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Comunicato stampa del Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani

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Movimento

Il sessanta per cento dell’opinione pubblica italiana contro le truppe in Libano

 

Comunicato stampa

 

La propaganda di guerra incespica di fronte ad una realtà, a corto di argomenti e soprattutto in affanno per i costi di una finanziaria lacrime e sangue, dalla quale emerge che i “dividendi di guerra” sono esclusivamente appannaggio dei soliti noti: Finmeccanica, ENI, grandi imprese edili, ONG filo governative pronte a preparare il terreno per l’atterraggio degli investimenti italiani.

In questo contesto il consenso per le truppe in Libano cala vertiginosamente, come evidenzia il sondaggio dell'Eurisko apparso domenica 8 ottobre sulle pagine di Repubblica.  Oltre il sessanta per cento degli italiani dice di no alla presenza delle “nostre” truppe nel paese dei cedri, togliendo così ogni legittimità a coloro i quali continuano a difendere una missione che giorno dopo giorno si rivela per quello che è: la copertura del fianco nord di Israele contro la resistenza libanese.

Dall’Afghanistan all’Iraq, passando oggi per il Libano, il piano politico militare è uno solo ed ha come obiettivo quello di sottomettere i popoli al volere delle grandi potenze occidentali, siano esse rappresentate dalla volontà unilateralista anglo-americana e israeliana o da quella multilateralista europea.

Chi tenta in Italia di distinguere i vari fronti di questa aggressione, chiamando a manifestare solo per lo sganciamento dall’Afghanistan non aiuta né la lotta dei popoli mediorientali per la loro emancipazione, tanto meno la ripresa del movimento contro la guerra nel nostro paese.

La sindrome del “governo amico” non può appannare la vista dello scenario che abbiamo di fronte, pena la subalternità alle mutevoli ma coerenti politiche di potenza dei paesi europei o degli Stati Uniti.

Il 30 settembre il movimento italiano contro la guerra ha mosso i primi passi di un cammino di chiarezza ed emancipazione dalle pastoie di una ex sinistra “pacifista” e “non violenta” arenatasi in questi mesi nel voto a favore di tutte le missioni di “pace”. Questo percorso continuerà con la manifestazione del 18 novembre a Roma per l'abrogazione del trattato militare Italia-Israele, al fianco del popolo palestinese e dei popoli del Medio Oriente

 

 

Il Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani

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