.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 16 maggio 2008 :.
|
|
| Il "pretesto" dell'antifascismo |
|
|
|
| giovedì 16 marzo 2006 | ||||||||
|
Vogliamo rispondere alle provocazioni del giornalista Emanuele Conti contenute nell'articolo "la solidarietà ravennate agli "antifascisti" di Milano". L'articolo è la risposta al comunicato stampa dallo Slai cobas di Ravenna sui fatti di Milano e sostiene la tesi che "con il pretesto dell'antifascismo l'estrema sinistra prova a legittimare i disordini e getta benzina sul fuoco del malessere sociale". La questione centrale è proprio quella che il giornalista chiama "pretesto" dell'antifascismo. Chi dovrebbe fare informazione e formare le coscienze dei propri lettori ha fatto, di colpo, sparire le ragioni della manifestazione antifascista, ha calato il silenzio sul fatto che una formazione politica dichiaratamente fascista, xenofoba, che fa apologia dell'olocausto, voleva marciare verso Piazzale Loreto con saluti romani, lugubre simbologia e slogan tipo "duce, duce". Ma questo non scandalizza il sig. Conti e gli altri benpensanti come lui, forse perchè questi fascisti fanno parte della coalizione elettorale del Polo di Berlusconi-Fini-Casini-Calderoli e aspirano ad incarichi governativi e questo basta per legittimarli, non hanno in fondo commesso violenze a Milano il giorno 11 marzo, le loro "idee" al servizio della costruzione di un regime dittatoriale sono opinioni al pari delle altre.....Anzi sono gli antifascisti da condannare! Così il giornalista "embedded" sceglie il suo campo, non fa inchiesta su chi ha commesso le violenze a Milano (gran parte della stampa non ha depistato allo stesso modo subito dopo il G8 di Genova per giustificare l'omicidio di Carlo Giuliani, le violenze poliziesche, le torture da parte degli squadristi in divisa, le menzogne e i "pretesti" che le forze dell'ordine hanno addotto per picchiare a sangue nelle vie di Genova, a Bolzaneto e alla Diaz?), non denuncia la violenza fascista in tutta Italia, nella sola Milano e in Lombardia ricordiamo l'uccisione di Davide Cesari, Dax, il 16.03.2003, l'aggressione dei ragazzi del centro sociale Conchetta e di alcuni avventori di un bar sui Navigli da parte di una ventina di naziskin armati di coltelli e spranghe (sei ragazzi erano finiti all'ospedale, uno in rianimazione), agguati e azioni squadriste nei confronti di antifascisti e militanti dei centri sociali a Bergamo e in altre città. Non hanno bisogno i giornalisti d'inventare, sostiene il nostro Conti, perchè è molto più semplice continuare ad omettere, diciamo noi, le violenze poliziesche (hanno usato anche mazze da baseball per picchiare) contro gli amici di Dax nel pronto soccorso del S. Paolo nella notte che 3 fascisti lo hanno ucciso . Bastava fare inchiesta giornalistica vera per comprendere le ragioni dell'antifascismo in piazza a Milano l'11 marzo. Se vuole gli garantiamo noi uno scoop giornalistico: lo faremo parlare con il delegato delle RSU di Bergamo pestato dalla polizia! Come lavoratori sappiamo cosa vuole dire fascismo, regime, dittatura, e sappiamo che oggi questo ha il volto di stato di polizia, di manganello e repressione, licenziamenti contro i lavoratori (questo non è forse odio di classe, sig. Conti?) portato avanti da questo governo che criminalizza le lotte sociali per conquistare il potere politico e instaurare un regime (ne sanno qualcosa gli operai di Melfi, Pomigliano, Napoli, Taranto, il movimento anti-TAV, chi occupa le case sfitte, gli immigrati). Dare la caccia all'antifascista, creare un clima di terrore è servito a fare sfilare i fascisti a Milano scortati dalla polizia, è servito a distogliere l'opinione pubblica sull'uso dei servizi da parte di questo governo (vicenda Storace). Chi giustifica la mattanza poliziesca di Milano, come fa il nostro Conti e altri come lui, devia l'opinione pubblica verso il consenso a misure da governo "forti". L'ossessione del giornalista è ovviamente la Resistenza Antifascista, come chiarisce poco dopo enunciando gli episodi di giustizia partigiana, il luglio '60 a Genova, l'antifascismo militante degli anni'70. Quelle radici storiche, politiche, ideologiche, con buona pace di chi la pensa come Conti, fanno parte della marcia del movimento dei lavoratori verso una società giusta, di liberi ed uguali. Non è proprio questione di "quattro gatti" a cui il giornalista augura l'aviaria felina. Un cammino incompiuto, evidentemente da riprendere, come dimostra la realtà di tutti i giorni, una barbarie fatta di sfruttamento e di oppressione di questo sistema dei padroni, con i loro governi, le loro leggi, la loro polizia, i loro servi in camicia nera e.... giornalisti "embedded". Slai Cobas per il sindacato di classe tel. 339-8911853 il coord. provinciale di Ravenna Enzo Diano
Powered by !JoomlaComment 3.21
3.21 Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |
||||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|
| Menu principale | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
| Calendario Eventi |
|---|
| Prossimi Eventi |
|---|
Aggiungi Eventi |
| I più letti |
|---|
| Statistiche |
|---|
|
Utenti: 59 Notizie: 2278 Collegamenti web: 73 |
| Abbiamo 1 visitatore online |
|
Frase del giorno:
|
| Collegamenti | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
| TopList |
|---|
|
|






Spedisci Nuovo Evento