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diritti sindacali, fincantieri ...

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Movimento

29-1-2011 COMUNICATO STAMPA -

Da anni portiamo avanti un duro lavoro di vertenze e denunce sulle infami
condizioni di lavoro e sulla decurtazione salariale ed estorsioni, in un
clima mafioso di ricatti e minacce, dei lavoratori degli appalti e
subappalti di Marghera di Fincantieri (e non solo, ma anche di numerose
cooperative fasulle che si giovano di leggi fatte anche dal
"centrosinistra") - Da molti mesi chiediamo inutilmente alle forze sociali
di prendere posizione e di darci una mano ad organizzare una conferenza
sullo schiavismo in fabbrica a Marghera - La risposta dei padroni è di
ulteriore attacco ai diritti sindacali, di licenziamenti politici, di
tentare di isolare la sinistra operaia unendo padroni, partiti e sindacati
confederali a "normalizzare" la realtà anomala dei Cobas e la realtà anomala
della FIOM. Ora scoppia il bubbone Fincantieri. E' vero che anche un anno fa
solo la CISL prese posizione a favore delle ns.denunce in una serie di
articoli usciti sulla "Nuova Venezia", ma furono solo parole.

Sul Gazzettino di Venezia di oggi: "La Cisl entra duro sulla Fiom: 'Basta
ipocrisie - fanno finta di non vedere lo sfruttamento dei lavoratori nel
sistema degli appalti di Fincantieri a Marghera" - (intervista a Gianni
Fanecco, segretario dei metalmeccanici Cisl di Venezia) La CISL di Marghera
attacca la FIOM (fatalità adesso che c'è la questione dell'accordo FIAT),
con contenuti in parte esatti (che la situazione in Fincantieri a Marghera
sia di una gravità tale da fare invidia agli imprenditori che operano in
Cina) ma strumentalmente per colpire la lotta sui diritti sindacali. La CISL
dovrebbe ricordarsi che anche nel circondario veneziano non è del tutto
coerente al rispetto dei diritti sindacali il suo comportamento: esempio
quanto accaduto nel corso del 2009 alla San Benedetto con il ns.Sindacato.
Ma non è questo il punto. Se alla CISL stanno a cuore le condizioni dei
lavoratori degli appalti perché non ha mosso le sue influenti relazioni per
portare alla cittadinanza la ns.proposta di una conferenza cittadina sullo
schiavismo in fabbrica ove partecipino i cittadini di Venezia e Mestre e gli
operai bengalesi e delle altre nazionalità in Fincantieri ? -

A latere dello sciopero dei metalmeccanici, un'altra azione inutile ai fini
della lotta degli operai. Tre buste esplosive spedite a casa di dirigenti
della PetroVen. Se ci sono cose che non vanno (e sicuramente è così),
l'unica strada è costruire un Cobas anche alla PetroVen, solo con i Cobas si
possono determinare condizioni e lotte di difesa opportune. L'attacco oggi
deve essere generale alla politica padronale e confederale diretta a colpire
la Costituzione e lo Statuto dei Lavoratori e a dare riconoscimento alla
inviolabilità dei diritti sindacali e politici. E deve essere di massa e non
"di nascosto". Questa nostra posizione la ribadiamo un anno dopo analoghi
episodi che scimmiottano cose ben più serie avvenute in passato. Le realtà
cambiano e così le forme di lotta, che però devono essere coerenti allo
scopo di liberazione dallo sfruttamento, e non un indiretto aiuto a lasciare
tutto come prima.

Coordinamento provinciale di Venezia di Slai Cobas per il Sindacato di
Classe.

 

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