Slai Cobas Sicilia: 700 Asu rimasti senza contratto manifestano sotto la Prefettura
| Movimento |
SLAI COBAS SICILIA
COMUNICATO STAMPA
700 L.S.U. rimasti senza contratto di diritto privato
chiedono alla Regione di intervenire
Sono circa settecento i lavoratori socialmente utili provenienti dal bacino dell’ex art. 23 rimasti senza un contratto di diritto privato. Gli enti presso cui prestano servizio non hanno proceduto alla stabilizzazione a ventiquattro ore settimanali prevista dalla legge n° 16 del 2006 e di conseguenza non hanno presentato alla Regione la richiesta per i ottenere i finanziamenti regionali previsti per la stipula dei contratti di diritto privato. “Dopo ben diciotto anni di precariato – dice Orazio Calì dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas - settecento persone si ritrovano ancora sul lastrico”.
Qualche giorno fa una delegazione dello Sla Cobas ha incontrato il dirigente dell’assessorato regionale al lavoro Gaspare Lo Nigro cha ha proposto agli stessi lavoratori di cercare l’ente disposto a stipulare i contratti di diritto privato. “Ma ciò è assurdo – afferma Calì – soprattutto per le province di Caltanissetta e Agrigento dove non ci sono enti che sono disposti a stipulare i contratti di diritto privato”. Ma i lavoratori dimostrano di avere le idee chiare e chiedono che la Regione inserisca nei propri ruoli i lavoratori rimasti esclusi dal processo di stabilizzazione.
Intanto i lavoratori non stanno ad aspettare e già a partire da venerdì 27 aprile manifesteranno con un presidio sotto la Prefettura di Catania. “Chiediamo al Prefetto – afferma Salvo Scuderi, coordinatore regionale dello Sali Cobas – di giungere ad una mediazione con gli enti preposti ai fini dell’individuazione di altri enti in cui i lavoratori esclusi possano spendere la dote finanziaria posseduta”. Se la Regione non interverrà nei prossimi giorni, questi lavoratori non solo a partire dal prossimo 2 maggio non avranno un contratto di lavoro ma rischiano di non percepire neanche il sussidio corrisposto agli Asu e di perdere i benefici giuridici ed economici previsti dalle normative vigenti. Se tutto dovesse tacere tra il 3 e il 4 maggio prossimo la protesta si sposterà a Palermo, sotto la Presidenza della Regione. La richiesta dei lavoratori è chiara: chiedono che entro il mese di maggio anche i settecento lavoratori rimasti esclusi siano anch’essi stabilizzati con un contratto di diritto privato.
Catania 25/04/2007
Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
Orazio Calì
COMUNICATO STAMPA
700 L.S.U. rimasti senza contratto di diritto privato
chiedono alla Regione di intervenire
Sono circa settecento i lavoratori socialmente utili provenienti dal bacino dell’ex art. 23 rimasti senza un contratto di diritto privato. Gli enti presso cui prestano servizio non hanno proceduto alla stabilizzazione a ventiquattro ore settimanali prevista dalla legge n° 16 del 2006 e di conseguenza non hanno presentato alla Regione la richiesta per i ottenere i finanziamenti regionali previsti per la stipula dei contratti di diritto privato. “Dopo ben diciotto anni di precariato – dice Orazio Calì dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas - settecento persone si ritrovano ancora sul lastrico”.
Qualche giorno fa una delegazione dello Sla Cobas ha incontrato il dirigente dell’assessorato regionale al lavoro Gaspare Lo Nigro cha ha proposto agli stessi lavoratori di cercare l’ente disposto a stipulare i contratti di diritto privato. “Ma ciò è assurdo – afferma Calì – soprattutto per le province di Caltanissetta e Agrigento dove non ci sono enti che sono disposti a stipulare i contratti di diritto privato”. Ma i lavoratori dimostrano di avere le idee chiare e chiedono che la Regione inserisca nei propri ruoli i lavoratori rimasti esclusi dal processo di stabilizzazione.
Intanto i lavoratori non stanno ad aspettare e già a partire da venerdì 27 aprile manifesteranno con un presidio sotto la Prefettura di Catania. “Chiediamo al Prefetto – afferma Salvo Scuderi, coordinatore regionale dello Sali Cobas – di giungere ad una mediazione con gli enti preposti ai fini dell’individuazione di altri enti in cui i lavoratori esclusi possano spendere la dote finanziaria posseduta”. Se la Regione non interverrà nei prossimi giorni, questi lavoratori non solo a partire dal prossimo 2 maggio non avranno un contratto di lavoro ma rischiano di non percepire neanche il sussidio corrisposto agli Asu e di perdere i benefici giuridici ed economici previsti dalle normative vigenti. Se tutto dovesse tacere tra il 3 e il 4 maggio prossimo la protesta si sposterà a Palermo, sotto la Presidenza della Regione. La richiesta dei lavoratori è chiara: chiedono che entro il mese di maggio anche i settecento lavoratori rimasti esclusi siano anch’essi stabilizzati con un contratto di diritto privato.
Catania 25/04/2007
Per l’esecutivo nazionale dello Slai Cobas
Orazio Calì




