Joomla TemplatesBest Web HostingBest Joomla Hosting
Login
Calendario Eventi
Maggio 2012
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
30 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3
Statistiche
Total Members : 2891
Members Online : 0
Top List
Feed RSS

Sottoscrivi il feed

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

Roma/minori a rischio e servizi sociali

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Movimento
Coordinamento Comitati Roma Nord

Comunicato Stampa 21 ottobre 2005
 
ROMA/MINORI A RISCHIO E SERVIZI SOCIALI

DIETRO LA FOLLIA DI FEDERICO IL TRISTE FALLIMENTO DELLE POLITICHE DI TUTELA
DEI MINORI E DELLE FAMIGLIE.  
IL RICORSO AI SERVIZI PSICHIATRICI A DANNO CONCLAMATO RAPPRESENTA
L\'INADEGUATEZZA DI UNA PROGRAMMAZIONE SOCIALE INCAPACE DI PREVENIRE E
INDIVIDUARE IL DISAGIO NASCOSTO.
LA  SCHIZOFRENIA DEL RAPPORTO TRA UNIVERSITA\' ED ENTI LOCALI SULLA
FORMAZIONE E SULL\'IMPIEGO DELLE FIGURE EDUCATIVE.
IMPROVVISAZIONE E ABUSIVISMO NELL\'ESERCIZIO PROFESSIONALE.
IL TRADIMENTO DELLA LEGGE DI RIFORMA DEI SERVIZI SOCIALI (328/2000).
NELLE RSA (RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI) CONVENZIONATE VENGONO VIOLATE
SISTEMATICAMENTE LE PRESCRIZIONI DI LEGGE IN MATERIA DI DOTAZIONE ORGANICA
PROFESSIONALE IN RAPPORTO AL NUMERO DEGLI UTENTI.

La tragedia di Federico, adolescente parricida e matricida che qualche mese
prima aveva tentanto il suicidio, svela una realtà sociale che viene di
frequente mascherata con i Convegni altisonanti: L\'incapacità istituzionale
di fare prevenzione e l\'approccio al disagio minorile in chiave sanitaria,
solo quando è arrivato ad un punto di non ritorno.
Una vera e propria \"sanitarizzazione\" della devianza che rischia di
provocare altre vittime.
Le scellerate Politiche della Formazione e dell\'impiego di figure
specializzate nella nostra città rappresentano una chiave di lettura
apparentemente scollegata.  
Ma, in realtà, questa chiave di lettura tocca i punti cardine della legge di
riforma dei Servizi Sociali (L. 328/2000 art. 12) e spiega quante
inadempienze, disattenzione e superficialità alberghino nei nostri
amministratori e politici che gestiscono i servizi socio-sanitari.
Partiamo da lontano: L\'ultimo concorso pubblico per l\'assunzione di
educatori, bandito dal Comune di Roma, risale al ferragosto del 1996 quando,
attraverso la presentazione di titoli di servizio si decise di assumerne 32
(Per concidenza, tutti avevano lavorato per il gabinetto del Sindaco Rutelli
in un progetto estivo per gli anziani).
Tra questi educatori assunti nel 1997 c\'era qualche psicologo, qualche
assistente domiciliare e persino qualche perito tecnico-industriale.
Si sono visti tutti miracolati dall\'inquadramento a ruoli educativi.
Allo stesso modo negli anni successivi alcune decine di AEC, Assistenti
educativi culturali del vecchio progetto \"Polis\", semplici operatori di
base che accompagnavano minori a rischio e/o disabili a scuola, si sono
visti riconosciuta l\'assunzione a tempo indeterminato nel Comune di Roma e
puntano oggi al riconoscimento del livello \"C1\" di educatori dei servizi
sociali.
Per il resto, oggi, una marea di improvvisate figure educative
\"subappaltate\", pagate circa 7 euro lordi l\'ora, popolano le scuole
romane per l\'assistenza dei minori svantaggiati e a rischio.
Operatori, spesso senza nessun titolo, forniti dalle cooperative sociali su
richiesta del Comune di Roma il quale, in questo modo, non solo fornisce
alle famiglie un servizio a basso costo e senza qualità, ma non tutela nè i
diritti dei minori nè quelli di chi lavora, favorendo la speculazione degli
enti intermediari di manodopera.
La stessa cosa avviene in alcune case famiglia convenzionate con il Comune
di Roma e nelle Residenze Sanitarie Assistenziali convenzionate con la
Regione Lazio dove le professionalità prescritte dalla legge non sono mai
state sistematicamente controllate dall\'Ente accreditante.

Per anni l\'Università di Roma Tre ha sfornato centinaia di educatori
professionali che hanno trovato una sorta di muro negli enti locali e nelle
cooperative.
Non solo non vengono fatti concorsi pubblici nel Lazio (Regione, Comune,
Provincia e Municipi) ma addirittura nelle cooperative sociali, per poter
risparmiare sulla retribuzione, si preferisce in alcuni casi l\'operatore
senza titolo, ad esempio in servizi psichiatrici e/o per i disabili o in
alcuni centri sociali e ludoteche convenzionate.

D\'altra parte nella Sanità, in base ad un concetto \"folle\" che il vero e
\"completo\" educatore è una figura sanitaria, non vengono ammessi ai
pochissimi concorsi delle ASL laureati provenienti da quelle Facoltà di
Scienze dell\'Educazione e della Formazione che non abbiano stipulato
preventivi accordi e convenzioni con la Facoltà di Medicina e Chirurgia e
con le Regioni.
Insomma un vero e proprio \"bailamme\", con esercizio abusivo di professioni
educative, con corporativismi associativi e autoreferenziali della \"vecchia
guardia\" di educatori, a cui aggiungiamo un simbolico e casuale paradosso
finale:
Dentro il Comune di Roma, nel Settore dei Servizi Sociali e nel Sindacato
concertativo,  alcuni \"dirigenti\" di alto livello (dai 4 mila ai  6 mila
euro mensili), erano in passato gli Assistenti educativi dell\'Ente
Nazionale Orfani  dei Lavoratori Italiani.

Eventuali Info al 3331595507 (ore serali)   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna