.: Italia Alternativa :.
.: giovedì 21 agosto 2008 :.
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| per l'usi dal collettivo PrecariAtesia |
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| martedì 02 maggio 2006 | ||||||||
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Il Collettivo Precariatesia legge con stupore e sgomento quello che l’Usi ha il coraggio di scrivere su questo forum. E’ chiaro che si tratta di umane miserie e debolezze umane, però a tutto c’è un limite e di certo non ci teniamo a farci prendere in giro da nessuno.
Si presentano tessendosi lodi da soli: “L'Unione Sindacale Italiana ci è sembrata vicina alle nostre posizioni di lavoratori e lavoratrici, per l'esperienza maturata nel precariato nazionale e cittadino (asili nido e scuole d'infanzia, nelle biblioteche comunali, nei canili comunali, nelle cooperative sociali).”
Non ci risulta comunque…
Notiamo con piacere che il tentativo di piazzare le bandierine su una vertenza così visibile sia stata facilmente smascherata dai compagni che frequentano il forum. Ci tenevamo però a lanciare un messaggio chiaro a tutti: non ci siamo fatti strumentalizzare da Rifondazione e di certo non lo lasceremo fare all’Usi.
Non che ci interessino i suoi successi, o quelli di rifondazione, ma in questo tentativo vediamo la minaccia di ostacolare una vertenza che, con l’appoggio dei lavoratori e delle lavoratrici, è arrivata ad un punto decisivo con la firma degli accordi tra Azienda e confederali.
I fatti: veniamo a conoscere che si è formato un comitato di lavoratori autorganizzato dentro Atesia e che chiama ad una mobilitazione verso fine maggio da svolgersi insieme a noi.
Siamo andati diverse volte a sostenere le iniziative ad Unicab convinti della giustezza del tentativo di coordinare ed unire diverse vertenze, non solo nel settore delle telecomunicazioni. Conosciamo personalmente i lavoratori unicab che ora stanno in Atesia e non capiamo quindi perché di tutto ciò non ci hanno detto nulla. Un tentativo onesto sarebbe partito dal tentativo di parlare con noi. Ricordiamo inoltre che quando abbiamo, insieme ad altre realtà, organizzato il corteo del 31 marzo ci siamo trovati di fronte prima ad una mancata adesione da parte dell’unicab e poi a quella pantomima, che da idea dello spessore dei personaggi, dell’e-mail in cui venivamo accusati di essere residui dell’autonomia operaia ed INCREDIBILMENTE di non aver contatti con i lavoratori.
Inoltre appena saputo che da Unicab alcuni lavoratori erano passati ad Atesia gestendo sempre il servizio dell’Istat avevamo proposto loro di scrivere un articolo sul nostro giornalino riguardo la situazione che stavano vivendo. Gli avevamo lasciato carta bianca ma nonostante questo non hanno voluto fare nulla. Evidentemente non è arrivata l’autorizzazione dalla famiglia. Quindi non dite sciocchezze sul coordinamento dei lavoratori perché non ve ne frega un cazzo, volete solo piazzare la vostra bandiera. Inoltre non capiamo come facciano a parlare delle assemblee seguenti all’accordo dell’11 aprile dato che non c’erano. Assoluta arroganza. Arrivate, parlate ma non sapete neanche di che state parlando: non conoscete nulla di quello che è Atesia. D’altronde che contatti avete con chi in Atesia già ci lavora? Trasferite 4 persone da Unicab e così pensate che, senza parlare con nessun lavoratore (non parliamo del collettivo ma dei 4000 operatori), di poter parlare di autorganizzazione e di mobilitazioni? Siate seri.
Richiedete almeno dei contratti a tempo determinato: state scherzando? Ma lo sapete cosa c’è dietro la vertenza Atesia? Avete letto gli accordi dei confederali e le nostre rivendicazioni? Purtroppo per voi non è che uno (o due) si svegliano la mattina e dicono adesso ci occupiamo di atesia (o di qualsiasi altro posto, è chiaro).
Siamo così tanto occupati a fronteggiare dei mostri come l’azienda, telecom, cgil, cisl e uil ed il centro sinistra che da tempo regna nelle amministrazioni locali oltre che i tentativi di strumentalizzazione, soprattutto nei periodi elettorali come questo, che ci sembra una vera perdita di tempo ed energie stare appresso ai vostri deliri. In Atesia la vertenza va avanti da oltre un anno. Con tutti i nostri limiti e gli errori che abbiamo fatto possiamo però tranquillamente affermare di aver condotto un lavoro enorme per coinvolgere tutti i lavoratori e le lavoratrici, il tutto senza imporre sigle o interessi specifici. Abbiamo tentato di parlare con tutti a livello istituzionale e politico. Facciamo parte della Assemblea coordinata e continuativa contro la precarietà. Collaboriamo alla luce del sole con Claro ed i Cobas ma è facilmente verificabile come abbiamo mantenuto la nostra autonomia. Abbiamo subito 5 licenziamenti ed una repressione durissima. E sappiamo (noi sì, voi non lo so) quanto sia facile ricattare i precari.
Facciamo un giornalino per informare e mobilitare i lavoratori: siamo al 14° numero e scusate se è poco. Siamo per molti lavoratori un punto di riferimento e le adesioni agli scioperi lo dimostrano. Nel mese di settembre, con tutti gli altri lavoratori e lavoratrici nelle assemblee, abbiamo respinto “vigorosamente” gli accordi che cgil, cisl e uil hanno firmato, e ci prepariamo a rimandarli indietro anche ora che i confederali sono tornati alla carica. La visibilità che abbiamo raggiunto su scala nazionale è dovuta da un lato alla dimensione e valore simbolico del mostro Atesia e dall’altro dall’aver coinvolto realmente i lavoratori.
Realismo? 626? Siamo riusciti tramite un esposto all’ispettorato ad ottenere una reale modifica della situazione tuttora in atto. Modifica che costerà al padrone una cifra intorno al milione di euro. Dei 5 firmatari dell’esposto 4 stranamente sono stati licenziati o messi in condizione di non poter più lavorare in Atesia.
Quindi la retorica e le chiacchiere non ci entusiasmano.
Rispetto a tutti quelli con cui siamo entrati in contatto nelle “attività” di movimento ci sentiamo tranquillamente di dire che non abbiamo mai tentato di strumentalizzare o usare qualcuno. D’altronde non abbiamo interessi di tessere ne’ tantomeno interessi elettorali. Con molti compagni/e ci troviamo su posizioni diverse e anche distanti però il tentativo di dialogo c’è sempre stato e continuerà ad esserci. Questo non vuole dire che ci troveremo necessariamente d’accordo ma, come è stato detto da tutti nell’ultima assemblea all’università: nessuno ha la verità in tasca. Vi “preghiamo” semplicemente di non rovinare quanto con enormi sforzi abbiamo costruito e di tornare ad occuparvi di quello che più vi aggrada nelle modalità che più vi divertono. Auguri
p.s.
E' chiaro che quanto scritto non è rivolto ai tesserati/e Usi, tra i quali ci sono molti compagni con i quali abbiamo da sempre interagito e promosso iniziative con piacere e reciproco rispetto Colletivo Precariatesia
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