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ATESIA : NO AI LICENZIAMENTI, BASTA CON LA PRECARIETA’

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Movimento
CONFEDERAZIONE COBAS
Sede nazionale: Viale Manzoni, 55 - 00185 Roma Tel. 0677591926 -
0670452452 Fax 0677206060
http://www.cobas.it e-mail : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

ATESIA : NO AI LICENZIAMENTI,
BASTA CON LA PRECARIETA’

Il 22 luglio Atesia – GRUPPO COS - ha licenziato 4 lavoratrici/tori del
Collettivo Autorganizzato "Precari di Atesia" che da diversi mesi sta
conducendo una durissima battaglia per uscire dall’incubo della precarietà
a vita rivendicando la stabilizzazione del posto di lavoro.

Il 30 settembre prossimo scadranno i contratti di collaborazione per tutto
il personale che da anni ormai lavora in condizione di precarietà. I
LAVORATORI E LE LAVORATRICI DI ATESIA con le LORO LOTTE STANNO
RIVENDICANDO LA TRASFOMAZIONE DEI CONTRATTI PRECARI in CONTRATTI A TEMPO
INDETERMINATO.

Azienda e Sindacati Confederali di categoria invece vogliono applicare un
accordo sottoscritto a MAGGIO 2004 e già in vigore a TELECONTACT CENTER
del gruppo Telecom. Un accordo che non stabilizza il posto di lavoro,
prevede l’applicazione piena della LEGGE BIAGI e soprattutto stipendi da
fame ( a seconda dei contratti si va dai 360 a 520 euro lordi).

Atesia è una azienda che ha una lunghissima storia di sfruttamento del
precariato
Ereditata da TELECOM ITALIA al momento della fusione con STET, per decenni
ha sfruttato giovani e non tramite le Co.Co.Co. Nel mese di maggio 2004
viene decisa la cessione a Telecontact Center spa (100% Telecom Italia)
delle attività, e del personale, di gestione delle chiamate verso il 187
commerciale e la vendita dell’80% di ATESIA (che continua a gestire
attività del call center 119 per TIM, oltre altre attività di call center)
al gruppo COS dell’imprenditore ALBERTO TRIPI.
Si calcola che dalla sua nascita in ATESIA siano transitate oltre 25.000
persone.

L’accordo sottoscritto a Maggio 2004 e applicato in Telecontact Center dal
primo gennaio 2005 viene spacciato dai sindacati confederali come un
accordo che stabilizza i rapporti di lavoro… In pochi mesi questa “verità”
si è miseramente sgretolata, dal primo gennaio 2005 mediamente 2 PERSONE
AL GIORNO si licenziano per le paghe da fame, gli orari che non permettono
altre attività e le condizioni disumane… Ritrovarsi con un contratto di
apprendistato, d’inserimento osomministrazione dopo 2 – 3 – 5 anni di
lavoro al Call Center è una bella Beffa!
Per questo negli ultimi mesi i lavoratori di Atesia si sono ribellati,
togliendo ogni legittimazione a CGIL CISL UIL e organizzandosi in prima
persona.

La forza della loro lotta, l’adesione compatta ai loro scioperi, la
solidarietà ricevuta da altri lavoratori precari e dalle strutture di base
di altre aziende di Roma fa paura perché mette in discussione l’intero
MODELLO DELLA FLESSIBILITA’ e pone con FORZA il problema della DEMOCRAZIA
SINDACALE, cioè di chi è rappresentativo degli interessi dei lavoratori.

Per questa loro determinazione SONO STATI ATTACCATI FRONTALMENTE dai
sindacati di categoria SLC e NIDIL/CGIL, FISTEL/CISL, UILCOM e CPO/UIL con
dei comunicati ignobili in cui vengono accusati di violenza, di essere
pagati dall’azienda, di essere “guidati” da forze esterne.
Non ci stupiscono, nel settore delle telecomunicazioni l’assoluta sintonia
tra SINDACATI E AZIENDE è
collaudata da tempo: l’accordo del maggio 2004 è solo l’ultimo gioiello
della loro “storia d’amore”, possiamo ricorda l’infame rinnovo del CCNL
del 2000, gli accordi con Telecom Italia dello stesso anno per la
cassaintegrazione e mobilità, gli accordi e/o l’incompresibile passività
sulle esternalizzazioni di finti rami di azienda, l’assordante silenzio in
merito allo smantellamento di tutto il comparto informatico di Telecom
Italia. Per questi signori i diritti di chi lavora sono merce di scambio
per continuare a cogestire il FONDO TELEMACO, l’ASSILT, il CRALT e
mantenere distacchi e centinaia di migliaia di ore di permessi sindacali.

CHIEDIAMO IL REINTEGRO DEI LICENZIATI
LA FINE DELLA PRECARIETA’, IL TEMPO INDETERMINATO PER TUTTI
QUESTI SONO GLI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE ENTRO IL 30 SETTEMBRE

Roma 26-07-05
CONFEDERAZIONE COBAS
 

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