TFR.
Non ci risulta si possano inviare i soldi non dico a Cuba, in
Venezuela, in Brasile o nella Corea del Nord (dove sarebbero lieti di
creare un ente apposito e ricevere valuta), ma neanche negli USA e
forse nemmeno nella UE (dove i fondi sono tassati in modo piu’ onesto,
cioe’ al momento del realizzo, o addirittura non tassati).
Non bisognerebbe eliminare queste restrizioni fatte a favore dei
furbetti del quartierino locale ?
Il regime dei fondi pensione in Italia è quello fissato dalla legge e
tutti i fondi preesistenti avevano la possibilità di modificare il loro
statuto per adeguarsi alla normativa sino al 31 dicembre del 2006, pena
la loro esclusione.
Certamente, potendo e per assurdo, sarebbe molto più conveniente per
un lavoratore aderire ad un fondo di una company statunitense (sono
fondi negoziali).
In quel caso, infatti, al lavoratore – almeno teoricamente (la realtà
è un’altra) – è garantita una determinata prestazione al momento della
pensione.
La company, utilizza i soldi del lavoratore per fare i suoi giochi
“sporchi” sui mercati finanziari ed alla fine, se ci ha guadagnato, si
tiene il maggior profitto, mentre, se ci ha rimesso, deve metterci del
suo per liquidare al lavoratore quanto stabilito.
Nei fondi italiani il gestore ci guadagna sempre – è pagato comunque,
anche se perde i tuoi soldi – mentre i rischi sono tutti a carico del
lavoratore, cui non si garantisce neanche la restituzione del capitale
versato.
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