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1° Maggio 06 volantino distribuito PDF Stampa E-mail
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mercoledì 26 aprile 2006
questo é il volantino distribuito in tutte le fabbriche dove é presente lo
slai cobas per il sindacato di classe

invitiamo a riprodurlo e diffonderlo in altre fabbriche

1° Maggio 06

Lottiamo contro il lavoro precario, per il salario per la riduzione
dell¹orario di lavoro facciamo come in Francia !


Operai, lavoratrici, lavoratori,

In questo 1° maggio invece che noi lavoratori, la festa la vogliono fare i
padroni sulle nostre condizioni di lavoro e di vita.
Mentre i profitti delle grandi aziende salgono, in primis delle fabbriche
siderurgiche con l¹Ilva in testa, ma anche le fabbriche chimiche, con
l¹Enichem, la stessa Fiat, dopo un periodo ³nero² oggi ritorna a scalare le
classifiche e a fare utili, ecc., le nostre condizioni di lavoro sono sempre
più attaccate.

I padroni quest¹anno si portano a casa un contratto dei metalmeccanici che
non gli è costato quasi niente in termini salariali, ma da cui, invece,
hanno avuto più mano libera sulla gestione dell¹orario di lavoro, e un nuovo
uso/abuso dell¹apprendistato per avere forza lavoro giovane a basso costo,
ricattabile e licenziabile.
Nelle fabbriche lo sfruttamento diventa sempre più scientifico, i padroni e
i loro lacchè impegnano tutta la loro ³scienza², insieme ad
un¹intensificazione del loro potere di controllo che diventa sempre più
coercitivo e punitivo (dopo l¹²eccezione² della Fiat di Melfi, i
provvedimenti disciplinari stanno dilagando, dall¹Ilva alla Fincantieri,
ecc.), per aumentare il tempo di lavoro e la produttività degli operai e per
diminuire relativamente i salari.
Questo aumento dello sfruttamento mette ormai nel conto del costo normale e
inevitabile gli infortuni, gli omicidi bianchi, la rovina della salute e
della vita, ora soprattutto dei giovani operai.
La garanzia del posto di lavoro viene messa sempre più in pericolo dai
processi di ristrutturazione, delocalizzazione, per cui la mobilità, la
cassintegrazione sono sempre ³dietro l¹angolo² e bene che vada dal rapporto
di lavoro a tempo indeterminato si passa a quello a termine, ricominciando
sempre da zero.
E mentre nelle fabbriche l¹aumento e la flessibilità dell¹orario di lavoro,
l¹aumento e l¹organizzazione dei turni di lavoro, sempre e solo secondo le
esigenze aziendali, rende un optional il diritto al riposo certo degli
operai sia giornaliero che settimanale, in tanti posti di lavoro la legge
assoluta della precarietà, dei lavoratori usa e getta, impone contratti di
lavoro ed orari talmente al ribasso ­ in Puglia siamo arrivati a contratti
di 45 minuti, di 1 ora e mezza di lavoro al giorno, e di 150 euro al mese! ­
che tra un po¹ saranno i lavoratori a dover pagare i padroni per lavorare.
Anche le stesse residue tutele legali, gli stessi diritti contrattuali ­ già
molto ridotti in questi anni dalla politica governativa e di svendita dei
sindacati confederali ­ vengono messi sotto i piedi o sotto gli stivali
chiodati dei padroni, col beneplacito del governo e delle Istituzioni
statali.

Dal precedente governo del padrone dei padroni, Berlusconi, hanno già avuto
tanto.
Hanno avuto soprattutto la legge Biagi, dai cui articoli trasuda tutta la
rapacità del capitalismo di spremere il massimo del profitto col minimo dei
costi, di poter scegliere il contratto peggiore per i lavoratori e più
funzionale a usare i lavoratori solo per il tempo e le modalità che servono
ai padroni, facendo diventare la normalità i contratti a termine. La legge
Biagi ha permesso ai padroni per legge di azzerare le garanzie che si erano
conquistati nel passato con le lotte, istituzionalizzando la precarietà, la
frammentazione dei lavoratori, come anticamera dell¹abolizione del contratto
nazionale e dell¹introduzione del contratto individuale padrone-lavoratore.
La legge Biagi considera i giovani, e soprattutto le donne soggetti
svantaggiati, per cui il lavoro è una concessione del padrone non un diritto
e quindi è normale che debbano essere pagati meno e possano essere
licenziati in qualsiasi momento.

Ora al nuovo governo Prodi, appoggiato da Cgil, Cisl, Uil, Montezemolo e da
buona parte dei padroni - pure quelli che fanno i ³democratici² per i loro
interessi e i dittatori nelle loro fabbriche, come Della Valle - hanno già
presentato il conto, e per questo tanti sono andati anche a votarlo con in
tasca già l¹accordo alle loro richieste:
riduzione ulteriore del costo del lavoro, uso ampio dell¹apprendistato,
liberalizzazione degli straordinari, riforma degli ammortizzatori sociali
per poter più facilmente ridurre l¹occupazione, più sgravi contributivi e
fiscali, ecc. Sanno che ora potranno contare, più di prima, sull¹accordo dei
vertici di Cgil, Cisl, Uil e sull¹azione da ³cuscinetto² verso i lavoratori
dei partiti del centro sinistra compresi PdCI e Rifondazione.
Noi abbiamo un impegno di lotta da assumere!
A partire da alcuni fatti: in tante fabbriche, in tanti posti di lavoro i
lavoratori stanno resistendo, e anche se non si riesce a vincere veramente,
i padroni nello stesso tempo non riescono, in alcune realtà significative
dello scontro di classe, come per es. alla Fiat Sata di Melfi, a piegare i
lavoratori e i giovani che da realtà più ricattabile stanno diventando la
nuova speranza del proletariato. A livello internazionale se i padroni
stanno usando la globalizzazione per uniformare al più basso livello
esistente nei vari paesi il costo del lavoro (il contratto di primo impiego
francese contro cui i giovani hanno fatto una grande lotta è molto simile
alla nostra Legge Biagi), per introdurre nei paesi imperialisti, come il
nostro, condizioni di lavoro e di mancanza di diritti imposti in paesi del
Sud Asia, o dell¹Est, ecc., per farsi tra di loro la concorrenza dove vince
chi per primo introduce le nuove forme di sfruttamento; gli operai, i
lavoratori possono e devono usare questa situazione per unire le loro forze
anche oltre i confini del nostro paese, per praticare nei fatti la parola
d¹ordine ora più che mai attuale ³operai di tutto il mondo unitevi².

La lotta che dobbiamo portare avanti è per:

la riduzione dell¹orario di lavoro ­ vuol dire riduzione dell¹orario di
lavoro giornaliero, del tempo che ogni giorno il padrone ci fa stare in
fabbrica utilizzando mille forme per rubarci ³tempo-vita², riduzione dei
turni di lavoro settimanali per la certezza del riposo; ma anche riduzione
dell¹orario come modo per difendere la nostra salute e spesso la nostra vita
in fabbriche ad alto rischio infortuni.

Il salario ­ a fronte degli aumenti dei profitti e della produttività, a
fronte del fatto che il costo del lavoro è già stato ridotto in questi anni,
è legittimo avviare una vertenza sia generale che posto di lavoro per posto
di lavoro per aumenti salariali, a partire dai posti di lavoro che hanno
vantato quest¹anno grandi utili, dove la produttività e la produzione stanno
arrivando a livelli record, per estendere la lotta e i risultati ottenuti in
queste fabbriche negli altri posti di lavoro.

Il lavoro stabile e sicuro ­ contro i contratti precari, contro la
³precarietà a vita²; questa lotta ha un nome e un cognome la Legge Biagi, e
quindi il primo obiettivo è la cancellazione della legge Biagi, per i
contratti a tempo indeterminato e a orario pieno.

In queste lotte, che sono pienamente interne alla storia del movimento dei
lavoratori, sia nazionale che internazionale, si concretizza ora lo scontro
vero di classe tra proletariato e classe padronale, ma anche tra lavoratori
e il nuovo governo dei padroni e tra lavoratori e politiche padronali o di
concertazione dei sindacati confederali.
E¹ necessario portarle avanti fino a che non si ottengono risultati, perchè
i sacrifici della lotta non siano inutili.
E¹ necessaria l¹organizzazione degli operai, delle lavoratrici, dei
lavoratori nei cobas per portare avanti il lavoro di costruzione del
sindacato di classe.
In questa lotta non siamo soli! E¹ la stessa lotta degli operai della
Francia, della Germania, dei giovani precari delle banlieues parigine, siamo
un unica classe e possiamo essere un¹unica forza.


slai cobas per il sindacato di classe
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Ultimo aggiornamento ( martedì 16 maggio 2006 )
 
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