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oltre l'emergenza

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Movimento
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

CIRCOLO "NESTOR CERPA CARTOLINI"

AZIENDA OSPEDALIERA "V. MONALDI" NAPOLI

http://digilander.libero.it/prcmonaldi           e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

A TUTTI  I COMPAGNI DELLA SANITA' E NON SOLO

 
 La straordinaria manifestazione del 9 giugno a Roma  e l' iniziativa filogovernativa di piazza del Popolo ha messo in  evidenza un ulteriore  elemento allarmante per quanto   riguarda i rapporti a sinistra e più in generale dei movimenti.

Un fatto eclatante che ha creato uno spartiacque da cui emergono elementi di riflessioni che danno vita ad un ragionamento politico senza avversioni.

Una fase difficile non solo per Rifondazione ma per milioni di lavoratori, pensionati, casalinghe, precari, parasubordinati,studenti.

 A Roma  hanno manifestato quelli che da  Genova, hanno maturato  una nuova idea di come arginare i mali del  capitalismo e le politiche guerrafondaie degli stati imperialisti che con la  loro organica alleanza  sono  sempre più aggressivi e determinati a  impoverire  per i loro profitti  le masse popolari  di tutto il pianeta.

Rifondazione comunista in questo tormentato decennio ha rappresentato il più alto punto di riferimento  per tutti coloro che vivono sulla propria pelle il saccheggio e lo sfruttamento  del capitale e lottano  contro  gli effetti devastanti della mercificazione e l'annientamento sociale.

Molti sono gli   interrogativi che ancora hanno bisogno di risposte concrete.

Come   armonizzare  "contenimento e radicalizzazione" ?

Questo  alla luce dei mutamenti che hanno caratterizzato la politica del PRC a causa della partecipazione al governo Prodi .

Come conciliare  la richiesta dei movimenti con l'etica moderata del gruppo dirigente in una fase che per la sua sussistenza non chiede moderazione ma risarcimento sociale?

SIAMO  convinti  che contro la radicalizzazione e la passione della politica si erge la noia rassegnata della moderazione.

Ciò è vero soprattutto in questa fase dove le ragioni di rango ,le ragioni economiche ,le ragioni religiose non hanno nessuna attenzione per quelle sociali ma  mirano al trionfo dell'individualismo la cui logica sta trovando   estensione anche  nella   nostra cultura.

È la crisi della politica che con il suo carattere di fondo investe nell'onda lunga della globalizzazione  capitalistica,   l'individualismo,con i propri processi di accentramento delle competenze e dei poteri, modella il suo spirito cannibale e sfama l'antipolitica.  Le lobby economiche e i grandi gruppi finanziari  trovano le loro alleanze tra  i leaders dei partiti, i quali senza pudore sgomitano nella mischia e fanno sfregio della legittima lotta dei movimenti

Lo scetticismo e la rassegnazione stanno caratterizzando il quotidiano. Non si viene fuori se non si mettono al centro le nuove relazioni sociali e il conflitto sociale per dare una risposta immediata alle inadempienze e l'incapacità.   Avviare   politiche sociali  condivise, che riescano a coinvolgere tutti i cittadini per la costruzione di un nuovo stato sociale., oggi è il prioritario obbiettivo.

Una opportuna discussione senza reticenze sulle nostre difficoltà e inefficienze non oscura tutto quello di positivo abbiamo fatto. I Movimenti sono stati il tassello principale dell'uscita dalla crisi, la scelta del nostro partito di interagire  è stata una scelta strategica importante, anche la partecipazione al governo se diventa condizionante. Questa discussione si rende  oggi utile perché è centrale la nostra elaborazione di critica al potere, occorre quindi ricomporre l' incrinatura per essere in grado di incidere sull'efficacia delle nostre prossime iniziative

L'  imminente futuro troverà il  PRC ad affermare la sua ragione di fondo  non solo nel Documento di programmazione economica finanziaria e nella travagliata trattativa  sulle pensioni ma anche nelle risposte immediate da dover dare in una direzione di marcia già delineata. Senza  scorciatoie perché sono  risposte emergenziali per riconquistare i futuri consensi .

 

Per dare vigore    è necessario non limitarsi a esaminare solo argomentazioni nazionali che possono sicuramente  generare ipotesi rischiose e controproducenti ma avviare anche processi di fondo,che in una o nell'altra direzione possono innestare rapporti sociali ben saldi e sicuramente possono  determinare il recupero  e produrre un avanzamento complessivo nel tessuto civile.

Per esempio lanciare una  discussione sulla partecipazione  ai governi della nostra  regione, le cui  politiche  hanno determinato guasti irreversibili,  pregiudicando il già   fragile tessuto economico sociale e culturale. Criminalità, disoccupazione, ambiente emergenze sociali, patologie endemiche come quella della sanità che sembra omologarsi  ad un'immensa borsa finanziaria, incentrata su tabelle che segnalano quotazioni   deficit e piani di rientro. I nodi del servizio sanitario  campano  sono inevitabilmente  giunti al pettine. In questo mese c'è il concreto rischio che i cittadini siano ulteriormente vessati per la riduzione dei servizi. È la fine di una gestione assessorale  che ha illuso in questi anni di poter ridare efficienza ed economicità al sistema sanitario regionale .

La nota emanata dall' assessorato (07/06/07)  obbliga le Direzioni Generali delle Aziende ospedaliere e  ASL a ridurre ulteriormente i fondi aziendali per far fronte all'immane deficit perpetrato da anni dallo stesso assessore, nella sua vecchia  responsabilità come direttore generale della più grande Asl d'Italia e nella nuova come assessore alla sanità.

Il piano di rientro del deficit economico sanitario stabilito dall'accordo stato-regioni ha messo in risalto le celate politiche nefaste praticate da irresponsabilità gestionali di questa regione.
Un piano regionale quello della  Delibera n. 574 del 30 marzo che gli stessi sindacati considerano" iniquo e incostituzionale", che colpisce i cittadini e i lavoratori: "I primi, con le accise sulla benzina, le aliquote Irap ed Irpef, (le più alte d'Italia) e i ticket sui farmaci. I lavoratori, invece, con un taglio netto al numero dei loro posti di lavoro". il risultato di oltre otto anni di mala-amministrazione della sanità campana caratterizzata da una  gestione di feudi e orticelli politici". Si utilizza la Conferenza Stato-Regioni per assicurarsi un alibi, uno scaricabarile immondo, per dimostrare che la decisione è sovraregionale . La carenza di personale  con  il blocco del  tourn-over mina la già precaria  assistenza e fa  aumentare ulteriormente  i ritmi di lavoro.

Infine, il famoso balzello dei  ventiduemila  Operatori socio sanitari la cui  formazione privata incoraggiata dall' Assessorato alla Sanità Campana è stata un vero e proprio business.

In questo quadro di abbandono viene foraggiata la lottizzazione che investe tutti.

Queste sono e resteranno  logiche di  potere che usurpano altre logiche come quelle basate sull'autonomia della competenza, la trasparenza e i valori professionali. Nomine e compiti per i quali sarebbero necessarie attitudini,conoscenze,esperienze, intelligenza, abilità, non vi è nessun controllo su tutto questo, si mira solo a premiare appartenenze di partito, portaborse, assicurarsi fedeltà ai poteri forti come  le lobby accademiche, massoniche,cattoliche e familiari. L'attività intramoenia praticata ormai senza nessun controllo e scrupolo, si  utilizzano attrezzature elettromedicali  e strutture pubbliche si ignorano spudoratamente le lunghe liste d'attesa ordinarie.

 

L'epilogo è allucinante in questa città si continua a morire cadendo dalla barella in un reparto. Ormai si è perso il senso del limite e il confine fra l'immaginario e il reale è sempre più sottile. Bisogna comprendere se in questo muro ci sono crepe che lascino intravedere un  percorso che stimoli il nostro presente angosciante.

 

Come sempre noi compagni ci siamo opposti a questo stato di cose e così ci opporremo per rilanciare con urgenza una   discussione che riesca a fare massa critica  e ad  investire altri compagni,  lavoratori,cittadini ,  associazioni,sindacati e partiti di quella sinistra che con noi  sfidano le forze conservatrici di rango di questa martoriata regione Campania.
 

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