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| Monday 30 May 2005 | ||||||||
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31 maggio ore 19 Assemblea c/o slai cobas v. Rintone, 22 Perchè le lavoratrici votano SI al Referendum sulla fecondazione assistita Questa legge, stabilendo all¹art.1 il riconoscimento di tutti diritti giuridici all¹embrione al pari di una persona, e quindi mettendo sullo stesso piano un gruppo di cellule - che ha solo la potenzialità, se nasce, di essere persona - e i diritti delle donne, stabilisce di fatto che la vita delle donne vale meno dell¹embrione, e che i diritti delle donne, fino anche quelli fondamentali alla vita, alla salute, al diritto di decidere, possono essere annullati e subordinati. Ci chiediamo, se ci sarà da scegliere tra la vita di un embrione e quella di una donna, cosa si sceglierà?. Le donne in questo modo sono di fatto considerate dei semplici contenitori. E se tanto ci dà tanto, se l¹embrione è ormai considerato una persona, l¹aborto sarà un assassinio e la donna un¹omicida. Come conseguenza di questa impostazione, la legge, invece, nega ogni diritto alla donna nel decidere come e quando avere un figlio, nella difesa della salute e del proprio corpo e del suo futuro. La Legge impone che la fecondazione debba avvenire solo tra coppie sposate o al massimo conviventi e solo con gameti del proprio coniuge, negando quindi a tante coppie sterili o con gravi malattie di poter avere figli. Questa legge vieta che si producano più di 3 embrioni e che si possano congelare embrioni non impiantati, con la conseguenza che, in caso di fallimento, abbastanza probabile, la donna deve essere costretta a sottoporsi a ripetuti e difficili interventi, con ulteriori bombardamenti ormonali, con gravi conseguenze per la propria salute, fino a rischio di tumori. Nello stesso tempo la legge, con una concezione aberrante da medioevo, impone che nel corpo della donna siano impiantati contemporaneamente i 3 embrioni prodotti, anche se non fossero sani, col rischio di gravidanze plurigemellari (pericolose per la donna ma anche per i futuri bambini), e viene vietato alla donna di revocare il suo consenso all¹impianto, pur in caso di accertata malformazione grave dell¹embrione stesso. Si tratta di una legge che invece di dare, toglie, che è punitiva, che prevede pensanti sanzioni contro le donne, e i medici che stanno dalla loro parte. Questa legge, infine, è anche una legge di classe, perchè non prevede la gratuità delle tecniche nelle strutture pubbliche, stanzia pochissimi soldi, 2 milioni di Euro, mentre dà via libera alle cliniche private, con i loro costi altissimi, costringendo la maggioranza delle donne che non possono permettersi quei costi a rinunciare. I partiti, sia della maggioranza, ma anche esponenti del centrosinistra, che difendono questa legge, i massimi rappresentanti della Chiesa, Ruini, il Papa Ratzinger che stanno facendo quasi una crociata per l¹astensione per non far raggiungere il quorum, fanno un discorso profondamente ipocrita: Parlano di tutela della persona che ancora non c¹è e schiacciano la vita concreta delle persone reali, delle donne, la cui condizione di vita, di lavoro diventa ogni giorno più difficile. Si riempino la bocca di difesa delle vita, di diritti del bambino quando ancora non c¹è e si dimenticano della sua vita e dei suoi diritti appena nasce; dove sono, vogliamo chiedere, i diritti dei bambini che si ammalano e muoiono per una sanità che va sempre peggio, con costi proibitivi, o per il grave inquinamento ambientale in cui questo stistema sociale capitalista ci fa vivere (e un esempio evidente è proprio la nostra città); dove sono i diritti quando questo governo toglie il lavoro ai genitori, quando taglia i servizi sociali? Quando costringe i ragazzi a lasciare la scuola e ad essere sfruttati nel lavoro nero, quando nega ogni prospettiva di futuro certo? Ecc., ecc. Noi voteremo SI perchè la legge sulla fecondazione ma soprattutto il dibattito dei partiti, della Chiesa e della stampa che si sta sviluppando, mostrano che dietro questa legge profondamente oscurantista e reazionaria vi è un attacco più generale che vuole portare indietro la condizione generale delle donne, togliere diritti acquisiti, in primo luogo il diritto d¹aborto; perchè dietro questa legge stanno prendendo più forza concezioni clericali, maschiliste che propagandando una concezione della Œfamiglia normale¹, nascondono quella che è la famiglia concreta in cui le donne devono avere solo il ruolo di moglie e di madre, e gestire una vita che diventa ogni giorno più difficile. Noi donne lavoratrici votiamo SI per non rassegnarci, ma ribellarci e lottare contro tutto questo. Le lavoratrici Slai cobas Per avere materiale per il SI al referendum: c/o v. Rintone, 22 - 347/5301704 - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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