Un sondaggio Gallup rivela lo stato d'animo degli americani. Lo trovate qui. http://www.astridonline.it/Cartella-p/Orientamen/gallup_170206.pdf
In sintesi da gennaio ad oggi l'indice che esprime i "Consumer Spirits" è sceso da 84 a 72. Nonostante gli incrementi del PIL USA solo il 4% dei cittadini americani ritiene la situazione economica "eccellente" il 42% "only fair" e il 20% "poor". il 57% pensa che le cose peggioreranno. Di fronte a una serie paraddosale, ma significativa - per la coscienza media del cittadino medio -di opzioni sui più importanti problemi che il paese ha di fronte, grosso dice che il problema è la non economico 78% e solo il 32% indica i problemi economici. Fra i problemi non economici al primo posto la situazione in Iraq (27%) il terrorismo (10%) l'assistenza medica (8%) la dissoluzione della famiglia, il crollo dei valori, il problema etico, la mancanza di integrità (6%). La droga è indicata solo dal 2%. la criminalità dall'1%, l'inquinamento dall'1%. Fra i problemi economici al primo posto la critica va all'"economia in generale" (13%) seguita dal costo dei carburanti (8%) e dai problemi occupazionali (8%). Nessuno pensa che il problema sia costituito dal "gap" fra ricchi e poveri. Nessuno pensa che il "deficit commerciale" della bilancia dei pagamenti costituisca un problema. solo il 2% ritiene che il deficit federale sia un problema. Fin qui i dati. Un'analisi psicologica delle risposte è l'unica possibile.
Siamo di fronte a una personalità tendenzialmente individualista, egoista e narcisista che si sente sconfitta da cose che non sa spiegare come la guerra in Iraq o "l'economia in generale". Che deve ridurre i consumi più cari (benzina), ma che vuole continuare ad indebitarsi con l'estero e trascura anche i debiti dello Stato. La vigilia di una depressione pericolosa.
Cambiamo argomento.
Anche la politica estera americana è in depressione. Dopo la furia selvaggia che ha portato a due guerre inutili, se si legge cosa scrive il "Council on Foreign relations", sull'Iran si resta sbalorditi. http://cfr.org/publication/9888/flexing_softly_on_iran.html
Flexing softly. Cioè propaganda sperando che gli oppositori all'attuale regime si muovano.
"Secretary of State Condoleezza Rice introduced a new strategy in her February 15 testimony <http://www.state.gov/secretary/rm/2006/61262.htm>before the Senate Foreign Relations Committee, emphasizing the tools of so-called soft diplomacy. She called for ramping up funding to assist pro-democracy groups, public diplomacy initiatives, and cultural and education fellowships, in addition to expanding U.S.-funded radio, television, and Internet and satellite-based broadcasting, which are increasingly popular among younger Iranians. While stopping short of calling for regime change, Rice said "we are going to work to support the aspirations of the Iranian people for freedom in their country."
Un sondaggio Gallup rivela lo stato d'animo degli americani. Lo trovate qui. http://www.astridonline.it/Cartella-p/Orientamen/gallup_170206.pdf
In sintesi da gennaio ad oggi l'indice che esprime i "Consumer Spirits" è sceso da 84 a 72. Nonostante gli incrementi del PIL USA solo il 4% dei cittadini americani ritiene la situazione economica "eccellente" il 42% "only fair" e il 20% "poor". il 57% pensa che le cose peggioreranno. Di fronte a una serie paraddosale, ma significativa - per la coscienza media del cittadino medio -di opzioni sui più importanti problemi che il paese ha di fronte, grosso dice che il problema è la non economico 78% e solo il 32% indica i problemi economici. Fra i problemi non economici al primo posto la situazione in Iraq (27%) il terrorismo (10%) l'assistenza medica (8%) la dissoluzione della famiglia, il crollo dei valori, il problema etico, la mancanza di integrità (6%). La droga è indicata solo dal 2%. la criminalità dall'1%, l'inquinamento dall'1%. Fra i problemi economici al primo posto la critica va all'"economia in generale" (13%) seguita dal costo dei carburanti (8%) e dai problemi occupazionali (8%). Nessuno pensa che il problema sia costituito dal "gap" fra ricchi e poveri. Nessuno pensa che il "deficit commerciale" della bilancia dei pagamenti costituisca un problema. solo il 2% ritiene che il deficit federale sia un problema. Fin qui i dati. Un'analisi psicologica delle risposte è l'unica possibile.
Siamo di fronte a una personalità tendenzialmente individualista, egoista e narcisista che si sente sconfitta da cose che non sa spiegare come la guerra in Iraq o "l'economia in generale". Che deve ridurre i consumi più cari (benzina), ma che vuole continuare ad indebitarsi con l'estero e trascura anche i debiti dello Stato. La vigilia di una depressione pericolosa.
Cambiamo argomento.
Anche la politica estera americana è in depressione. Dopo la furia selvaggia che ha portato a due guerre inutili, se si legge cosa scrive il "Council on Foreign relations", sull'Iran si resta sbalorditi. http://cfr.org/publication/9888/flexing_softly_on_iran.html
Flexing softly. Cioè propaganda sperando che gli oppositori all'attuale regime si muovano. Budget: 85 milioni di dollari.
"Secretary of State Condoleezza Rice introduced a new strategy in her February 15 testimony <http://www.state.gov/secretary/rm/2006/61262.htm>before the Senate Foreign Relations Committee, emphasizing the tools of so-called soft diplomacy. She called for ramping up funding to assist pro-democracy groups, public diplomacy initiatives, and cultural and education fellowships, in addition to expanding U.S.-funded radio, television, and Internet and satellite-based broadcasting, which are increasingly popular among younger Iranians. While stopping short of calling for regime change, Rice said "we are going to work to support the aspirations of the Iranian people for freedom in their country."
http://cfr.org/publication/9904/
Nenche Condoleeza si riconosce più. Smessa la veste Sado-Maso, i missili, gli areoplani, le prigioni di Guantanamo e Abu-Grahib, adesso si affida a internet, a una radio ed a un po' di volantini. Sembra un no-global. Dall'hard-core al porno-soft.
Insomma gli Americani sembrano rincoglioniti. Cheney spara ad un amico pensando che fosse una quaglia. La Cia conferma: si era proprio una quaglia. E' la battuta che gira di più su i giornali americani.
Tutto bene quindi?
Cambiamo argomento.
Francia: la portaerei "Charles De Gaulle", che ha in dotazione un armamento nucleare, ha lasciato con una piccola "force de frappe" il porto di Tolone. A marzo sarà nell'Oceano Indiano per le manovre navali "Agapanthe" insieme a unità navali indiane, saudite e degli Emirati. Entrerànel Golfo Persico. Avrà a tiro le centrali nucleari iraniane.
Qualcuno si chiede ancora perchè i mussulmani ora ce l'hanno con l'Europa?
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