Aggressione alla controparata di Roma
| Movimento |
Cominciava a questo punto un’assurda e estenuante trattativa, con
l’intervento del capo della Digos Giannini e di parlamentari come
Giovanni Russo Spena del PRC. Nonostante fosse evidente che la
maggioranza dei funzionari in piazza ritenessero pretestuoso il blocco,
dalla Questura, e assai più probabilmente dal Ministero degli Interni,
venivano diktat netti. Dopo un’ora di sosta, i manifestanti, vista
l’inutilità di
continuare la trattativa, decidevano di chiudere la manifestazione a
Testaccio e, fatto girare il camion con l’amplificazione, si avviavano
verso la piazza principale del quartiere per concludere con un comizio
di protesta l’iniziativa.
Carabinieri e poliziotti abbandonavano rapidamente le precedenti
postazioni e bloccavano ogni via di spostamento, circondando i
manifestanti. Alle forti proteste di questi ultimi, partiva una violenta
carica durante la quale si distingueva in particolare un gruppetto di
energumeni con la divisa di carabinieri che pestavano brutalmente
Gualtiero Alunni, assessore PRC al VIII Municipio (ricoverato con una
seria ferita al S.Camillo) e altri tre manifestanti che preferivano non
farsi ricoverare. Arrestavano poi anche un manifestante, rilasciato
qualche ora dopo.
Ed ora apprendiamo che la Questura fornisce una versione spudorata ed
ignobile dell’accaduto, in cui i manifestanti avrebbero addirittura
aggredito polizia e carabinieri, ferendo alcuni agenti. Ci sono
centinaia di testimoni, fotografi, giornalisti, assessori, deputati,
consiglieri regionali e provinciali, ma anche una decina di funzionari
di PS che possiamo indicare con nomi e cognomi, in grande imbarazzo di
fronte alle decisioni del Ministero degli interni e della Questura
centrale, che sanno benissimo come sono andate le cose e la cui omertà
ci appare
particolarmente disgustosa.
Il significato politico di tutto ciò ci pare evidente: Pisanu ha deciso
di dare una lezione pesante, di qui alle elezioni, alla sinistra
antagonista e alternativa ed ha pensato oggi di potere infierire, vista
l’assenza dalla manifestazione di varie componenti del movimento
pacifista. In più governo e opposizioni compiacenti, che sanno benissimo
che il 70% degli italiani vuole il ritiro delle truppe dall’Iraq, hanno
creato il clima in cui Pisanu e Questura hanno pensato di impedire che i
manifestanti “contaminassero” le migliaia di cittadini accorsi a vedere
la
parata-spettacolo.
Adesso vedremo se ci sarà da parte del centrosinistra almeno la condanna
di questa violenza e dell’arbitrio ultra-autoritario di chi decide quali
striscioni possiamo portare ai cortei e quali no. Trarremo le nostre
conclusioni e decideremo le prossime iniziative di protesta martedi 7
giugno alla Sala della Provincia a Roma alle ore 17.
Piero Bernocchi Confederazione Cobas




