.: Italia Alternativa :.
.: lunedì 07 luglio 2008 :.
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| EPIDEMIE:Scimmia da incubo |
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| giovedì 30 marzo 2006 | ||||||||
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EPIDEMIE Scimmia da incubo Primate evade da un laboratorio per le ricerche sulle bioarmi, in California R. ES. LOS ANGELES Non ha un nome, ma è già un incubo: la scimmietta grigia scappata dodici giorni fa dalla sua gabbia e da allora mai ritrovata nonostante una caccia furiosa è molto probabilmente innocua, ma ha tutte le carte in regola per provocare una sorta di terremoto psicologico negli Stati uniti - già duramente provati dai continui, frenetici allarmi-bioterrorismo lanciati dalle autorità, dalle mezze verità emerse a proposito dell'epidemia di antrace dell'autunno 2001 (le spore della malattia provenivano ben da un laboratorio americano, non dalle caverne di al Qaeda) e da altre drammatiche rivelazioni sullo stato della ricerca scientifico-militare nel paese. Già: con la sua brillante e riuscita evasione la scimmietta ha infatti dimostrato nel modo più efficace la scarsa, scarsissima sicurezza dei laboratori dove si sperimentano o si sperimenteranno presto micidiali strumenti di guerra biologica. La fuga, per la cronaca, è avvenuta dai locali del California national primate research center, il centro che fornisce le scimmie destinate alla ricerca scientifico-medica in generale e che le fornirà anche per i prossimi test sulle bioarmi, destinati ad essere ospitati nell'adiacente Università di California; la quale università è precipitata al centro di un turbine di polemiche. Già la popolazione californiana - e in particolare quella di Davis, dove verrebbero installati i nuovi laboratori - ha manifestato una forte opposizione al progetto: nel futuro National center for biodefense and emerging diseases (centro per la difesa biologica e le malattie emergenti) i ricercatori dell'Università studieranno insieme ai tecnici del Pentagono lo sviluppo di organismi terrificanti, con capacità di contagio mortale elevatissime (antrace, vaiolo, Ebola e altri virus micidiali); e secondo molte organizzazioni di cittadini il rischio-sicurezza per la popolazione all'intorno è troppo alto. Dopo la fuga della scimmia, le preoccupazioni evidentemente sono più che raddoppiate. Anche se promettono che i loro laboratori destinati allo studio delle patologie di «livello 4» (le più terribili) saranno ermetici nel modo più assoluto, i responsabili del progetto devono ora ammettere che una scimmia alta 50 centimetri (non un invisibile batterio, dunque) ha avuto modo di eclissarsi e finire chissà dove. Era una scimmia sana, che non porta su di sè nessuna malattia e che veniva utilizzata solo come riproduttrice, nell'ambito di ricerche su patologie «normali» (asma, Aids, cancro), viene ora detto ai cittadini. Ma tant'è, per dieci giorni la notizia della fuga è stata top secret e anche questo non contribuisce a rasserenare gli animi della gente. E se domani la fuga riuscisse a una scimmia portatrice di qualche malattia micidiale, trasmissibile all'uomo? Lo scenario è pronto per una serie di film catastrofisti nella vicina Hollywood, ma molti temono di doverne diventare attori gratis, e contro la propria volontà. ---------- (http://www.ecologiasociale.org/pg/biotecnologie_home.html)
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