Chi dà fuoco ai clochards di Roma ?
| Movimento |
CHI INCENDIA BARACCHE E GIACIGLI DEI SENZATETTO?
SENZA FISSA DIMORA: 30 MORTI IN SEI MESI A ROMA. 27 UOMINI E 3 DONNE
SONO TANTI, TROPPI PER LA CAPITALE, CULLA DEL DIRITTO E DELL'ACCOGLIENZA
A Roma sono 30 le vittime tra clochard e senza tetto negli ultimi sei mesi.
La maggior parte sono morti di stenti e di malattie.
Una parte ha perso la vita, o ha rischiato la vita, in misteriosi incendi
dove forse non si è indagato abbastanza.
Durante l'inverno quasi sempre si è parlato di stufette elettriche, di
sigarette accese che hanno causato incendi provocando la morte di clochard
giovani e meno giovani a volte non identificabili perchè in stato di
decomposizione o carbonizzati.
Ma siamo proprio sicuri che siano state le stufette?
L'incendio di Ponte Salario di sabato scorso, ad esempio, è avvenuto durante
una notte stellata dalla temperatura mite e in questo caso, almeno, di
stufette non si potrà parlare.
Ripercorrendo all'indietro le cronache, vengono in mente alcuni dei tanti
episodi rimasti senza successivi chiarimenti:
Villa Carpegna: il 29 gennaio 2007 Josefsz Sudi, ungherese di 44 anni, viene
trovato morto semicarbonizzato dietro un albero.
Torpignattara: 9 dicembre 2006 ustionato sul 90 per cento del corpo un
clochard che viveva nella zona. La sua baracca aveva preso fuoco.
Trionfale: il 26 novembre scorso una clochard polacca di circa 50 anni si è
svegliata con gli abiti in fiamme e la panchina sulla quale dormiva
trasformata in un tizzone incandescente. Ha rischiato di fare una brutta
fine ma, per fortuna è stata salvata dai vigili del fuoco.
Ostia: il 26 agosto 2006 4 barboni picchiati con bastoni e spranghe nel
cortile della parrocchia Regina Pacis
Ostia: anno 2004, Yan M. di 48 anni, di nazionalità polacca che viveva in
un'auto in via dei Pallottini si è svegliato avvolto dalle fiamme ma solo
dopo più di un'ora, martoriato dalle ustioni, ha avuto il coraggio di
denunciare ciò che gli era successo: qualcuno avrebbe tentato di dargli
fuoco.
Il dubbio rimane e l'interrogativo è d'obbligo: In quelle occasioni e in
altri episodi simili si sono mai trovati i responsabili?
Ci sarà qualcuno che dopo l'ultima ennesima tragedia di Ponte Salario avrà
voglia di indagare fino in fondo?
SENZA FISSA DIMORA: 30 MORTI IN SEI MESI A ROMA. 27 UOMINI E 3 DONNE
SONO TANTI, TROPPI PER LA CAPITALE, CULLA DEL DIRITTO E DELL'ACCOGLIENZA
A Roma sono 30 le vittime tra clochard e senza tetto negli ultimi sei mesi.
La maggior parte sono morti di stenti e di malattie.
Una parte ha perso la vita, o ha rischiato la vita, in misteriosi incendi
dove forse non si è indagato abbastanza.
Durante l'inverno quasi sempre si è parlato di stufette elettriche, di
sigarette accese che hanno causato incendi provocando la morte di clochard
giovani e meno giovani a volte non identificabili perchè in stato di
decomposizione o carbonizzati.
Ma siamo proprio sicuri che siano state le stufette?
L'incendio di Ponte Salario di sabato scorso, ad esempio, è avvenuto durante
una notte stellata dalla temperatura mite e in questo caso, almeno, di
stufette non si potrà parlare.
Ripercorrendo all'indietro le cronache, vengono in mente alcuni dei tanti
episodi rimasti senza successivi chiarimenti:
Villa Carpegna: il 29 gennaio 2007 Josefsz Sudi, ungherese di 44 anni, viene
trovato morto semicarbonizzato dietro un albero.
Torpignattara: 9 dicembre 2006 ustionato sul 90 per cento del corpo un
clochard che viveva nella zona. La sua baracca aveva preso fuoco.
Trionfale: il 26 novembre scorso una clochard polacca di circa 50 anni si è
svegliata con gli abiti in fiamme e la panchina sulla quale dormiva
trasformata in un tizzone incandescente. Ha rischiato di fare una brutta
fine ma, per fortuna è stata salvata dai vigili del fuoco.
Ostia: il 26 agosto 2006 4 barboni picchiati con bastoni e spranghe nel
cortile della parrocchia Regina Pacis
Ostia: anno 2004, Yan M. di 48 anni, di nazionalità polacca che viveva in
un'auto in via dei Pallottini si è svegliato avvolto dalle fiamme ma solo
dopo più di un'ora, martoriato dalle ustioni, ha avuto il coraggio di
denunciare ciò che gli era successo: qualcuno avrebbe tentato di dargli
fuoco.
Il dubbio rimane e l'interrogativo è d'obbligo: In quelle occasioni e in
altri episodi simili si sono mai trovati i responsabili?
Ci sarà qualcuno che dopo l'ultima ennesima tragedia di Ponte Salario avrà
voglia di indagare fino in fondo?




