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Indesit in lotta per il lavoro

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Disoccupati a casa nostra?



È questo il futuro che si prospetta per tanti lavoratori a Bergamo e più in generale in Lombardia dopo mesi di cassa integrazione con stipendio da fame (“abbiamo meno cassa ma siamo alla vigilia di più licenziamenti” è il commento del segr. Reg. Cisl Petteni sui dati di giugno).

Mentre per i più “fortunati” l’alternativa sarebbe di accettare il lavoro sotto ricatto con ancora più flessibilità della turistica e perdita dei diritti acquisiti, con riorganizzazioni nei reparti e aumento dei carichi di lavoro, ma senza nessuna sicurezza per il futuro degli stabilimenti.



In questo contesto l’esempio del massiccio No degli operai della Fiat di Pomigliano (circa il 40%) è un segnale importante per tutta la classe operaia, per rialzare la testa contro i piani dei padroni che cercano di uscire dalla crisi senza pagarne i costi ma anzi rafforzati.



Non è possibile che un’azienda, appena vede che i suoi utili scendono dopo che per anni ha spremuto gli operai e ha raggiunto record produttivi (1milione di lavatrici alla Indesit di Brembate o come anche alla Tenaris Dalmine), abbia la faccia tosta di annunciare licenziamenti e chiusure delle fabbriche aumentando lo sfruttamento per mantenere alti i profitti.



Per l’unità dal basso degli operai contro i piani dei padroni

Costruiamo la forza necessaria con il sindacato di classe diretto dagli operai con i comitati di base in fabbrica

Per far pagare la crisi ai padroni che l’hanno generata con la sovrapproduzione delle merci e lo sfruttamento operaio.



SI AL LAVORO, NO AI RICATTI

l’accordo Fiat danneggia anche te

NO fascismo padronale e schiavitù operaia

NON vogliamo tornare indietro di 50 anni





Slai COBAS per il sindacato di classe

SEDE via Bonomelli 9 Bergamo  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   335-5244902



visita il canale video  http://www.youtube.com/user/cobasinforma

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