COLAZIONE DA PRODI
| Movimento |
RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE - CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE (CUB)
A COLAZIONE GLI AVREMMO DETTO…
Affollato pic-nic a pane e mortadella della CUB di fronte a Palazzo Chigi
Questa mattina Prodi ha invitato a colazione i segretari di Cgil, Cisl e Uil – nel pomeriggio incontrerà i fantasmi dell’UGL – ma non ha invitato la CUB, quarta confederazione del Paese presente al CNEL.
Se ci avesse invitato, gli avremmo detto:
1) che la concertazione ha segnato l’avvio di un processo di impoverimento del mondo del lavoro e che quindi non va rilanciata ma definitivamente abolita;
2) che il rapporto deficit/PIL era del 108,1% nel 1992 ed ora è del 108,3%, e che quindi 14 anni di sacrifici in nome della concertazione, oltre a vuotare le tasche dei lavoratori, non hanno prodotto alcun beneficio per il Paese;
3) che è necessario ridistribuire la ricchezza prodotta; in Italia i ricchi sono diventati sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e una quantità enorme di famiglie oggi è a ridosso o sotto la soglia di povertà e che quindi serve una finanziaria in cui a pagare non siano sempre gli stessi;
4) che è ora di farla finita di assistere gli imprenditori e i capitalisti italiani che negli ultimi vent’anni hanno smesso di investire nella produzione e si sono gettati sulla finanza con il risultato, evidente a tutti, di una perdita di competitività internazionale fortissima;
5) che è ora di smetterla con la precarietà del lavoro e della vita cominciando con l’assumere definitivamente tutti i precari della pubblica amministrazione;
6) che è indispensabile rilanciare il sistema previdenziale pubblico, universalistico e di qualità, agganciandolo alla dinamica salariale, se si vuole evitare un impoverimento di massa per i nostri lavoratori anziani;
7) che bisogna lasciare il TFR nella piena disponibilità dei lavoratori e che comunque va eliminato lo scandaloso meccanismo del silenzio assenso per i Fondi pensione;
8) che i salari non tengono più il costo della vita e sono assolutamente insufficienti a garantire una vita dignitosa e che quindi è indispensabile reintrodurre un meccanismo di tutela automatica dei salari e delle pensioni dal caro vita (scala mobile);
9) che sono necessarie vere relazioni sindacali con chi rappresenta il mondo del lavoro e la fine delle discriminazioni e della pratica nefasta dello "scegliersi le controparti";
10) che è necessario, una volta per tutte, definire criteri certi di rappresentanza e rappresentatività sindacale e prevedere l’obbligo del referendum sui contratti tra i lavoratori interessati;
13 GIUGNO 06
A COLAZIONE GLI AVREMMO DETTO…
Affollato pic-nic a pane e mortadella della CUB di fronte a Palazzo Chigi
Questa mattina Prodi ha invitato a colazione i segretari di Cgil, Cisl e Uil – nel pomeriggio incontrerà i fantasmi dell’UGL – ma non ha invitato la CUB, quarta confederazione del Paese presente al CNEL.
Se ci avesse invitato, gli avremmo detto:
1) che la concertazione ha segnato l’avvio di un processo di impoverimento del mondo del lavoro e che quindi non va rilanciata ma definitivamente abolita;
2) che il rapporto deficit/PIL era del 108,1% nel 1992 ed ora è del 108,3%, e che quindi 14 anni di sacrifici in nome della concertazione, oltre a vuotare le tasche dei lavoratori, non hanno prodotto alcun beneficio per il Paese;
3) che è necessario ridistribuire la ricchezza prodotta; in Italia i ricchi sono diventati sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e una quantità enorme di famiglie oggi è a ridosso o sotto la soglia di povertà e che quindi serve una finanziaria in cui a pagare non siano sempre gli stessi;
4) che è ora di farla finita di assistere gli imprenditori e i capitalisti italiani che negli ultimi vent’anni hanno smesso di investire nella produzione e si sono gettati sulla finanza con il risultato, evidente a tutti, di una perdita di competitività internazionale fortissima;
5) che è ora di smetterla con la precarietà del lavoro e della vita cominciando con l’assumere definitivamente tutti i precari della pubblica amministrazione;
6) che è indispensabile rilanciare il sistema previdenziale pubblico, universalistico e di qualità, agganciandolo alla dinamica salariale, se si vuole evitare un impoverimento di massa per i nostri lavoratori anziani;
7) che bisogna lasciare il TFR nella piena disponibilità dei lavoratori e che comunque va eliminato lo scandaloso meccanismo del silenzio assenso per i Fondi pensione;
8) che i salari non tengono più il costo della vita e sono assolutamente insufficienti a garantire una vita dignitosa e che quindi è indispensabile reintrodurre un meccanismo di tutela automatica dei salari e delle pensioni dal caro vita (scala mobile);
9) che sono necessarie vere relazioni sindacali con chi rappresenta il mondo del lavoro e la fine delle discriminazioni e della pratica nefasta dello "scegliersi le controparti";
10) che è necessario, una volta per tutte, definire criteri certi di rappresentanza e rappresentatività sindacale e prevedere l’obbligo del referendum sui contratti tra i lavoratori interessati;
13 GIUGNO 06




