- Siamo Anarchici perché vogliamo la Libertà - - Siamo Comunisti perché vogliamo la Solidarietà e l’Uguaglianza -
Un gruppo di compagne e compagni che hanno militato dal 1980 ad oggi, nelle lotte sociali, sindacali di base e libertarie in Terra di Bari ed in Puglia [Collettivo Libertario Antinucleare, Collettivo "la Giungla", Gruppo "Autogestione Oggi", iniziative antimilitariste a sostegno degli obiettori di coscienza totali, gruppi di acquisto di prodotti da agricoltura biologica, partecipazione a organizzazioni sindacaliste di base (CNLS prima, USI e CIB UNICOBAS poi), sciopero nazionale generale del sindacalismo di base contro la prima guerra nel Golfo, co-fondazione dell'Associazione "ANARRES", partecipazione alla vita del Centro Sociale Occupato "Fucine Meridionali", partecipazione al Coordinamento Antagonista Pugliese, attività contro la guerra nei Balcani voluta e partecipata dal Governo Italiano, lotte nella scuola e nell'Università ecc..], hanno deciso di costituire il Gruppo Anarchico "Carlo Cafiero". Se da una parte è vero che le iniziative pratiche e le lotte contro l’autoritarismo, lo sfruttamento ed il capitalismo sono servite a conquistare diritti e una limitata libertà per i settori sociali più deboli, dall’altra parte tali iniziative praticate congiuntamente con gruppi politici e sindacali dell’area marxista - ormai praticamente tutti confluiti o che gravitano attorno a Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti italiani - sono state da questa sistematicamente strumentalizzate in termini elettoralistici e/o come cinghia di trasmissione dei partiti. Questa strumentalizzazione, in Puglia è stata definitivamente sancita sia con l’appoggio allo schieramento per l’elezione dell’”alternativo” Vendola, sia per l’elezione a livello locale di personaggi che coprono una doppio ruolo, politico in RC e sindacale nelle RdB, mentre a livello nazionale si è consumata con l’accettazione del programma di governo neo-liberista di Prodi, prima con la partecipazione alla farsa delle elezioni primarie dell’Unione e poi con il sostegno elettorale alla stessa lista che ha portato anche all’elezione di qualche “leader no-global”. Il ricompattamento elettoralistico per governi di centro-sinistra, nazionali e locali, ha di fatto affidato qualsiasi possibilità di cambiamento - sia rispetto al governo fascista di Berlusconi sia rispetto alla globalizzazione economica mondiale - alla sola delega parlamentare, facendo scomparire qualsiasi opposizione sociale e qualsiasi critica anti-capitalista ed anti-autoritaria, anche in Terra di Bari. Paradossalmente tutti quelli che si erano dichiarati a parole oppositori del sistema capitalistico, accettando il programma di Prodi, si ritrovano ormai ad assecondare il principio per cui il mercato neo-liberista e la democrazia parlamentare sono la stessa cosa. Proprio quel mercato capitalistico globalizzato per la cui difesa, e per la difesa del profitto di pochi, governi di destra e di centro-sinistr (D'Alema!!) non hanno esitato ad accettare la politica imperialistica americana della guerra continua, preventiva ed “umanitaria” nei Balcani, in Afghanistan, in Iraq, così come non hanno esitato ad emettere leggi (Turco-Napolitano, Bossi-Fini) e a costruire “lager” (vedi i CPT) per tenere lontane o imprigionare le popolazioni di migranti più povere e disperate, depredate nei loro paesi dalle potenze economiche mondiali e dal Fondo Monetario Internazionale. Lo stesso mercato capitalistico e gli stessi profitti da sostenere con leggi che hanno creato una precarizzazione insopportabile per i giovani (pacchetto Treu e legge Biagi) o il progressivo impoverimento per i salari e le pensioni. Il capitalismo globalizzato che è la causa della progressiva disumanizzazione dei rapporti sociali a livello planetario. Dopo le elezioni, “rifondati” e “antagonisti no-global” si ritrovano a braccetto con i Prodi, i D'Alema e i Rutelli, gli stessi, lo ricordiamo, che non hanno detto una parola contro i rigurgiti fascisti e nazisti che sfilavano a Milano, mentre hanno condannato, con l'aggravante dell'opportunismo elettoralistico, accompagnati dal neo-governativo Bertinotti e dallo stalinista Cossutta, le compagne ed i compagni arrestati per il loro antifascismo militante. Nei mesi e nei giorni scorsi le lotte ambientaliste a Scanzano ed in Val di Susa, l'antifascismo militante del movimento a Milano e la rivolta dei degli studenti e dei lavoratori francesi contro la precarieta’, hanno dimostrato che l’azione diretta popolare e l’autogestione delle lotte rappresentano sempre un’alternativa praticabile sia alle imposizioni autoritarie sia alle svendite della sinistra riformista. Partendo da queste riflessioni diventa evidente la necessità di riprendere con forza l’attività di propaganda e di azione diretta anarchica anche in Terra di Bari, rivolta direttamente ai settori sociali e agli individui più consapevoli e refrattari al potere in tutte le sue espressioni (Stati, Chiese, Capitale), accanto al tradizionale intervento tra i lavoratori nelle organizzazioni sindacali di base di tendenza autogestionaria e libertaria o tra gli studenti. Il riferimento a Carlo Cafiero, una delle figure più importanti del movimento anarchico italiano e per le lotte di liberazione ed emancipazione dei lavoratori e del meridione d’Italia, vuole essere un chiaro riferimento ad una fase dell’anarchismo in cui non vi era distinzione tra azione diretta rivoluzionaria e lotte di emancipazione dei lavoratori, tra lotte antiautoritarie e i tentativi di creare comuni autonomi ed indipendenti, ecc.. Il Gruppo Anarchico “Carlo Cafiero”, oltre ad essere una risposta alle diverse forme, sia da destra che da sinistra, di criminalizzazione e diffamazione del movimento anarchico e delle sue lotte, si propone di stimolare - secondo i principi libertari ed una visione di “Anarchia positiva” - la realizzazione di iniziative autonome ed autogestite nei campi più disparati, culturali e politici, collegandosi e diffondendo informazioni sulle iniziative che storicamente e nella fase attuale si rifanno all’azione diretta ed alla pratica autogestionaria, anche se non etichettabili come iniziative esclusivamente anarchiche: dalla Comune di Parigi alla Catalogna autogestita, dall’esperienza zapatista in Chiapas alle varie iniziative di autogestione in Argentina, dalle lotte contro la globalizzazione a quelle degli anarchici israeliani conto il Muro in Terra di Palestina, da Emergency ad Amnesty International, ai circuiti di informazione e comunicazione indipendente sorti in Internet, dalle lotte dei precari a quelle dei migranti, le svariate iniziative di produzioni autogestite, ecc.. Un obiettivo intermedio importante è quello di realizzare una comunità libertaria di Terra di Bari, che pratichi fin da ora rapporti sociali anarchici e comunisti e, quindi, alternativi a quelli esistenti nei sistemi capitalistici - siano essi liberali, liberisti, socialdemocratici, statalisti -o in quelli autoritari e totalitari, quali, tra gli altri, i regimi falsamente comunisti dell'est, crollati col muro di Berlino nel 1989, o la brutale Cina “capital-comunista” di oggi. Vogliamo una società in cui non ci siano più gerarchie ecclesiastiche che fomentano le guerre di religione e condizionano le libere scelte dei singoli, né burocrati di partito o apparati repressivi di uno stato che si fa chiamare patria quando scatena le guerre; vogliamo un mondo in cui non ci siano più miliardi di persone che si devono vendere come schiavi per lavorare e sopravvivere mentre pochi ricchi le sfruttano e predano le ricchezze di un intero pianeta.
Bari, 1° Maggio 2006
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