Dominare Internet per dominare il globo
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Washington (USA) - Gli appassionati delle cosiddette teorie della
cospirazione occulta hanno più volte accusato gli Stati Uniti di voler
dominare l'intero pianeta attraverso l'uso di armi "stravaganti" o
addirittura "aliene": dischi volanti, cannoni Tesla, scudi spaziali. La
strategia degli Stati Uniti, stando alle rivelazioni contenute in un
documento ufficiale proveniente dal National Security Archive, potrebbe
avvalersi di tecnologie assai meno bizzarre - come ad esempio Internet e la
telefonia cellulare.
Nel documento, firmato dall'ex segretario di stato Donald Rumsfeld e
risalente al 2003, pare emergere un piano per rivoluzionare il concetto
stesso di conflitto bellico, grazie all'ausilio di attacchi informatici,
propaganda telematica iperinvasiva ed un ampio controllo delle comunicazioni
digitali. Entro il 2009, il Dipartimento di Difesa di Washington DC ha in
mente di ottenere una posizione dominante sulla scena telematica, in modo da
poter "influenzare le grandi masse nazionali ed internazionali", si legge,
"sfruttando ogni tipo di canale informativo digitale".
Affermazioni del genere sono particolarmente vaghe e potrebbero giustificare
un'infinita quantità di scenari, presenti e futuri. Ad esempio, gli Stati
Uniti potrebbero iniziare un vero e proprio assalto telematico, forse con
l'uso di attacchi DoS rivolti a tutti i sistemi informatici che ospitano
servizi utilizzati da terroristi o paesi nemici. Rumsfeld prevede un uso
estensivo di tattiche d'assalto psicologico, perpetrate via Internet, per
"disseminare informazioni fuorvianti con l'aiuto delle moderne tecnologie"
così da creare "confusione e caos".
Neil Mackay, inviato del quotidiano scozzese Sunday Herald, ha formulato un
insieme di interessanti considerazioni basate su quanto affermato da
Rumsfeld. "Nel futuro", dice il giornalista, "il controllo delle
telecomunicazioni avrà un peso determinante per le sorti di qualsiasi
conflitto". Mackay, forse ignaro del fatto che la propaganda di guerra è
antica quanto la storia dell'umanità, paventa addirittura uno scenario
apocalittico: "Gli USA, ad esempio, potrebbero impadronirsi del campo
elettromagnetico terrestre (sic) e riuscire a bloccare o modificare ogni
servizio di telefonia mobile".
Tralasciando allarmismi e giudizi avventati, l'intera vicenda getta
ulteriore luce su una realtà tanto dibattuta quanto per certi versi
angosciante: il fatto che Internet, così come tutte le moderne tecnologie di
comunicazione, costituisca una risorsa strategica non indifferente, al punto
da poter essere impiegata per determinare le sorti di un conflitto.
Di cyberwarfare si parla peraltro ormai da anni. Proprio negli Stati Uniti
sono emerse più volte accesissime polemiche sui possibili scenari di
cyberwar, in grado di coinvolgere potenze straniere come Russia, Iran e
Cina. Visto Echelon, visto il livello di sofisticazione raggiunto
dall'intelligence americana nell'intercettazione delle comunicazioni, e
avendo a disposizione un numero di satelliti militari superiore per numero
al totale di quelli di tutti gli altri paesi, difficile sorprendersi ora se
gli Stati Uniti fanno sapere, magari per mezzo di un documento del 2003, che
la guerra digitale è una via percorribile.
Tommaso Lombardi
Washington (USA) - Gli appassionati delle cosiddette teorie della
cospirazione occulta hanno più volte accusato gli Stati Uniti di voler
dominare l'intero pianeta attraverso l'uso di armi "stravaganti" o
addirittura "aliene": dischi volanti, cannoni Tesla, scudi spaziali. La
strategia degli Stati Uniti, stando alle rivelazioni contenute in un
documento ufficiale proveniente dal National Security Archive, potrebbe
avvalersi di tecnologie assai meno bizzarre - come ad esempio Internet e la
telefonia cellulare.
Nel documento, firmato dall'ex segretario di stato Donald Rumsfeld e
risalente al 2003, pare emergere un piano per rivoluzionare il concetto
stesso di conflitto bellico, grazie all'ausilio di attacchi informatici,
propaganda telematica iperinvasiva ed un ampio controllo delle comunicazioni
digitali. Entro il 2009, il Dipartimento di Difesa di Washington DC ha in
mente di ottenere una posizione dominante sulla scena telematica, in modo da
poter "influenzare le grandi masse nazionali ed internazionali", si legge,
"sfruttando ogni tipo di canale informativo digitale".
Affermazioni del genere sono particolarmente vaghe e potrebbero giustificare
un'infinita quantità di scenari, presenti e futuri. Ad esempio, gli Stati
Uniti potrebbero iniziare un vero e proprio assalto telematico, forse con
l'uso di attacchi DoS rivolti a tutti i sistemi informatici che ospitano
servizi utilizzati da terroristi o paesi nemici. Rumsfeld prevede un uso
estensivo di tattiche d'assalto psicologico, perpetrate via Internet, per
"disseminare informazioni fuorvianti con l'aiuto delle moderne tecnologie"
così da creare "confusione e caos".
Neil Mackay, inviato del quotidiano scozzese Sunday Herald, ha formulato un
insieme di interessanti considerazioni basate su quanto affermato da
Rumsfeld. "Nel futuro", dice il giornalista, "il controllo delle
telecomunicazioni avrà un peso determinante per le sorti di qualsiasi
conflitto". Mackay, forse ignaro del fatto che la propaganda di guerra è
antica quanto la storia dell'umanità, paventa addirittura uno scenario
apocalittico: "Gli USA, ad esempio, potrebbero impadronirsi del campo
elettromagnetico terrestre (sic) e riuscire a bloccare o modificare ogni
servizio di telefonia mobile".
Tralasciando allarmismi e giudizi avventati, l'intera vicenda getta
ulteriore luce su una realtà tanto dibattuta quanto per certi versi
angosciante: il fatto che Internet, così come tutte le moderne tecnologie di
comunicazione, costituisca una risorsa strategica non indifferente, al punto
da poter essere impiegata per determinare le sorti di un conflitto.
Di cyberwarfare si parla peraltro ormai da anni. Proprio negli Stati Uniti
sono emerse più volte accesissime polemiche sui possibili scenari di
cyberwar, in grado di coinvolgere potenze straniere come Russia, Iran e
Cina. Visto Echelon, visto il livello di sofisticazione raggiunto
dall'intelligence americana nell'intercettazione delle comunicazioni, e
avendo a disposizione un numero di satelliti militari superiore per numero
al totale di quelli di tutti gli altri paesi, difficile sorprendersi ora se
gli Stati Uniti fanno sapere, magari per mezzo di un documento del 2003, che
la guerra digitale è una via percorribile.
Tommaso Lombardi




