.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 16 maggio 2008 :.
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| Territorialità. TAV. Racconto e foto |
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| giovedì 16 febbraio 2006 | ||||||||
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Terra. Veloce di Sabrina Ragucci Mio fratello è sposato con una venuta da un paese qui vicino. Io non mi sono sposato. Siamo tutti in questa casa, sembra intera, ma è divisa. Da una parte io e mia madre, fino che lei è morta. Dall’altra mio fratello con la moglie e le due figlie, fino che le due figlie si sono sposate. Questa casa è stata costruita nel 1992. Dove c’è la calce, su quel terreno lì davanti c’era frutta. La casa di fronte, del mio vicino, costruita nello stesso anno, non la tirano giù. Sono arrivati cinque anni fa nelle case, hanno detto, un treno ad alta velocità passa di qua, la casa si può costruire in là, hanno detto. Abbiamo detto, va bene, siamo andati quattrocento metri indietro. Questo borgo è chiamato Ca’ ed Napoli, qui erano poveri come napoletani. Nel ventennio erano comunisti, le prime feste dell’Unità di Rubiera si facevano qui. Una di queste casette sul tracciato del treno è stata abbattuta un mese fa. Ci mandano via per il passaggio dell’elettrodotto. Qui non si potrà sostare per più di tre ore, fanno un parco comunale per bambini. Queste case sono da prima dell’800, il comune e la TAV danno un pezzo di terra per costruire una casa con mio figlio. Qui non possiamo più stare, tra l’autostrada e il treno non sarebbe più la stessa cosa, anche senza l’elettrodotto, è meglio così, andare in una nuova casa con mio figlio di diciannove anni che lavora, nel quartiere nuovo fuori del paese, si e` comprato la macchina. Il duce mi ha fatto costruire, questi mi buttano giù la casa. Cinque anni fa siamo stati contattati dalla TAV. A tavola non si può neanche parlare o dire TAV. Tutti nervosi. Cambiati. Tutti nervosi e io devo fare quello che è contento, che sono contento, non mi faccia bestemmiare, da una casa di pietra vado in una casa di mattoni. Un mio vicino ci è finito all’ospedale due volte. Esaurimento. Sono nato nel 1920. Nel 1926 in questa casa con la mia famiglia, eravamo dieci figli, tutti morti tranne io e mia sorella. Mi sono sposato nel 1949 con Maria. Abbiamo avuto due figli, Claudio e Mario. Vivono tutti e due qui con le loro famiglie. Nipoti, qualcuno se ne è andato, ma i pronipoti sono sempre qui. 50 milioni a biulca ha dato la TAV per il terreno piantumato. 30 milioni a biulca per terreno non piantumato. Il vicino del mio terreno sapeva che avevo bisogno del suo terreno per costruire la nuova casa vicino al mio terreno. Mi ha chiesto per il suo terreno non piantumato 50 milioni a biulca. Così ho costruito la nuova casa e piantato la frutta. Più veloci del tempo vogliono andare, quel treno va a 300 all’ora, non faccio mica in tempo a vederlo passare, ho fatto sette anni il militare sotto Mussolini, nel ’43 siamo finiti in un campo, sono arrivati gli americani siamo finiti in un altro campo, il cibo era di più. La guerra è finita ad aprile, mi sono sposato, abbiamo preso in affitto questa casa. Prima coltivavamo la terra intorno alla casa, dove c’è il cantiere, coltivavamo, là, la rotonda. Il padrone non ha più la terra, noi abbiamo la casa in affitto, la terra ce l’ha un altro, coltiva pesche e mele che mi porta. (Rubiera, maggio 2003) Testo esposto in plexiglass presso linea di confine nel 2003. Il lavoro con il territorio è proseguito fino al 2005. Provini dei ritratti a Ca’ ed Napoli. Saluti, Sabrina Ragucci fax 02700410228 http://www.sabrinaragucci.splinder.com
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