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Le foto del capoDANNO sotto il carcere

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Cento persone che gridano il proprio no sotto le mura di un carcere non
sono cosa di tutti i giorni; se poi lo fanno a Capodanno, con 3 gradi
sottozero, e 60 sbirri torvi e astiosi che li osservano l'occasione
assume un significato particolare.
Qui a Forlì (ma è lo stesso ovunque, in Italia e nel mondo) di carcere
non si parla.
Di carcere si vaneggia. E solo quando ci scappa il morto.
Allora gli zombi escono dalle cripte (leggi: sedi di partito e redazioni
di giornali) per andare a caccia di sangue fresco. Chissà mai che non
riescano a portarsi a casa qualche voto o a vendere qualche copia in
più della carta straccia che osano chiamare "quotidiano".
E che dire della feccia che nei giorni scorsi ha gridato all'amnistia?
Quell'ammucchiata di cialtroni sapeva benissimo che nessuno, a 4 mesi
dalle elezioni, avrebbe accolto seriamente la loro proposta; eppure ha
continuato imperterrita per la propria sporca strada, creando infondate
aspettative molto, molto pericolose, soprattutto per quei prigionieri
che hanno affidato le loro ultime speranze all'iniziativa di quella
gentaglia.
Dopo sei mesi di (difficili) presidi sotto le mura del carcere Giùmura
giùbox ha tentato, come già fanno altri gruppi che lottano contro il
carcere e la società carceriera e carcerata, la strada del capodanno
sotto il carcere ottenendo un bel risultato.
E non parliamo solo delle numerose presenze, dell'atmosfera felicemente
combattiva e incazzata, del ritrovare vecchi amici e del conoscerne di
nuovi.
Il capodanno sotto quelle mura ci ha confermato quello che pensiamo da
tempo: di là dai proclami roboanti e minacciosi, facili slogans che
costano poco o nulla, e dei convegni per addetti lavori, cortocircuiti
logici per cui chi lavora dentro e sul carcere non ottiene altro
risultato che quello di legittimarlo, puntare il riflettore sul carcere
in ogni momento delle nostre giornate è l'unico strumento (almeno per
il momento, almeno per noi) che abbiamo per stimolare attenzione e
interesse su quel mostruoso alibi che induce le persone a pensare di
essere, nonostante tutto, libere.
Lottare contro il carcere può apparire (e a volte viene vissuto) come un
compito gravoso e inane; è vero che la voglia di continuare viene data
dall'ignobile spettacolo che ci offre questa società; ma chi si è
fermato con noi, chi è venuto a fare un semplice saluto, chi è passato
suonando il clacson, chi non è venuto solo perché non poteva, chi non è
venuto e poi se n'è rammaricato ha dato a Giumura giubox una mano non
indifferente.
Agli altri, ai servi, agli sbirri, ai pennivendoli, ai venduti, a tutti
coloro che contribuiscono a mantenere in piedi questo ignobile
baraccone che chiamano società, diciamo solo che per Giumura giubox,
nel suo piccolo e con le sue forze, questo è solo l'inizio.
http://cosmos.homelinux.net/giumura/

-- Marco Valli - http://www.filiarmonici.org - per un mondo senza galere http://cosmos.homelinux.net
 

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