Joomla TemplatesBest Web HostingBest Joomla Hosting
Login
Calendario Eventi
Maggio 2012
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
30 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3
Statistiche
Total Members : 2891
Members Online : 0
Top List
Feed RSS

Sottoscrivi il feed

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

Europa:no alla persecuzione dei comunisti!

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Movimento
Comitato Appoggio alla Resistenza per il Comunismo: NO alla persecuzione dei
comunisti!

La campagna di persecuzione contro i comunisti avanza nel nostro paese come
in tutta Europa. Ancora una volta la magistratura, nel caso specifico la
Procura della repubblica presso il Tribunale di Bologna, attraverso il
pubblico ministero Paolo Giovagnoli, intenta una nuova caccia alle streghe,
un'operazione di repressione preventiva degna dei tempi del fascismo, contro
il (nuovo) Partito comunista italiano. Per i prossimi mesi si preparano
quindi dai 12 ai 40 arresti di presunti membri del (nuovo) Partito Comunista
Italiano per Associazione sovversiva (art. 270 bis), imputazione nata nel
ventennio fascista con il codice Rocco e applicata dai Tribunali speciali
fascisti per incarcerare centinaia di comunisti e antifascisti (sulla
persecuzione politico-giudiziaria della "carovana" e del (n)PCI vedere il
dossier a cura del Comitato di Aiuto ai Prigionieri politici del
(n)PCI -Parigi, qui allegato). Denunciamo la campagna che la magistratura,
su commissione della banda Berlusconi prima e oggi con il Governo di centro
sinistra, opera da lungo tempo contro la rinascita del movimento comunista
nel nostro paese. Questa è l'ottava inchiesta aperta a carico della
"carovana" che dal 1980 ad oggi ha lavorato con forza e determinazione alla
rinascita del movimento comunista e alla costruzione di un nuovo partito
comunista nel nostro paese. Le precedenti inchieste si sono sempre concluse
con un non luogo a procedere e con un'archiviazione. Sappiamo che lo zelante
persecutore di turno, Paolo Giovagnoli, già salito all'onore delle cronache
per la sua attività di inquisitore e dispensatore del reato associativo a
Bologna, come ad esempio contro gli studenti, rei di aver autoridotto la
mensa, non si fermerà e cercherà di ottenere, vista la formalizzazione della
chiusura della fase investigativa, gli arresti che richiede. Oggi la
borghesia attacca apertamente i diritti di espressione, associazione,
organizzazione delle masse popolari. Si delinea sempre più chiaramente la
tendenza "eversiva" della borghesia, a violare sistematicamente le leggi del
suo stesso ordinamento. Con l'alibi della lotta al terrorismo si giustifica
la persecuzione dei comunisti, degli antimperialisti, degli immigrati, dei
rifugiati politici a livello nazionale e internazionale (sequestri di
immigrati, caso Abu Omar, utilizzo sistematico della tortura, pratica di
annientamento contro i prigionieri rivoluzionari articolo 41/bis, creazioni
di polizie parallele, intercettazioni e schedature di massa, violazione
dello statuto di rifugiati politici, liste nere contro organizzazioni
comuniste e antimperialiste). I tentativi in sede UE di interdire il simbolo
della falce e martello, l'approvazione da parte del Consiglio d'Europa il 25
gennaio scorso della direttiva Lindblad, sono segnali chiari dell'intenzione
della borghesia di criminalizzare il comunismo e perseguitare chi professa e
lavora per la rinascita del movimento comunista, chi lotta per una società
senza più padroni, senza sfruttamento, miseria e guerra. A ciò si aggiunge l
'accelerazione della repressione nel nostro paese e i fatti di questi mesi
lo dimostrano: gli arresti e le perquisizioni contro i compagni sardi di A'
Manca pro Indipendentzia, punto di riferimento della lotta anticoloniale e
antimperialista in Sardegna, e la vergognosa sentenza del Tribunale speciale
di Milano contro gli antifascisti milanesi, rei di aver difeso in piazza i
valori della Resistenza e di aver tentato di impedire una parata
nazifascista nella Milano capitale della Resistenza e della liberazione dal
nazifascismo. Quando esponenti della borghesia (i Ricucci, i Previti, i
Vittorio Emanuele, i Fazio), quelli che loro chiamano vip, cascano, per
errore o per lotta interna tra fazioni, nelle maglie della magistratura la
repressione per loro significa pochi giorni di carcere e nella peggiore
delle ipotesi arresti domiciliari nelle loro lussuose ville, per le masse
popolari, per le sue avanguardie, per i comunisti e gli antifascisti
significa mesi e anni di carcere. La giustizia della borghesia è la
giustizia di una classe che deve difendere con le unghie e con i denti il
proprio potere, privilegi, vizi e immense ricchezze accumulate sulla fatica
e il sangue delle masse popolari. La persecuzione contro il (n)PCI si
inserisce nel clima più generale di attacco alle conquiste di civiltà e
progresso ottenute nel nostro paese dai comunisti e dalle masse popolari
grazie alla Resistenza e alla vittoria sul nazifascismo. Si inserisce nella
tendenza eversiva e reazionaria che la borghesia mette in campo per cercare
di gestire la crisi profonda, economica, politica e culturale, che la
attanaglia. Per la borghesia contrastare la rinascita del movimento
comunista e il rafforzamento del (n)PCI è il compito centrale nella sua
guerra contro le masse popolari. Facciamo appello a tutte le organizzazioni
comuniste, antimperialiste, anarchiche, progressiste, ai sinceri
democratici, agli organismi e movimenti di lotta a respingere la campagna in
atto di criminalizzazione del comunismo e di persecuzione dei comunisti..
Invitiamo tutti a esprimersi pubblicamente sull'inchiesta del "novello
Torquemada" Giovagnoli contro il (n)PCI, a inviare telegrammi di protesta
all'indirizzo della Procura di Bologna, Piazza Trento e Trieste, 401347
Bologna, tel. 051201111, fax 051 201948, inviare una e-mail per conoscenza
a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. A costituire entro settembre un momento nazionale
di discussione sulla situazione repressiva nel nostro paese. Colpire i
comunisti vuol dire colpire le masse popolari, colpire le conquiste di
civiltà e progresso frutto della lotta di liberazione.
CARC, Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, Direzione
Nazionale: Via Tanaro 7 - 20128 Milano Tel/Fax 02.26306454 e-mail:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. sito: www.carc.it
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna