Screening sulla salute mentale
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Gli screening non sono molto diversi da quelli utilizzati in America, dove queste attività sono radicate da tempo.
Uno di questi programmi di screening utilizzato in America è il Teen Screen (vaglio degli adolescenti), che ha già causato la preoccupazione e lo sconcerto di esperti di salute, genitori e gruppi civici. Il programma fa uso di questionari invasivi e soggettivi ed è inteso a incanalare i bambini in un sistema di salute mentale all’interno del quale vengono facilmente etichettati e poi “trattati” con psicofarmaci dagli effetti collaterali devastanti, come comportamento suicida, psicosi, diabete, aggressione, attacco cardiaco e decesso improvviso.
Un devastante studio pubblicato dal Comitato di Cittadini per i Diritti Umani Internazionale rivela i fallimenti del Teen Screen e gli enormi interessi che l’hanno creato. Prendete in considerazione i seguenti fatti:
· Joseph Glenmuller, psichiatra presso la Facoltà di Medicina di Harvard, dichiara: “quando si esaminano le domande che vengono poste e le graduatorie usate (per diagnosticare la depressione) sono di tipo assolutamente soggettivo ... I test usati per etichettare i bambini come affetti da “disturbi” per poi prescrivere loro farmaci psicotropi, sono composti da domande vaghe come “nel corso dell’ultimo anno c’é mai stata un’occasione in cui non sentivi di potere fare bene nemmeno una cosa o non ti sei sentito carino o intelligente come gli altri?”.
· Sebbene il programma sia ufficialmente destinato alla prevenzione dei suicidi, il Gruppo di Studio Statunitense sui Servizi Preventivi, riunito per stabilire l’efficacia di programmi tipo Teen Screen, ha stabilito, nel maggio del 2004, che non c’é alcuna evidenza che lo screening dei rischi suicidi abbia ridotto i tentativi di suicidio o la mortalità.
· Il creatore del Teen Screen, lo psichiatra David Shaffer, ha ammesso che il test può erroneamente etichettare un bambino come potenziale suicida nell’ 84% dei casi. Lo stesso inventore del programma ammette un tasso d’errore dello 84%.
· Uno studio del 2002 da parte del Consorzio di Ricerca sui Suicidi dell’Istituto Nazionale per la Salute Mentale evidenziava che il pericolo associato allo screening consista nel fatto che “un programma di prevenzione destinato a studenti liceali ha rivelato che i partecipanti al programma prendevano maggiormente in considerazione il suicidio come soluzione dopo avere fatto il programma che prima”
· Quando un adolescente viene identificato come “suicida”, viene inviato da un “professionista della salute mentale” senza che gli venga offerta nessun’altra scelta, nonostante svariati studi abbiano dimostrato che il “disturbo mentale” che il Teen Screen pretenderebbe di avere individuato può essere causato da una miriade di altri fattori: malattia fisica, alimentazione inadeguata, cambiamenti ormonali, difficoltà nello studio, problemi educazionali, reazioni allergiche e i classici ‘problemi dell’adolescenza’
· Dopo che lo studente è stato inviato dal professionista che gli fa una diagnosi, la somministrazione di un farmaco che altera la mente è quasi certa.
· Uno studio pubblicato dalla rivista Psychiatric Services ha rivelato che la prescrizione di farmaci psicotropi agli adolescenti è in aumento “... ed ha subito un’accelerazione particolarmente rapida dopo il 1999” – l’anno in cui è stato iniziato il Teen Screen
· Tra il 2000 ed il 2003 la spesa per psicofarmaci destinati a bambini negli USA ha superato la spesa per tutte le altre categorie di farmaci pediatrici, incluso antibiotici e medicine per l’asma.
· Nel settembre del 2004 il Comitato di Saggi della FDA (l’Agenzia Federale del Farmaco) ha stabilito che le cure antidepressive non solo fanno aumentare il rischio di suicidio nei bambini, ma non riescono nemmeno a curare la depressione.
· Il programma Teen Screen è legato a doppio filo con l’industria farmaceutica. David Shaffer, ideatore del programma Teen Screen, Laurie Flynn, direttore di Teen Screen e l’agenzia Rabin Strategic Partners che cura le pubbliche relazioni per conto del programma Teen Screen sono alcuni dei protagonisti di questa storia che vantano significativi legami con l’industria farmaceutica.
Assistiamo ad una fortissima spinta per la medicalizzazione dei comportamenti umani e dei bambini in particolare; non è un caso se, da qualche decennio, la psichiatria ha scoperto che il mercato dei bambini può essere un mercato interessante.
Ogni genitore il cui figlio sia stato sottoposto a test psichiatrici o diagnosi, all'interno della scuola, senza il suo permesso o che ha subito danni in seguito a trattamento psichiatrico, può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani per esporre l'abuso.
Per informazioni:
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Tel. 02 36510685
Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Sito: www.ccdu.org www.cchr.org
Ultimo aggiornamento (Lunedì 18 Dicembre 2006 14:59)




