ROMA/COOPERATIVE (A)SOCIALI
| Movimento |
Coordinamento Cittadino Operatori Sociali (
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)
Comunicato Stampa
ROMA/COOPERATIVE (A)SOCIALI
COOP. ARCA DI NOE': LICENZIATI I PRIMI DUE OPERATORI. IL CALVARIO PASQUALE
E' GIA' PRONTO PER ALTRI TREDICI.
L'INCONTRO DI IERI PRESSO L'ASSESSORATO AL LAVORO HA MESSO A NUDO LA PARTE
NASCOSTA E IMPRESENTABILE DEL WELFARE CAPITOLINO.
LEGA COOP, CGIL E COMUNE DI ROMA TENDONO UNA MANO ALL'AZIENDA PER IL
RISANAMENTO DEL DEFICIT E PER SALVAGUARDARE I POSTI DI LAVORO MA LA
COOPERATIVA ARCA DI NOE', SUBITO DOPO, LICENZIA UNA LAVORATRICE
RAPPRESENTANTE SINDACALE.
NON C'E' DUBBIO: QUALCUNO STA BARANDO AL TAVOLO CONVOCATO DALL'OSSERVATORIO
DEL LAVORO TRA RAPPRESENTANTI DELLA COOPERATIVA ARCA DI NOE', SINDACATI,
LEGACOOP E ASSESSORATI AL LAVORO E ALLE POLITICHE SOCIALI.
Il "Tavolo" tecnico di concertazione istituito presso l'Osservatorio del
Lavoro del Comune di Roma per analizzare la situazione di crisi della
cooperativa sociale Arca di Noè ha messo in evidenza nell'incontro di ieri
aspetti che si avvicinano alla sfera della "delinquenza politica" perchè
qualcuno, a quel tavolo, sta barando.
Ne spieghiamo le ragioni:
La cooperativa sociale Arca di Noè, affidataria di servizi pubblici per
conto del Comune di Roma con la sua situazione di crisi, con il suo numero
eccessivo di collaboratori a progetto rispetto al numero degli attuali soci,
con la sua mancata applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di
Lavoro, con il non rispetto della legge 626/94 (formazione, carichi,
ausilii...) dovrebbe essere già sottoposta a seria verifica istituzionale
dei requisiti dell'accreditamento.
A fronte di un attivo d'esercizio, dichiarato nell'anno precedente 2003, di
271 mila euro, la cooperativa sociale Arca di Noè ha avuto, nel bilancio
2004, 787 mila euro di perdita.
49 soci, una cinquantina di dipendenti e circa duecentocinquanta
collaboratori a progetto alcuni con circa 100 ore mensili, altri con 70, una
piccola parte addirittura con 20 ore mensili.
Una quarantina i soci che se ne sono andati e altri 29 che avendo rifiutato
l'onere di 10.800,00 euro pro capite per ricapitalizzare la perdita, hanno
ricevuto un preavviso di licenziamento mascherato da "recesso da socio".
Nonostante questa drammatica situazione alla cooperativa sociale Arca di Noè
è stata tesa una mano "istituzionale" per il suo risanamento con l'apertura
di un tavolo presso l'Osservatorio composto da sindacati, Lega Coop,
Assessorati, Municipi interessati per appalti in corso (V°, VI°, III°).
La finalità formale del "Tavolo" è la salvaguardia dell'occupazione e della
dignità dei lavoratori, il mantenimento della qualità dei servizi messi a
dura prova da un turn-over spropositato e da un clima di tensione nei
rapporti di lavoro.
Mentre però si costruisce un percorso condiviso tra le parti in cui
l'Osservatorio aveva lanciato nel primo incontro la proposta (23 marzo 2006)
"congeliamo ogni licenziamento per 60 giorni al fine di trovare insieme
alternative di ricollocazione lavorativa" la cooperativa Arca di Noè,
invece, il giorno successivo fa partire un fax al Centro Alzhaimer del III°
municipio annunciando la prima espulsione dal lavoro della lavoratrice Adest
e rappresentante sindacale Giovanna Addivinola. Prima di una serie di
espulsioni scaglionate nel tempo.
Di fronte a questa sottile violenza contro la dignità e il lavoro delle
persone, perpetrata da una organizzazione che si definisce ONLUS, denunciamo
alla città, alle forze politiche e sociali che stiamo assistendo ad un
Tavolo istituzionale dove c'è qualcuno che bara.
Ieri durante la trattativa, la Lega delle cooperative con il suo
rappresentante ha detto che la cooperativa Arca di Noè va salvata dalla
crisi, CGIL e Assessore del VI° Municipio hanno parlato di storia della
cooperativa, di affinità terrioriale, di situazione complessa per la quale
vanno trovate soluzioni condivise.
Ma ci fosse stato uno di questi che si sia posto il problema, oltre che
della storia dell'Arca di Noè come impresa, anche della storia di vita di
Giovanna Addivinola, stroncata dal licenziamento e dall'espulsione del
lavoro, rimasta senza reddito, proprio dopo che era stato costruito un
tavolo di concertazione. Un tavolo dove si gioca sopra e sotto: sopra le
centrali cooperative, il sindacato confederale, le istituzioni si prendono
una patente di democraticità, sensibilità istituzionale, e danno
indirettamente ai rappresentanti della coop. una legittimazione. Sotto,
però, la cooperativa continua a manovrare tagliando con l'accetta gli
esuberi e togliendo il diritto al lavoro anche a chi ne non troverà
facilmente un altro.
Insomma siamo su un tavolo sbilanciato verso l'impresa dove le finalità
sociali di una cooperativa sociale sono forse mescolate ad opportunismi ed
equilibrismi politico-partitici.
Riteniamo che il lasciar passare questi licenziamenti in questo modo e non
porsi il problema del riflesso di duecento collaboratori precari e a rischio
su un servizio alle persone svantaggiate non faccia onore ad una giunta di
Centro Sinistra. Invitiamo pertanto qualcuno che sta lassù e che lo voglia
fare a battere un colpo per dimostrare e convincerci che esiste una qualche
differenza nel panorama partitico romano.
Invitiamo i comitati di lavoratori autorganizzati da ogni parte d'Italia ad
esprimere in ogni forma (ad es. email o fax attraverso i siti del Comune,
dei sindacati e della Legacoop.) solidarietà alle persone licenziate.
Coordinamento Cittadino Operatori Sociali
via Appia Nuova 357 Roma
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (riunioni ogni giovedì alle 21.00)
Comunicato Stampa
ROMA/COOPERATIVE (A)SOCIALI
COOP. ARCA DI NOE': LICENZIATI I PRIMI DUE OPERATORI. IL CALVARIO PASQUALE
E' GIA' PRONTO PER ALTRI TREDICI.
L'INCONTRO DI IERI PRESSO L'ASSESSORATO AL LAVORO HA MESSO A NUDO LA PARTE
NASCOSTA E IMPRESENTABILE DEL WELFARE CAPITOLINO.
LEGA COOP, CGIL E COMUNE DI ROMA TENDONO UNA MANO ALL'AZIENDA PER IL
RISANAMENTO DEL DEFICIT E PER SALVAGUARDARE I POSTI DI LAVORO MA LA
COOPERATIVA ARCA DI NOE', SUBITO DOPO, LICENZIA UNA LAVORATRICE
RAPPRESENTANTE SINDACALE.
NON C'E' DUBBIO: QUALCUNO STA BARANDO AL TAVOLO CONVOCATO DALL'OSSERVATORIO
DEL LAVORO TRA RAPPRESENTANTI DELLA COOPERATIVA ARCA DI NOE', SINDACATI,
LEGACOOP E ASSESSORATI AL LAVORO E ALLE POLITICHE SOCIALI.
Il "Tavolo" tecnico di concertazione istituito presso l'Osservatorio del
Lavoro del Comune di Roma per analizzare la situazione di crisi della
cooperativa sociale Arca di Noè ha messo in evidenza nell'incontro di ieri
aspetti che si avvicinano alla sfera della "delinquenza politica" perchè
qualcuno, a quel tavolo, sta barando.
Ne spieghiamo le ragioni:
La cooperativa sociale Arca di Noè, affidataria di servizi pubblici per
conto del Comune di Roma con la sua situazione di crisi, con il suo numero
eccessivo di collaboratori a progetto rispetto al numero degli attuali soci,
con la sua mancata applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di
Lavoro, con il non rispetto della legge 626/94 (formazione, carichi,
ausilii...) dovrebbe essere già sottoposta a seria verifica istituzionale
dei requisiti dell'accreditamento.
A fronte di un attivo d'esercizio, dichiarato nell'anno precedente 2003, di
271 mila euro, la cooperativa sociale Arca di Noè ha avuto, nel bilancio
2004, 787 mila euro di perdita.
49 soci, una cinquantina di dipendenti e circa duecentocinquanta
collaboratori a progetto alcuni con circa 100 ore mensili, altri con 70, una
piccola parte addirittura con 20 ore mensili.
Una quarantina i soci che se ne sono andati e altri 29 che avendo rifiutato
l'onere di 10.800,00 euro pro capite per ricapitalizzare la perdita, hanno
ricevuto un preavviso di licenziamento mascherato da "recesso da socio".
Nonostante questa drammatica situazione alla cooperativa sociale Arca di Noè
è stata tesa una mano "istituzionale" per il suo risanamento con l'apertura
di un tavolo presso l'Osservatorio composto da sindacati, Lega Coop,
Assessorati, Municipi interessati per appalti in corso (V°, VI°, III°).
La finalità formale del "Tavolo" è la salvaguardia dell'occupazione e della
dignità dei lavoratori, il mantenimento della qualità dei servizi messi a
dura prova da un turn-over spropositato e da un clima di tensione nei
rapporti di lavoro.
Mentre però si costruisce un percorso condiviso tra le parti in cui
l'Osservatorio aveva lanciato nel primo incontro la proposta (23 marzo 2006)
"congeliamo ogni licenziamento per 60 giorni al fine di trovare insieme
alternative di ricollocazione lavorativa" la cooperativa Arca di Noè,
invece, il giorno successivo fa partire un fax al Centro Alzhaimer del III°
municipio annunciando la prima espulsione dal lavoro della lavoratrice Adest
e rappresentante sindacale Giovanna Addivinola. Prima di una serie di
espulsioni scaglionate nel tempo.
Di fronte a questa sottile violenza contro la dignità e il lavoro delle
persone, perpetrata da una organizzazione che si definisce ONLUS, denunciamo
alla città, alle forze politiche e sociali che stiamo assistendo ad un
Tavolo istituzionale dove c'è qualcuno che bara.
Ieri durante la trattativa, la Lega delle cooperative con il suo
rappresentante ha detto che la cooperativa Arca di Noè va salvata dalla
crisi, CGIL e Assessore del VI° Municipio hanno parlato di storia della
cooperativa, di affinità terrioriale, di situazione complessa per la quale
vanno trovate soluzioni condivise.
Ma ci fosse stato uno di questi che si sia posto il problema, oltre che
della storia dell'Arca di Noè come impresa, anche della storia di vita di
Giovanna Addivinola, stroncata dal licenziamento e dall'espulsione del
lavoro, rimasta senza reddito, proprio dopo che era stato costruito un
tavolo di concertazione. Un tavolo dove si gioca sopra e sotto: sopra le
centrali cooperative, il sindacato confederale, le istituzioni si prendono
una patente di democraticità, sensibilità istituzionale, e danno
indirettamente ai rappresentanti della coop. una legittimazione. Sotto,
però, la cooperativa continua a manovrare tagliando con l'accetta gli
esuberi e togliendo il diritto al lavoro anche a chi ne non troverà
facilmente un altro.
Insomma siamo su un tavolo sbilanciato verso l'impresa dove le finalità
sociali di una cooperativa sociale sono forse mescolate ad opportunismi ed
equilibrismi politico-partitici.
Riteniamo che il lasciar passare questi licenziamenti in questo modo e non
porsi il problema del riflesso di duecento collaboratori precari e a rischio
su un servizio alle persone svantaggiate non faccia onore ad una giunta di
Centro Sinistra. Invitiamo pertanto qualcuno che sta lassù e che lo voglia
fare a battere un colpo per dimostrare e convincerci che esiste una qualche
differenza nel panorama partitico romano.
Invitiamo i comitati di lavoratori autorganizzati da ogni parte d'Italia ad
esprimere in ogni forma (ad es. email o fax attraverso i siti del Comune,
dei sindacati e della Legacoop.) solidarietà alle persone licenziate.
Coordinamento Cittadino Operatori Sociali
via Appia Nuova 357 Roma
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