.: Italia Alternativa :. 
 .: lunedì 07 luglio 2008 :. 
Home arrow Movimento arrow Italia arrow QUESTIONE FOIBE: DIBATTITO STORIOGRAFICO O PROPAGANDA POLITICA?


QUESTIONE FOIBE: DIBATTITO STORIOGRAFICO O PROPAGANDA POLITICA? PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 1
ScarsoOttimo 
mercoledì 15 febbraio 2006
QUESTIONE FOIBE: DIBATTITO STORIOGRAFICO O PROPAGANDA POLITICA?

Quando il "revisionismo" storico assurge a religione di stato, le
vicende concernenti le cosiddette "foibe" diventano il contenuto
principale della sua rivelazione e recepite con la disarmante
acriticità riservata ai soli dogmi di fede. Tale culto, che già da
tempo riconosceva l'"esodo" degli italiani dai territori istriani,
fiumani e dalmati verso la "terra promessa", l'attuale Venezia-
Giulia, come proprio mito fondativo e le "migliaia di nostri
concittadini torturati e gettati vivi" nelle cavità carsiche quali
suoi martiri, è divenuto presto ufficiale ed oggi celebra il 10
febbraio il rito del ricordo di quelle vittime, erige a titolo di
simulacri lapidi commemorative come quelle situate presso le foibe
di Monrupino e Bassovizza, dichiarate monumento di interesse
nazionale, e consacra sacerdoti le alte cariche dello Stato che
periodicamente si recano a visitarle. Le ragioni dei fedeli che a
questo credo si sono votati hanno finora goduto delle più brillanti
luci della ribalta nazionale, relegando quelle dei loro detrattori
nell'angustia di archivi polverosi e remote biblioteche. Di fronte
al Golia del circo mediatico lanciamo l'unico sasso a nostra
disposizione: l'analisi dei dati pubblici da cui scaturisce il
racconto dei fatti, al fine di chiarirne i punti più controversi.
Quando si parla genericamente di foibe ci si riferisce a due episodi
distinti nel tempo e nello spazio: il primo, successivo all'8
settembre 1943, coinvolge i territori istriani annessi dall'Italia
durante il fascismo; il secondo, risalente al maggio 1945, consegue
alla liberazione di Trieste dalle truppe naziste da parte
dell'esercito popolare jugoslavo che assunse il controllo della
città.
Come risulta dall'esito delle riesumazioni effettuate, le vittime
degli eventi relativi al primo periodo furono circa 500, le salme
recuperate 204, la sola metà delle quali identificate a causa del
già avanzato stato di decomposizione. Non è pertanto possibile
stabilire univocamente né la causa dei decessi né le circostanze in
cui maturarono. Tuttavia, si può ipotizzare che quei corpi
appartenessero soprattutto a militari caduti negli intensi
combattimenti per il controllo della zona che seguirono la caduta
del regime e a civili colpiti dai bombardamenti, che per ragioni
logistiche non hanno potuto avere migliore sepoltura, e ad italiani
vittime di vendette perpetrate dalla popolazione locale ai danni di
quanti di loro furono coinvolti nei crimini commessi durante il
periodo di occupazione fascista di quei luoghi (la nuova "provincia
di Lubiana" fu annessa dal 3/5/1941), la cui connotazione
ferocemente razzista e violenta è riscontrabile nelle condizioni a
cui gli abitanti di quei territori erano sottoposti: deportazioni di
massa, interdizione dal pubblico impiego ai membri di razza slava,
abolizione di ogni forma di bilinguismo, metodi terroristici per
dissuadere la popolazione dall'appoggio al "banditismo" (ai quali i
nazisti dichiararono di essersi ispirati nella successiva
repressione dei partigiani italiani), istituzione di campi di
internamento civile "paralleli" a quelli ufficiali, sottratti alla
tutela delle leggi statali e delle convenzioni internazionali; la
stessa prassi degli "infoibamenti" veniva praticata dai fascisti ben
prima di finire essi stessi vittime della propria macabra
invenzione.
Per quanto concerne invece i fatti del '45 occorre, innanzitutto,
ridimensionare attraverso la comparazione dei vari elenchi ritenuti
attendibili dagli storici la stima degli scomparsi dalla zona di
Trieste durante i "quaranta giorni" (1/5-12/6/1945) di governo
jugoslavo, eliminandone i nominativi duplicati e quelli di quanti
risultano successivamente rimpatriati o la cui sparizione esula dai
limiti spazio-temporali fissati; compiuta questa verifica, il numero
dei morti si riduce a 498*, tra i quali sono annoverati non solo
coloro che risultano essere stati effettivamente infoibati (non vi
sono inclusi i presunti precipitati nella voragine di Bassovizza, il
cui fondo non è stato mai esplorato), ma anche i processati e
fucilati a Lubiana nel dopoguerra e gli internati e deceduti nel
campo di prigionia di Borovnica. Se ne deduce che il nascente stato
jugoslavo non ha mai pensato né attuato alcun progetto di
eliminazione sistematica nei confronti degli italiani sulla base
delle divergenze ideologiche sull'opportunità dell'instaurazione di
una società socialista, né, tantomeno, su quella della propria
presunta superiorità razziale; come dimostrano, infatti, le ridotte
proporzioni quantitative del fenomeno e le biografie dei dispersi,
la causa delle persecuzioni va piuttosto individuata
nell'appartenenza a vario titolo degli individui giustiziati a
formazioni militari e politiche fasciste e nel ruolo svolto da
collaborazionisti e informatori o, come nel caso dei sedici membri
del CLN, nelle loro precise responsabilità nell'attività eversiva
condotta contro l'amministrazione allora vigente legittimamente
riconosciuta dagli alleati. La stessa conclusione vale per l'esilio
dei coloni che non riconobbero le nuove regole istituzionali e
rimasero illesi nella fuga nonostante la loro "italianità".
Alla luce di quanto affermato chiediamo: a quale criterio di
obiettività risponde la destra nazionalista che denuncia il
prolungato silenzio sulle foibe dopo aver costantemente esasperato
il confronto politico (come dimostrano le pagine della cronaca
locale giuliana degli ultimi sessant'anni) con lo scopo di mantenere
alta la tensione sul confine orientale in modo da giustificare trame
eversive basate su logiche e strutture paramilitari come difesa
legittima contro un'invasione straniera e fa emergere ciclicamente
la questione a livello nazionale solo in occasione di snodi
fondamentali del dibattito politico (caduta del muro di Berlino,
processo a Priebke e agli aguzzini della Risiera di San Sabba,
discussione della legge di tutela per la comunità slovena in Italia
e dell'ingresso nell'Unione Europea di Slovenia e Croazia)? Quale
credibilità pretende di avere chi agisce sotto il ricatto del
partito di governo erede del fascismo, i cui membri celano dietro
all'alleanza col nazismo le proprie gravi responsabilità nei crimini
commessi nei confronti di ebrei, abitanti dei paesi occupati e
persino propri connazionali, ammettono esplicitamente di preferire
alle pubbliche celebrazioni dell'anniversario della liberazione dal
nazi-fascismo rimanere in casa ad ascoltare nostalgiche marcette o
recarsi a Predappio per pregare sulla soglia del funesto tumulo e
rovesciano la realtà dei fatti imputando ai comunisti jugoslavi di
aver perpetrato contro gli italiani un vero e proprio genocidio, lo
stesso crimine ampiamente teorizzato e programmaticamente realizzato
dalla propria parte ai danni di ebrei, rom e slavi? Quale ideale di
giustizia universale può invocare chi definisce "patrioti"
esclusivamente coloro che hanno difeso il paese dall'invasione dei
partigiani di Tito consegnandolo all'invasore tedesco, precludono
alle minoranze etniche l'adozione delle avanzate forme di autonomia
istituzionale garantite tanto dall'Italia repubblicana quanto dalla
Jugoslavia comunista nate dalla negazione del fascismo e rivendicano
l'esclusiva legittimità dell'uso della violenza nel complesso
intreccio diplomatico in cui la città di Trieste si trovò
nell'immediato dopoguerra, nella soluzione del quale vennero fatti
valere i rapporti di forza precedentemente messi in campo da ciascun
paese? Data l'impossibilità di valutare la questione secondo un
metro unanimemente condiviso, da una parte, invitiamo i fascisti a
calare definitivamente la maschera e a sciogliere la propria
contraddizione: non possono rivendicare la giustizia del proprio
ideale nazionalista, corporativo, bellicista, gerarchico, razzista e
autoritario e, nel contempo, servirsi delle tutele dello stato
liberale che non hanno contribuito a costruire per riabilitare tale
ideologia, gli orrori che ha generato e gli uomini che ne sono stati
artefici; dall'altra, condividiamo il riconoscimento
dell'abbattimento del fascismo e della liberazione dal nazismo come
necessità assoluta da perseguire con ogni mezzo e ribadiamo il
primato dei valori politici e morali per i quali una parte
significativa della Resistenza si è battuta: l'uguaglianza, la
democrazia, la solidarietà, il ribaltamento dei rapporti sociali e
di potere tra le classi, non solo contro i nazi-fascisti, ma anche
contro quanti, come da loro stessi esplicitamente ammesso, vi hanno
militato anche per impedire, se necessario persino con le armi e
l'aiuto dei repubblichini, che tali valori venissero affermati.


*E' il dato cui perviene C. Cernigoi nel suo recente studio
Operazione foibe tra storia e mito, Kappa Vu, Udine 2005, pp. 93-99,
270-285.

Articolo contenuto nel numero 6 di "Quarantacinque, memoria e
attualità dell'antifascismo"
Commenti
Nuovo Cerca RSS
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
UBBCode:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:angry::0:confused::cheer:B):evil::silly::dry::lol::kiss::D:pinch:
:(:shock::X:side::):P:unsure::woohoo::huh::whistle:;):s
:!::?::idea::arrow:
 

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >
 
Menu principale
Home
Forum
Archivio Documenti
Referendum
Movimento
AHA
Informatica
Musica
Invia Notizia
Calendario Eventi
Giugno 2008 Luglio 2008 Agosto 2008
Lunedì, 07 Luglio, 2008
Immagine casuale (3.jpg)
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
Settimana 27 1 2 3 4 5 6
Settimana 28 7 8 9 10 11 12 13
Settimana 29 14 15 16 17 18 19 20
Settimana 30 21 22 23 24 25 26 27
Settimana 31 28 29 30 31
Spedisci Nuovo Evento Spedisci Nuovo Evento
Prossimi Eventi
View Full Calendar
Aggiungi Eventi
Ultime notizie
I più letti
Statistiche
Utenti: 59
Notizie: 2333
Collegamenti web: 73
Frase del giorno:

Collegamenti
AHA
Arcoiris tv
Indymedia Italia
Isole Nella Rete
Namir
Tactical Media Crew
Senza peli sulla lingua
Altri Links
Tutti i Contenuti
feed image
TopList
My Topsites List
Tag

"I brutti addormentati nel ... Policlinico" !?!  3 dicembre a Roma: spezzone anarchico contro tutte le frontiere!  340 EURO AL MESE DI AUMENTO AI CONSIGLIERI REGIONALI: DEMAGOGIA O VERGOGNA?  8 SETTEMBRE 2005, OMAGGIO A FABRIZIO CERUSO  Camera: la dichiarazione di voto di Oliviero Diliberto 24 maggio 2006  Contratto Enti Locali: Abbiamo perso altri 1000 euro  Expo 2015 "Vacche sulla Strada?"