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Thursday 09 March 2006
Bari - Il senso della Misericordia ai tempi della guerra globale

Oggi abbiamo appreso che il nuovo Cpt di Bari già vede rinchiusi 4 migranti.
Qui riportiamo il comunicato diffuso dalla Rete No Cpt al presidio dinanzi al Cpt di S. Paolo.

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La Bossi-Fini, come la prosecuzione estremizzata ma assolutamente coerente della legge Turco-Napolitano, ha chiuso ulteriormente le frontiere ed aperto a logiche di isterismo securitario, inasprendo quelle politiche repressive nei confronti dei migranti, paradigma delle quali sono i Cpt - vere e proprie galere etniche.
Questi mostri dello stato penale globale non sono "emendabili", perché oltre ad ogni valutazione puramente giuridica, rendono "legge dello stato" l’intolleranza, il disconoscimento e la violazione dei diritti fondamentali della persona e di cittadinanza, in nome del controllo sociale e della militarizzazione degli spazi di espressione.
Le politiche rivolte ai migranti, d’altra parte, sono il laboratorio politico di sperimentazione dello stato di eccezione permanente e della sospensione del diritto. A partire da lontano, da Schengen e Dublino, si sono create sempre più le condizioni per affermare politiche xenofobe e razziste, basate sulla inferiorizzazione dell’altro.
Le conseguenze sociali e culturali sono devastanti: basta pensare quanto abbiamo interiorizzato vicende della portata di quelle avvenute nel carcere di Abuh Graib ed a Guantanamo.
Oggi rivendichiamo ancora una volta la libertà di circolazione delle persone, indispensabile premessa all’esercizio del diritto all’autogoverno della propria vita fuori dalla guerra, a partire dalla possibilità di decidere dove stabilire la propria dimora, i propri affetti, le proprie relazioni sociali.
Che questa libertà oggi sia vietata - nello stato di guerra globale generato dall’esportazione manu militari del nostro modello di democrazia e dalla conseguente miseria in cui si costringono milioni di persone – è segno di quanto sia entrata definitivamente in crisi la stessa democrazia rappresentativa di stampo occidentale.
In questo modo, semplicemente, non si prende atto del cambiamento sostanziale che la nostra società sta avendo con l’arrivo dei migranti e con la loro partecipazione alla vita collettiva; quindi si continua a differenziare l’accesso ai diritti civili, politici e sociali di ognuno sulla base di astrazioni giuridiche, di cui la più clamorosa è forse quella legata al concetto di clandestinità; in base ad essa persone che esercitano la libertà di movimento vengono trattate, al meglio, come bisognosi da rinchiudere in appositi campi o, come si vorrebbe fare da ultimo a Bari e Gradisca, come reietti da espellere.
In tutti i casi garantendo ottimi profitti a coloro che si candidano a “garantire l’umanità” di veri e propri lager: le Misericordie, la Croce Rossa, spregiudicate cooperative, etc..
A Bari le Misericordie riceveranno 57 euro al giorno per ogni persona reclusa nel nuovo Cpt. Questa somma arriverà a 80 euro giornalieri nel momento in cui il numero dei migranti salirà oltre gli ottanta.
La denuncia che oggi sottoponiamo agli occhi di tutti è che la gestione di questi posti è affidata a diversi soggetti del terzo settore: questo privato sociale, così come certa chiesa, invece di premere ai confini del diritto per abbatterli, per allargare e moltiplicare diritti e spazi di esistenza, ha assunto in pieno quel mandato infamante di "normalizzazione", divenendo puro business umanitario funzionale alle pratiche di controllo e di esclusione sociale.
Il senso dei monitoraggi, delle nostre proteste, delle nostre denunce mira a costruire un grido assordante per una espressione di incompatibilità radicale con questi luoghi anche se fossero alberghi di lusso: per svergognarli, toglierli aria e finanziamenti, per stringerli d’assedio, per liberarli.

Rete No Cpt
Movimento per la libertà di circolazione delle persone e contro i Cpt
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