Via subito dall'Afghanistan
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Comunicato-stampa
Via subito dall'Afghanistan
Il
sondaggio di Ipr Marketing reso noto oggi cancella ogni dubbio: la
maggioranza degli italiani/e vuole il ritiro delle truppe
dall'Afghanistan, come ieri dall'Iraq; gli italiani/e non vogliono
partecipare alle guerre che si fanno non contro il
cosidetto "terrorismo", ma per accaparrarsi materie prime e ricchezze
energetiche. I favorevoli al ritiro risultano il 56% mentre a voler
restare è il 37%: uno scarto che toglie ogni incertezza. Tra gli
elettori/trici dell'Unione lo scarto è di ben 30 punti (64 a
34). Perchè allora il governo intende sfidare, come pure consentendo
l'allargamento della base Usa a Vicenza, il suo stesso elettorato? Non
si tratta solo di sudditanza agli Stati Uniti: Prodi e D'Alema
vogliono, grazie allo strumento militare, ingrandire il ruolo di
"piccola potenza" dell'Italia, agevolando l’espansione di un
capitalismo nazionale non in grado, con i soli strumenti economici, di
battere la concorrenza. Dall’esaltazione dalemiana dell'esercito
italiano “sesto del mondo come impegno all’estero” alla difesa del
valore “unificante” della parata del 2 giugno, dal ritiro dall’Iraq
concordato con gli Usa in cambio di un maggior impegno in Afghanistan
all'intervento in Libano per potenziare gli interessi economici
italiani nell’intero Medio Oriente, dall’ estensione delle basi Nato
all’aumento delle spese militari nella Finanziaria, il governo Prodi ha
accettato la logica della guerra permanente, cercando però di
estendervi i proventi per il capitale italiano. E' dunque inaccettabile
la passività con la quale la "sinistra radicale" parlamentare si sta
preparando a cedere sia sul rinnovo della missione di guerra in
Afghanistan, in cambio di fantomatiche "discontinuità" o "Conferenze di
pace", sia sull'allargamento della base di Vicenza. Imponiamo al
governo con la mobilitazione di tutto il movimento nowar - a Vicenza il
17 febbraio, e a Roma a marzo, durante la discussione parlamentare sul
ri-finanziamento delle missioni - di ascoltare la volontà popolare,
ritirando le truppe dall'Afghanistan e dagli altri luoghi di guerra e
rifiutando la richiesta Usa per la base di Vicenza.
23.1.2007
CONFEDERAZIONE COBAS
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