.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 16 maggio 2008 :.
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| Empoli No alle telecamere in piazza dei leoni |
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| venerdì 19 maggio 2006 | ||||||||
Empoli No alle telecamere in piazza dei leoni«Crediamo che la telecamera sia una risposta importante, insieme a controlli continui delle forze dell'ordine. Ci teniamo che piazza Farinata torni ad essere il vero salotto della città.» Filippo Sani vice sindaco di Empoli da Il Tirreno di martedì 16 maggio. Questa dichiarazione, rilasciata al termine di un incontro sulla sicurezza nel centro storico, è un chiaro esempio di come la giunta di piazza del popolo abbia ormai fatto proprie le teorie sulla legalità e sulla sicurezza tipiche della cultura della destra. Ormai abbandonata ogni pretesa di comprendere le radici sociali di certi fenomeni l'amministrazione comunale preferisce rispondere al degrado con la repressione ed il controllo sociale. Questo arretramento culturale, che porta ad uno scivolamento della sinistra riformista verso politiche di stampo tipicamente leghista(vedi lo sceriffo Cofferati a Bologna), a Empoli sembra aver raggiunto livelli ancora più sconfortanti, visto che neppure rifondazione comunista si è sentita in dovere di prendere le distanze da certi metodi. Quello che loro chiamano degrado è solo il frutto della miopia della locale classe politica che, asservita alle richieste dei commercianti, ha trasformato il centro storico da cuore della socialità cittadina a centro commerciale di lusso. Noi rifiutiamo il concetto borghese di salotto buono. Non possiamo accettare che il centro della nostra città diventi un oasi protetta dove ricche signore possano fare tranquillamente shopping, mentre le periferie vengono progressivamente trasformate in dormitori ed abbandonate a se stesse. Il disagio sociale non si combatte con la criminalizzazione e la repressione, bensì comprendendone le radici economiche e culturali e cercando di intervenire in tale direzione. È QUESTO CHE PRETENDIAMO DA UN AMMINISTRAZIONE CHE SI DEFINISCE DI SINISTRA ED A MAGGIOR RAGIONE DA QUELLE COMPONENTI CHE SI AUTODEFINISCONO COMUNISTE E MOVIMENTISTE, MA SI ASSOGGETTANO PUNTUALMENTE ALLE SCELTE SCELLERATE DEL GOVERNO LOCALE. C.S.A. INTIFADA
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