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SORTINO (Siracusa): la Cgil provoca lo Slai Cobas

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Movimento
COMUNICATO STAMPA

La Cgil muove pesanti contestazioni.
lo Slai amareggiato preferisce non raccogliere le provocazioni

«Siamo molto sorpresi delle contestazioni mosse nei nostri confronti dalla Cgil, ma preferiamo non raccogliere le provocazioni», dice Orazio Calì dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas. Il riferimento è alle dichiarazioni fatte da Enrico Tamburella, responsabile della Cgil, e da Nello Cavarra pubblicate sui quotidiani “La Sicilia” e “Gazzetta del Sud” del 18 luglio 2006 che testualmente recitano: Il rappresentante dei Cobas ha fatto una richiesta demagogica e strumentale chiedendo l’assunzione a tempo indeterminato degli otto lavoratori Lpu (lavoratori di pubblica utilità) che prestano servizio al Comune di Sortino”, in provincia di Siracusa, definendo, inoltre, l’assunzione a tempo indeterminato, proposta dallo Slai Cobas, “quanto mai improbabile”.

“Da parte nostra – aggiunge Calì – non c’è stata alcuna interpretazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 febbraio 2006 ma solo una richiesta a porre fine all’annoso problema del precariato, adoperandosi a tutti i livelli, dal sindaco agli organi regionali, per trovare una soluzione di vera stabilizzazione per questi precari”. Anche di recente in tanti altri Comuni siciliani molte amministrazioni comunali hanno provveduto ad assumere i propri precari a tempo indeterminato. Non va inoltre dimenticato che i lavoratori socialmente utili sono disciplinati da leggi speciali e quindi spesso si applica una deroga alle normative generali. “

E con riguardo alle accuse mosse allo Slai Cobas insorge Luigi Mangano, coordinatore provinciale dello Slai Cobas di Siracusa: «Non tolleriamo questo tipo di critiche considerato che la Cgil è stata sempre assente e non si è mai occupata del problema del precariato». Mangano chiarisce ancora: «Non c’è mai stato alcun accordo tra gli operai Lpu e la Cgil circa la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato, per cinque anni, anzi tutti i lavoratori dopo le false promesse dei sindacati e dell’amministrazione comunale hanno chiesto al sindaco di seguire la vicenda di persona. E a tal proposito va chiarito che sono stati i lavoratori, e non la Cgil, a prendere un appuntamento col dirigente della regione, dottor Sapienza, per avere lumi sulla vicenda e lì abbiamo appreso dell’intenzione di stipulare contratti per cinque anni». «Da qui – aggiunge Mangano – soddisfatti a metà abbiamo proceduto alla costituzione dello Slai Cobas e i lavoratori hanno disdetto il tesseramento alla Cgil e hanno aderito allo Slai». «E la Cgil – dice ancora Mangano – che è sempre stata dormiente ora che fa? Si risveglia e comincia ad attaccare. Il rappresentante aziendale Cgil, Nello Cavarra, si è permesso di umiliare in malo modo i lavoratori Lpu, in presenza di dipendenti ed autorità del Comune. Da quanto detto - chiarisce Mangano – si capisce con che tipo di persone abbiamo a che fare».

«Lo Slai Cobas – aggiunge Salvo Scuderi coordinatore regionale dello Slai Cobas - sindacato formato dai lavoratori e per i lavoratori non soggiace a nessuna logica di potere gerarchico e persegue l’unico intento di tutelare i lavoratori e di arrivare alla loro stabilizzazione. Intento che persegue per tutti i precari in forza nei Comuni, nelle parrocchie e per gli Lpu. Chiede incontri con le varie amministrazioni comunali per arrivare ad una stabilizzazione dei precari e invita al tavolo della discussione tutte le forze politiche e sindacali. E’ grave il comportamento del rappresentante sindacale della Cgil e si sta valutando la possibilità di sporgere nei suoi confronti una denuncia cautelativa».

Catania 20/07/2006
Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
(Orazio Calì)
 

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