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LA MAYDAY: IL PRIMO MAGGIO DEI PRECARI D'EUROPA IN RIVOLTA PDF Stampa E-mail
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Thursday 27 April 2006
Per informazioni sui mezzi e ritiro dei manifesti EURO MAYDAY 006 telefonare allo 051523822

"La storia d'Italia è, in primo luogo, la storia di un popolo di servi, di un popolo di dannunziani: dolenti o contenti, piagnoni o giullareschi, ma sempre servi e inguaribili dannunziani". (P.Gobetti, intellettuale liberale e antifascista)

Dalla Bologna triste del ciclo Cofferati alla Milano impegnata contro Crudelia Moratti, io "mi ribello, per non venir meno al mio sconfinato desiderio di sincerità" (L. Geymonat, filosofo della scienza e partigiano)


EURO MAYDAY 006
Milano MayDay Parade
Porta Ticinese (pzza XXIV maggio) ore 15

LA MAYDAY: IL PRIMO MAGGIO DEI PRECARI D'EUROPA IN RIVOLTA

Per il sesto anno consecutivo, il primo maggio chiamiamo a raccolta la
città precaria che lavora a tempo parziale o determinato, la metropoli
terziarizzata del lavoro flessibile, dei call center e dei megastore,
dei lavoratori della Scala e dello spettacolo, dei precari del settore
pubblico in agitazione, dei ricercatori precari per istituti e
università, degli studenti in stage gratuito e dei contratti a
progetto senza rete, dei montatori di fiere e sfilate senza indennità,
dei centri sociali e dei mediattivisti red, black, pink o green, dei
ciclisti critici e dei queer ribelli, dei sindacati di base e di tutta
la sinistra radicale, eretica, libertaria.

La ribellione di studenti e precari francesi contro il CPE è il fatto
nuovo della politica europea. Il movimento francese ci mostra che è
possibile una vasta mobilitazione contro la precarietà. Con milioni di
persone in piazza, la protesta sociale ha scosso le fondamenta stesse
del potere dello stato francese. Se l'incendio delle banlieues aveva
messo sotto accusa Sarkozy, la rivolta di licei e università contro la
precarietà ha fatto arrivare al capolinea Villepin. Un'intera
generazione si sta ribellando alla precarietà, perché è la questione
sociale decisiva nell'Europa di oggi. La questione precaria è il vero
discrimine fra una politica di destra e una politica di sinistra.

Il 14 aprile, una conferenza stampa congiunta seguita da una serie di
azioni nel centro nevralgico dell'eurocrazia a Bruxelles ha lanciato
l'EURO MAYDAY 006 in venti città europee. La rete mayday transeuropea
si propone di estendere a livello continentale i conflitti contro la
precarietà esplosi in Francia. Esige la fine della persecuzione degli
immigrati in Europa e alle sue porte e la chiusura immediata dei
disumani centri di detenzione per sans papiers. Chiede l'immediata
adozione della direttiva europea sul lavoro a tempo determinato che
giace bloccata da tre anni e che Blair e Barroso vorrebbero gettare
nel dimenticatoio per sempre. La direttiva garantisce diritti sociali
essenziali ai lavoratori a tempo determinato, assicurando le stesse
protezioni finora accordate solo al lavoro a tempo indeterminato.

La rete mayday rivendica nuovi diritti sociali per tutti i precari,
nativi o migranti, d'Europa. La rete mayday lotta contro il workfare e
ogni soluzione inegualitaria e coercitiva alla crisi del welfare
fordista. Con la nostra voglia di lotta e partecipazione, vogliamo
gettare le premesse per un nuovo welfare, come precondizione per una
società orizzontale e democratica, dove il lavoro flessibile,
immateriale, nei servizi e nella cultura non sia più più sottoposto al
ricatto della precarietà, all'impossibilità di esprimersi e di vivere.

Nessuno vuole essere condannato allo stesso lavoro a vita. Ma nessuno
vuole passare la giornata a fare l'equilibrista precario o la
contorsionista della flessibilità. Siamo sfufi di dover fare
giocolieri fra pagamenti a 90 giorni e datori di lavoro sempre più
vampirizzanti. Esigiamo uguaglianza sociale per tutte e tutti e tutele
che ci permettano di scegliere in quanto donne e uomini liberi, senza
imposizioni e discriminazioni. Vogliamo recidere il nesso tra reddito
e occupazione e tra welfare e cittadinanza, come precondizioni per
sviluppare una democrazia radicale, libertaria ed egualitaria,
nell'era della globalizzazione della guerra.
DALLA RIVOLTA FRANCESE AL CONFLITTO DIFFUSO

La precarietà in Italia è stata diffusa dal pacchetto Treu e si è
inasprita con la legge Biagi-Maroni. Il primo passo per affrontare la
questione precaria è esigere la fine della legge 30 alias
Biagi-Maroni. La legge 30 è il nostro CPE. Se i francesi sono riusciti
ad ottenere l'abrogazione del Contratto Precarietà Esclusione, anche
noi possiamo ottenere la cancellazione della legge che è diventata il
manifesto ideologico della flessibilità coatta. La mayday è una tappa
decisiva della mobilitazione della società italiana, oltre che
europea, contro la precarietà.

Il 1° maggio, finalmenti liberi da mr b, rivendichiamo nella mayday
parade diritti sindacali, maternità pagata, continuità di reddito x
tutte/i.

Con la mayday lottiamo per nuovi diritti sociali, per una politica
abitativa vera e il libero accesso a mobilità e conoscenza, ma
soprattutto ci battiamo per il diritto a un nuovo sindacalismo,
sociale, diffuso ed autorganizzato, capace di confliggere
intelligentemente e radicalmente contro le minacce della precarietà:
crediamo profondamente nella civiltà del conflitto, nella sua capacità
di rigenerazione e innovazione, soprattutto in una società
gerontocratica e stagnante come quella italiana.

Milano è la capitale italiana delle precarietà. Qui almeno due
assunzioni su tre avvengono oggi con contratti precari. Nella
metropoli milanese, nei suoi confini più ampi, transregionali, l'unica
cosa a tempo indeterminato è la precarietà. E' questa la condizione
che spiega la crescente povertà urbana di donne single con figli e
giovani famiglie in generale. Sono almeno mezzo milione i precari che
ogni giorno fanno Milano ricca. Se riuscissimo a unirci tutte e tutti
saremmo un blocco sociale temibile. Diamoci da fare. Organizziamo
manifestazioni, scioperi, presidi, picchetti. Blocchiamo la città che
sfrutta la precarietà.

Per concludere, chiediamo la liberazione delle sorelle e dei compagni
ancora incarcerati per gli scontri dell'11 marzo. Sono in prigione per
aver cercato di impedire una manifestazione neofascista e neonazista
che ha offeso la memoria storica di Milano. Vogliamo che anche loro
partecipino alla mayday e alla primavera dei precari e delle
cognitarie d'Europa. Esprimiamo anche solidarietà ai compagni
bolognesi e a tutti gli attivisti cui vengono addebitati reati
abnormi, grazie a un'inspiegabile applicazione liberticida del codice
Rocco d'era fascista e del peggio della legislazione emergenziale di
trent'anni fa. Amnistia e indulto per chiunque sia sotto processo per
conflitti sociali!

MAYDAY! MAYDAY!
Milano e l'Italia si ribellano contro la precarietà


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