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contributo alla discussione sulla questione mediorientale

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Movimento
In sostanza le truppe dell'ONU e i governi occidentali sono tutti concordi
sulla necessità di ridisegnare un nuovo Medio Oriente, risanato dai
"terroristi" (cioè dai resistenti che rappresentano il comun sentire della
maggioranza delle popolazioni) e bonificato da chiunque si opponga alle
politiche di aggressione imperialista. E' bene ricordare che la risoluzione ONU
n. 1701 non prevede sanzioni contro Israele (che è lo stato aggressore), con
ciò attribuendo di fatto la responsabilità dello scoppio del conflitto agli
Hezbollah.

LA POLITICA INTERVENTISTA DEL GOVERNO ITALIANO, IL SERVILISMO DI TUTTA LA
STAMPA NAZIONALE E DEGLI ALTRI MASS MEDIA E L'IMPOTENZA POLITICA DEGLI
PSEUDO-PACIFISTI SOSTENITORI DEL GOVERNO.

L'organizzazione della cosiddetta "missione di pace" in Libano sotto l'egida
dell'ONU ha fatto registrare un protagonismo fuori misura dell'attuale governo
del paese. Prodi e i suoi ministri della difesa (Parisi) e degli esteri
(D'Alema) in particolare, ancor prima dell'imposizione del "cessate il fuoco"
si sono agitati in modo scomposto per autoproporsi come forza determinante ed
egemone all'interno del contingente ONU da inviare sul confine meridionale
israelo-libanese. Risultano evidenti le analogie e la continuità della politica
estera del centro-sinistra con le politiche interventiste del passato governo
di destra. I 2500 soldati che parteciperanno alla missione in Libano saranno la
forza più imponente fra i 15 mila militari previsti per l'attuazione della
risoluzione ONU. L'Italia nel 2007, da sola, eserciterà il comando strategico
su tutto il contingente presente nel teatro del conflitto. Di fatto la
"missione ONU" si troverà a svolgere la stessa funzione di
occupazione-controllo che avrebbe svolto Israele, se non fosse stato fermato
sul terreno militare dagli Hezbollah.

Come si può parlare di "missione di pace" quando si mobilita un enorme apparato
militare con navi da guerra, carri armati, blindati, elicotteri di
combattimento con tecnologie sofisticate e con corpi speciali d'assalto (parà,
lagunari, ecc.)?

Si tratta di una farsa-tragica avallata, sostenuta ed esaltata da tutta la
stampa nazionale e dalle televisioni di stato e private.

Gli stessi mass-media che in questi mesi hanno consapevolmente taciuto sull'uso
di armi chimiche sia in Libano che a Gaza, ignorando sistematicamente le
denunce dei medici di Sidone e Gaza che ne documentano gli effetti.

Gli stessi mass-media che colpevolmente hanno ignorato gli effetti dell'embargo
assassino contro la popolazione di Gaza solo perché il legittimo governo di
Hamas non vuole piegarsi ai ricatti israeliani e alle pressioni del presidente
palestinese Abu Mazen.

Gli stessi organi di stampa, le stesse televisioni che scientemente spiegano
che Israele è lo stato aggredito e che il Libano e la Palestina sono i popolo
aggressori. Che ignorano strategicamente il fatto che Israele si è " permesso"
di rapire 9 legittimi ministri palestinesi e circa 30 dirigenti politici della
resistenza palestinese senza che nessun stato "democratico" occidentale
battesse ciglio e ne richiedesse il rilascio. (1)

Gli stessi mass-media che volutamente non ricordano che Israele ha ignorato
negli ultimi 60 anni oltre 70 risoluzioni dell'ONU e le Convenzioni di Ginevra
sui crimini di guerra, senza subire mai alcuna sanzione .

Infine gli stessi mass-media che evitano sempre di citare e ricordare la legge
n. 94 del 2005 (2) sulla cooperazione militare Italia- Israele.

In sostanza in questi mesi, con il supporto di una campagna di stampa ben
coordinata e finalizzata si è alimentata una sorta di irresponsabile frenesia
nazionalista , quasi che il nostro paese fosse improvvisamente diventato
"grande" a seguito delle sue scelte politiche interventiste tipiche di una
sub-cultura da colonizzatori che fu caratteristica nel nostro paese in alcune
fasi storiche, nel corso delle quali si cercava di far ignorare i problemi e i
conflitti interni spostando l'attenzione della masse su "avventure politiche"
di espansione imperiale.

Di fronte a questa realtà si configura ancora più grave l'assenza di
mobilitazione del movimento contro la guerra, il quale ha introiettato il
messaggio che in Libano si tratta di compiere "una missione di pace". A questo
si deve aggiungere la completa subordinazione di PRC e Verdi verso le azioni
interventiste del governo. Ignoranza, impotenza, imbecillità ed ipocrisia degli
pseudo-pacifisti che scambiano una politica guerrafondaia per una politica di
costruzione di pace, mettendo sullo stesso piano la Resistenza dei popoli (che
anche loro chiamano terrorismo) con le politiche di invasione ed oppressione
imperialista. E' la resistenza dei popoli che contrasta l'aggressione
imperialista e solo la Resistenza costruisce la pace. Chi nega questa evidenza
o è storicamente ignorante o è in malafede. In entrambi i casi sostiene
oggettivamente la politica di aggressione imperialista.

Si rende quindi necessaria la prosecuzione di una campagna di legittimazione di
tutte le lotte di liberazione e di Resistenza in atto nel Medio Oriente, in
America Latina e Asia. Avendo la coscienza che in questa fase politica il
nostro impegno si scontrerà con tutte le forze imperialiste che definiscono "
terroristi" coloro che attuano forme di resistenza diversificata per la
liberazione nazionale e coloro che nei paesi capitalisti occidentali combattono
in modo coerente ed indipendente contro il loro sistema di oppressione e di
sfruttamento. Va respinto il ricatto politico che ci viene posto da più parti:
non ostacolare, non opporsi al governo Prodi altrimenti incombe un pericolo di
un ritorno di Berlusconi. E' un ricatto-imbroglio basato sulla paura e come
tale da respingere, perché se mai potrà risultare drammaticamente vero il
contrario e cioè: se le politiche economiche, sociali e militari del governo
Prodi-Fassino-Bertinotti, che risponde all'esigenza del capitale e della grande
borghesia, non trovassero una risposta ed un'opposizione di massa da parte
della classe lavoratrice, si creerebbe un grave vuoto politico che sarà
certamente occupato dalla demagogia agitatoria e qualunquista della destra
fascista, razzista e populista. Con la conseguente quasi certezza di un ritorno
al potere dei Berlusconi e della sua banda.

Lo scontento, le disillusioni, lo sconcerto e l'incredulità di coloro che
"hanno votato Prodi e compagnia contro Berlusconi", per le scelte che
l'esecutivo di centro-sinistra si accinge a fare stanno ad avvalorare questa
ipotesi.

SOLIDARIETA' ALLA RESISTENZA DEI POPOLI CONTRO L'IMPERIALISMO

SMANTELLARE LE BASI USA E NATO IN ITALIA

TAGLIARE LE SPESE MILITARI E NON LE PENSIONI E LA SANITA' PUBBLICA

VIA LE TRUPPE ITALIANE DALL'IRAQ, AFGHANISTAN, LIBANO

Lavorare per costruire una manifestazione nazionale contro la guerra e contro
la finanziaria


settembre 2006


L'altra Lombardia - SU LA TESTA

(1)Sono 31 i parlamentari rapiti attualmente detenuti. Dei 9 ministri rapiti 4
sono ancora in carcere insieme a decine di altri militanti di Hamas sempre
rapiti lo scorso giugno e nei giorni successivi.

(2)(Da un intervento di Manlio Dinucci del 2005) "L'ACCORDO MILITARE
ITALIA-ISRAELE è un accordo generale quadro comprendente interscambio di
materiale di armamento, organizzazione delle forze armate, formazione e
addestramento del personale militare, ricerca e sviluppo militare. Attività
che, in base all'"accordo sulla sicurezza" stipulato nel 1987, si svolgeranno
sotto la cappa del segreto militare. Una scelta particolarmente grave perché
Israele è una potenza nucleare, lo dice il direttore dell'AIEA (l'agenzia
internazionale per l'energia atomica), lo dicono mille prove, lo ha detto
l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ma non lo ha mai detto esplicitamente
il governo israeliano, il quale non ammette il possesso di armi nucleari.
Allora è chiaro che tecnologie italiane (dato che l'industria militare italiana
è tra le prime nel mondo) potranno essere utilizzate segretamente per
potenziare le capacità di attacco dei vettori nucleari israeliani. E' evidente
l'implicazione politica generale: una volta che questo "memorandum" d'intesa
sarà approvato dal Parlamento, l'Italia sarà automaticamente al fianco del
governo Sharon in qualunque sua azione, fattivamente contribuirà alle sue
politiche di guerra. Per di più questo "memorandum" vincola non solo l'attuale
governo, ma anche i governi a venire, in quanto l'accordo è quinquennale e
prevede un meccanismo di rinnovo automatico: per non essere rinnovato una delle
due parti dovrà denunciare l'accordo, dicendo che intende ritirarsi. Oltre a
ciò l'industria militare e le forze armate del nostro Paese saranno coinvolte
in attività di cui nessuno, neppure in Parlamento, sarà messo a conoscenza.In
tale situazione, proprio mentre l'Ue è impegnata in una delicata trattativa con
l'Iran sulla questione del nucleare, l'approvazione da parte della camera
dell'accordo militare con Israele darebbe al governo Sharon il segnale politico
che l'Italia è pronta a sostenerlo nell'attacco all'Iran.


Visitate il nostro sito www.laltralombardia.it
Ultimi inserimenti:
- aggiornamenti della rubrica "I crimini israeliani giorno per giorno" con i
dati sull' occupazione e sull'invasione del Libano e di Gaza
- il testo completo della risoluzione ONU n. 1701 con note e commenti della
redazione del sito
- dossier sulle armi proibite usate dagli Israeliani a Gaza e nel Libano

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