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Nessun sostegno proletario a BERLUSCONI/PRODI PDF Stampa E-mail
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mercoledì 05 aprile 2006
[seguono stralci di un articolo sulle elezioni tratto dal primo numero di "Punto a capo", giornale comunista per l'indipendenza di classe]

ELEZIONI: NESSUNO SOSTEGNO PROLETARIO E POPOLARE A BERLUSCONI E PRODI


In questi decenni, di fronte allo sviluppo della nuova crisi generale del capitalismo e all'accentuarsi delle contraddizioni della globalizzazione, l'imperialismo internazionale, a partiredagli USA, sta lavorando per la l'affermazione di un nuovo ordine mondiale.

È questa la base della sempre più accentuata radicalità con cui l'imperialismo americano come potenza egemone e gli altri paesi imperialisti si ritrovano ad operare nel perseguire i propri interessi.

In questo quadro l'imperialismo ha lavorato per scardinare le forme economiche, politiche, giuridiche, ideologiche e morali, corrispondenti alla fase di relativo sviluppo affermatasi sulla base degli esiti della seconda guerra mondiale. Queste forme, entrate in crisi irreversibile, vengono ora sempre più considerate come un ostacolo.

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La transizione ad un nuovo ordine mondiale si presenta tutt'altro che lineare. Il processo di transizione significa già oggi e significherà sempre più in ogni angolo del mondo, guerre imperialiste e controrivoluzione politica e militare, sfruttamento e rapina dei popoli del mondo e delle masse lavoratrici degli stessi paesi imperialisti, sviluppo di forme ideologiche e culturali improntante a nuove forme di oscurantismo, di integralismo cristiano, di esaltazione della civiltà occidentale, di razzismo, di revisionismo storico, di maschilismo, di discriminazione sessuale, di anti-comunismo, ecc. Il tutto nutrito, sul terreno filosofico, dall'alleanza tra la 'religione cristiana' e le tendenze pragmatiste e nichiliste del post-moderno, del nuovo 'ateismo religioso' e dell'apologetica critica, in un quadro dove Heidegger ritorna ad essere, questa volta su scala globale, il vero filosofo della borghesia imperialista.

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Il combinarsi tra le contraddizioni globali e la specifica eredità nazionale va a caratterizzare quella che è oggi la crisi italiana sul piano politico, economico ed ideologico. Una crisi che la borghesia italiana cerca di superare in funzione di obiettivi di stabilizzazione e pacificazione interna e di rilancio sul versante della competizione internazionale e della proiezione imperialista su scala globale, pur all'ombra dell'imperialismo Usa ed Europeo . Un processo contro-rivoluzionario che mira comunque a preparare lo Stato, la vita politica nazionale e la società italiana ad essere in grado di affrontare 'situazioni eccezionali' sul fronte interno ed esterno, sul piano della lotta di classe e della guerra imperialista.

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Rispetto a tutto questo la fase di transizione in atto si caratterizza anche, almeno da un decennio a questa parte, ad iniziare dalla fase di tangentopoli, per i processi di de-strutturazione della vecchia sovrastruttura statale 'repubblicana', per la disgregazione delle vecchie forme partitiche ed il 'superamento' delle 'vecchie ideologie'. Parallellamente è progredita la distruzione dello stato sociale (i ministeri pubblici hanno perso la denominazione "pubblico" ed i servizi pubblici sono diventati aziende che lucrano sulle masse lavoratrici), lo smantellamento del sistema industriale nazionale (con le imprese che delocalizzazano, vengano assorbite da multinazionali estere e diventano sempre più finanziarie), la deregolamentazione del mercato del lavoro e di progressiva erosione e drastica limitazione dei diritti dei lavoratori, delle libertà di sciopero, di opposizione e di organizzazione.


Se tutto questo delinea una serie di tendenze e di processi in atto, caratterizzanti l'attuale situazione politica allora si tratta di valutare rispetto ad essi lo stesso passaggio elettorale.


I due poli, che oggi si confrontano occupando interamente la scena elettorale senza dover competere con forze politiche a cui la classe e le masse popolari possano in qualche modo fare realmente riferimento, in muovono pienamente all'interno di queste tendenze, hanno sino ad oggi dato un contributo decisivo al loro sviluppo e sul piano programmatico si ripropongono di continuare a farlo in forme accentuate.



......

Le elezioni ed il voto dei lavoratori e degli strati popolari, saranno usati per ridare nuovo fiato e nuovo vigore ai processi di transizione contro-rivoluzionaria, nel tentativo di affernare una forma politica, giuridica ed egemonica sul piano statale capace di assicurare stabilità ed efficienza reazionaria al dominio della borghesia.

...

Il centro-destra che ha lavorato in questi anni per assicurarsi un regime tale da garantirsi una continuità di governo, che sta mettendo in cantiere un progetto eversivo come quello rappresentato di fatto da un 'partito unico' coagulato intorno ad una forma moderna di fascismo e di integralismo religioso, sostenuto in modo sempre più aperto da parte rilevante degli apparati repressivi e della burocrazia militare, gioca questa campagna elettorale all'attacco, accentuando temi fascisti, razzisti ed anticomunisti (vedi il Manifesto di Marcello Pera)

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L'Unione sostiene il parassitismo finanziario e la competizione delle imprese italiane sui mercati internazionali con l'inerente politica di sfascio dell'apparato industriale nazionale e di delocalizzazioni all'estero e si ripropone di continuare con le privatizzazioni da cui tanto spesso ha già lucrato direttamente ed indirettamente, con il furto ed il gioco in borsa delle pensioni dei lavoratori, con la precarizzazione, sancendo di fatto la legge 30 ecc. Sul fronte esterno l'Unione vuole accelerare l'integrazione con l'imperialismo europeo' ai danni delle masse popolari del nostro paese, e mira a sviluppare una politica imperialista e guerrafondaia. Questa politica viene ribadita e riaffermata in mille forme diverse nel 'Programma', dalla necessità della Tav in linea con i corridoi europei necessari a garantire la proiezione verso l'Est, alla necessità di "concordare con il governo locale il ritiro delle truppe dall'Iraq" garantendo nel contempo un "pieno appoggio ai processi di democratizzazione del paese". Cosa che significa ovviamente riconoscere come governo legittimo un governo fantoccio dell'imperialismo internazionale, assicurargli le migliori condizioni, magari anche garantendo nuovi invii di mercenari, per il suo dominio 'democratico' e contemporaneamente assicurare alle imprese italiane le migliori condizioni per la loro politica di rapina del popolo iracheno e delle sue risorse naturali.

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Non è vero dunque che il passaggio elettorale in corso si giochi sulla contraddizione tra 'fascismo' e 'democrazia', tra 'reazione' e 'progresso'. Cosi' come non è vero che votando contro Berlusconi si creano maggiori difficoltà ed ostacoli ai processi reazionari in corso.

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Non esiste nessun elemento obiettivo per sostenere che oggi legittimare Prodi con il voto e sostenere il centro-sinistra significhi ostacolare maggiormente le tendenze in atto rispetto ad una scelta 'astensionista' di delegittimazione di entrambi gli schieramenti lavorando nella prospettiva che, ad ogni livello, emerga la formazione di un reale polo comunista in grado di affermare l'attualità di una prospettiva di fuori-.uscita rivoluzionaria.


Non esiste nessun elemento di questo genere perché i due poli sino ad oggi, anche dal punto di vista formale, su tutte le questioni fondamentali, si sono dati una mano a vicenda, hanno evitato uno scontro realmente aperto e frontale e soprattutto, da parte dello schieramento di centro-sinistra, si è sempre evitato di dare spazio all'unico elemento che avrebbe potuto realmente creare significativi ostacoli alla politica dei governi del centro-destra, ossia l'elemento rappresentato dalla mobilitazione aperta e a tutto campo delle masse lavoratrici e popolari che certo non sarebbero state insensibili, come mai lo sono state nella storia del nostro paese, a una linea di opposizione reale applicata in modo conseguente, combattivo, sistematico e capillare. Il centro-sinistra ha sempre visto, di fatto, non nei governi di centro-destra ma nella mobilitazione reale delle masse il pericolo principale. In ultima analisi in questo senso il centro-sinistra è stato anche direttamente un utile puntello politico del centro destra.


In occasione di passaggi politici come quello di queste elezioni si evidenzia il reale carattere intellettuale piccolo-borghese ed i reali limiti di fondo di forze e formazioni movimentiste, di vasti settori no global, di gran parte del sindacalismo di base, di molti centri sociali, di tanti comitati ed organismi parziali. Sono limiti che, al di là delle proprie convinzioni soggettive e di un lavoro a volte momentaneamente utile sul terreno della resistenza e delle lotte parziali, vanno nella direzione di configurare una sudditanza di fondo al centro-sinistra e a Rifondazione comunista. Il passaggio elettorale infatti, in assenza di un'alternativa realmente comunista e rivoluzionaria, funziona oggi, su questo piano, da momento di unificazione e sintesi politica ed ideologica e come recupero di una conflittualità politica e sociale che non avendo trovato una ricomposizione ed una sintesi di classe può venire incanalata e passivizzata da quella parte della borghesia rappresentata dai liberali controrivoluzionari del centro-sinistra.


Si realizza così uno di quei fenomeni che appartengono alla più ampia categoria di "rivoluzione passiva" e che danno il senso reale di come deviazioni politiche ed ideologiche, spesso non a caso fatte proprie ed agite da strati intellettuali più o meno marginali, rappresentate da concezioni revisioniste ed opportuniste, dall'economicismo al relativismo ideologico pragmatistico e post-moderno, dall'anarco-sindacalismo al movimentismo, ecc., finiscano per essere direttamente o indirettamente al servizio del polo liberale controrivoluzionario della borghesia. Il tutto in nome del rigetto di una prospettiva, che si contrabbanda come totalizzante e fallimentare relativa alla costruzione di un reale partito comunista in funzione della rivoluzione proletaria e dell'instaurazione di una nuova società socialista e comunista.

.

L'imbroglio di un voto a Prodi come scelta di progresso e come voto contro le destre ed il fascismo va oggi smascherato fino in fondo per dare forza alla necessità della costruzione di un vero partito comunista rivoluzionario.

..

La costruzione del partito non è e non può essere altro che il riflesso e la conseguenza della coscienza e dell'ideologia rivoluzionaria della soggettività degli elementi individuali e collettivi più avanzati della classe e delle masse popolari. Non può che essere il prodotto di una decisione che, anche sulla base della consapevolezza dell' insufficienza delle lotte sindacali, delle lotte parziali e di resistenza, affermi teoricamente e dimostri praticamente che solo un partito comunista rivoluzionario può sviluppare un'iniziativa complessiva nella lotta di classe pianificandola e conducendola, con saldezza strategica e flessibilità tattica, in funzione dell'accelerazione della disgregazione dell'egemonia borghese, con lo scopo di sfruttarne la 'crisi egemonica' in direzione della formazione di un blocco ideologico, politico e sociale rivoluzionario. Solo questo blocco capace di fondere ideologia comunista e masse proletarie e popolari può garantire, in un paese imperialista come il nostro, una solida base alla strategia rivoluzionaria della guerra popolare e rappresentarne una -condizione decisiva per il suo effettivo inizio.


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invio promozionale a richiesta

"Punto a capo", 32 pagine 2 euro
giornale comunista per l'indipendendenza di classe

Primo numero : Indice

Il progetto di 'Punto a capo'
nella prospettiva del Partito

Via dall'Iraq ! A fianco della resistenza

Libia : di nuovo contro l'imperialismo italiano

Elezioni : nessun sostegno a Berlusconi e Prodi

Sardegna Rossa ed Indipendente

NO TAV Quali prospettive ?

Contro la repressione

Metalmeccanici : l'uso antioperaio delle lotte
Sosteniamo i precari siciliani
Solidarietà con i licenziati
slai-cobas dell'Alfa di Pomigliano

Lo smantellamento dei trasporti pubblici

8 marzo contro gli attacchi ai diritti delle donne
8 Marzo In ricordo di Berna Ünsal
Dalla riabilitazione di Cesare Lombroso
al manifesto di Marcello Pera
Gli attacchi alla legge Basaglia e la psichiatria
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Campagna nazionale Nepal
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