appello 4-6 novembre - dalle facoltà occupate de La Sapienza
| Movimento |
Agli atenei occupati e a quelli in agitazione, alle
studentesse e agli studenti delle università e delle
scuole, ricercatori precari
Martedì 25 ottobre abbiamo infranto il muro di
silenzio troppo a lungo imposto da un governo
illegittimo e dalla ristrutturazione autoritaria
dell'università e della scuola. Abbiamo saputo
tramutare il nostro disagio nella forza del rifiuto,
la nostra rabbia in un grido gioioso, la nostra
protesta in un fiume di 150.000 persone che ha
inondato le strade e le piazze romane. Un fiume che
nessuno ha saputo e potuto arginare: non l’isolamento
mediatico prima, non le cariche e i blocchi della
polizia, non le inaccettabili rappresaglie dopo, hanno
impedito di cingere in un assedio tanto pacifico
quanto tenace il luogo dove in questi anni si è
perpetrata la demolizione della cultura e
dell’università.
La stessa sera di questa giornata straordinaria
l'inutile Signora dell'Ignoranza, un governo sordo ai
nostri bisogni, ai nostri desideri, alla nostra
improrogabile volontà e necessità di cambiamento, non
si sono fermati: il Ddl è stato approvato, un
ulteriore colpo mortale all'università italiana, già
stremata dalle riforma Berlinguer-Zecchino!
L’arroganza di questo governo non deve e non può
fermarci; l’irresponsabilità dimostrata di fronte
all’emergenza di un conflitto sociale così radicale
non può essere tollerata. Questa arroganza autoritaria
deve costituire per il movimento "territorio"
irrinunciabile della lotta.
Il 25 ottobre gli studenti hanno ritrovato la loro
voce, sono tornati ad alzare la testa e non vogliono
abbassarla!
Così come l'autoritarismo liberista della Moratti non
deve fermarci ma aumentare la nostra indignazione,
così lo straordinario risultato del 25 non può
bastarci, ma costituire piuttosto un fondamentale
punto di partenza.
Ora più che mai la nostra risposta deve essere il
rilancio immediato del movimento, l'intensità delle
sue relazioni e della sua iniziativa!
Per questo invitiamo tutte le studentesse e gli
studenti universitari e medi, tutte le ricercatrici e
i ricercatori precari a dare vita il 4 novembre ad una
giornata di mobilitazione nazionale dislocata su tutto
il territorio in grado di radicare e di estendere la
mobilitazione. Mobilitazione capace di definire in
modo forte, attraverso azioni e pratica
dell'obiettivo, i temi del conflitto: diritto allo
studio, libero accesso ai saperi e alla cultura,
precarietà.
Allo stesso modo l’assemblea nazionale del 25 ottobre
non può e non deve rimanere un episodio isolato. È
quantomai fondamentale rafforzare la coesione del
movimento consolidandone le forme di relazione pur
nelle differenze.
Il 6 novembre invitiamo tutte le studentesse e gli
studenti, i ricercatori precari a costruire una nuova
assemblea nazionale nelle facoltà occupate de La
Sapienza. Questo appuntamento dovrà essere luogo di
incontro e di discussione sul presente e sul futuro
dell’università. Oltre la necessita di impedire
materialmente l’applicazione del ddl moratti e della
riforma y, infatti, è fondamentale organizzare la
disarticolazione del 3+2 e l'autoriforma dal basso
dell'università.
Vogliamo inoltre allargare l’invito per il pomeriggio
della stessa giornata agli studenti medi, al fine di
costruire la nostra partecipazione alla giornata di
mobilitazione mondiale del 17 e allo sciopero generale
del 25 novembre.
la nostra rabbia e la nostra felicità non sono a tempo
determinato!
dalle facoltà occupate e in mobilitazione de La
Sapienza
studentesse e agli studenti delle università e delle
scuole, ricercatori precari
Martedì 25 ottobre abbiamo infranto il muro di
silenzio troppo a lungo imposto da un governo
illegittimo e dalla ristrutturazione autoritaria
dell'università e della scuola. Abbiamo saputo
tramutare il nostro disagio nella forza del rifiuto,
la nostra rabbia in un grido gioioso, la nostra
protesta in un fiume di 150.000 persone che ha
inondato le strade e le piazze romane. Un fiume che
nessuno ha saputo e potuto arginare: non l’isolamento
mediatico prima, non le cariche e i blocchi della
polizia, non le inaccettabili rappresaglie dopo, hanno
impedito di cingere in un assedio tanto pacifico
quanto tenace il luogo dove in questi anni si è
perpetrata la demolizione della cultura e
dell’università.
La stessa sera di questa giornata straordinaria
l'inutile Signora dell'Ignoranza, un governo sordo ai
nostri bisogni, ai nostri desideri, alla nostra
improrogabile volontà e necessità di cambiamento, non
si sono fermati: il Ddl è stato approvato, un
ulteriore colpo mortale all'università italiana, già
stremata dalle riforma Berlinguer-Zecchino!
L’arroganza di questo governo non deve e non può
fermarci; l’irresponsabilità dimostrata di fronte
all’emergenza di un conflitto sociale così radicale
non può essere tollerata. Questa arroganza autoritaria
deve costituire per il movimento "territorio"
irrinunciabile della lotta.
Il 25 ottobre gli studenti hanno ritrovato la loro
voce, sono tornati ad alzare la testa e non vogliono
abbassarla!
Così come l'autoritarismo liberista della Moratti non
deve fermarci ma aumentare la nostra indignazione,
così lo straordinario risultato del 25 non può
bastarci, ma costituire piuttosto un fondamentale
punto di partenza.
Ora più che mai la nostra risposta deve essere il
rilancio immediato del movimento, l'intensità delle
sue relazioni e della sua iniziativa!
Per questo invitiamo tutte le studentesse e gli
studenti universitari e medi, tutte le ricercatrici e
i ricercatori precari a dare vita il 4 novembre ad una
giornata di mobilitazione nazionale dislocata su tutto
il territorio in grado di radicare e di estendere la
mobilitazione. Mobilitazione capace di definire in
modo forte, attraverso azioni e pratica
dell'obiettivo, i temi del conflitto: diritto allo
studio, libero accesso ai saperi e alla cultura,
precarietà.
Allo stesso modo l’assemblea nazionale del 25 ottobre
non può e non deve rimanere un episodio isolato. È
quantomai fondamentale rafforzare la coesione del
movimento consolidandone le forme di relazione pur
nelle differenze.
Il 6 novembre invitiamo tutte le studentesse e gli
studenti, i ricercatori precari a costruire una nuova
assemblea nazionale nelle facoltà occupate de La
Sapienza. Questo appuntamento dovrà essere luogo di
incontro e di discussione sul presente e sul futuro
dell’università. Oltre la necessita di impedire
materialmente l’applicazione del ddl moratti e della
riforma y, infatti, è fondamentale organizzare la
disarticolazione del 3+2 e l'autoriforma dal basso
dell'università.
Vogliamo inoltre allargare l’invito per il pomeriggio
della stessa giornata agli studenti medi, al fine di
costruire la nostra partecipazione alla giornata di
mobilitazione mondiale del 17 e allo sciopero generale
del 25 novembre.
la nostra rabbia e la nostra felicità non sono a tempo
determinato!
dalle facoltà occupate e in mobilitazione de La
Sapienza




