.: Italia Alternativa :.
.: mercoledì 09 luglio 2008 :.
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| Il voto popolare contrasta sempre più con gli interessi della borghesia! |
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| mercoledì 08 febbraio 2006 | ||||||||
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Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC) Via Tanaro 7 – 20128 Milano - Tel 02/26306454 Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo www.carc.it Direzione Nazionale 5 febbraio 2006 Il voto popolare contrasta sempre più con gli interessi della borghesia! Intervenire nella campagna elettorale per rafforzare la mobilitazione rivoluzionaria! No a ulteriori restrizioni contro la partecipazione dei comunisti alle elezioni! Il 30 gennaio scorso, il capo della politica estera USA, Condoleeza Rice da Londra, dove si trovava per discutere della Palestina con i suoi “partner” europei, ha dichiarato che la vittoria di Hamas costringerà USA e UE a “imporre standard normativi per la partecipazione alle elezioni” (Corriere della Sera, 31.01.06), il che significa una cosa sola: che la borghesia imperialista vuole decidere quali partiti da ora in poi possono presentarsi alle elezioni e quali no. Tutta la borghesia e i suoi lacchè “scoprono” che le elezioni, nonostante le enormi risorse e mezzi messi in campo per comprare il consenso delle masse popolari, non vanno più bene. “Scoprono” che le elezioni sono diventate un ulteriore laccio alla sua azione, un cappio per il suo sistema di dominio e che non le basta più corrompere gli esponenti politici, sindacali e intellettuali del movimento operaio, che non sono più sufficienti le sue martellanti campagne mediatiche: sempre più spesso il voto popolare ribalta le sue previsioni, i suoi sondaggi, e manda all’aria le soluzioni di governo che essa prepara con tanta cura e fatica. Gli “acuti osservatori” di destra e di sinistra lanciano i loro allarmi: la democrazia così come è stata conosciuta negli ultimi decenni (frutto delle conquiste democratiche strappate dal movimento operaio e comunista con 160 anni di lotta e in particolare in Italia con la lotta di Resistenza) non funziona più, non va più bene, alcuni “ricordano” che “anche Hitler è andato al potere con le elezioni” per sostenere che bisogna porre ulteriori freni alla “libera” espressione popolare. La crisi generale del sistema capitalista avanza inesorabile e sempre più leggi vengono violate dai loro stessi promulgatori, sempre più regole vengono violate o stravolte, perfino le regole della partecipazione alle elezioni, ovvero ciò che la borghesia ha di più sacro per rivestire il suo marcio sistema con un velo democratico. Anche questo velo presto cadrà in diversi paesi. Non lo scopriamo certo noi oggi, Engels lo ha già spiegato chiaramente nel lontano 1895, quando affermò che la borghesia, incalzata dalla lotta della classe operaia, violerà con ogni mezzo le sue stesse leggi per mantenere il suo dominio. E altrettanto chiaramente ha scritto che i comunisti devono usare a proprio vantaggio la legalità borghese e devono imparare a far fronte vittoriosamente alla violazione della sua stessa legalità cui immancabilmente la borghesia ricorre per mantenere il suo dominio. Il partito dei CARC ribadisce la validità attuale dell’analisi fatta da Engels e chiama i comunisti a intervenire nell’ambito elettorale per utilizzarlo ai fini rivoluzionari. Dobbiamo mettere i piedi nelle istituzioni borghesi per utilizzarle come potente cassa di risonanza delle nostre parole d’ordine, per svelare agli occhi di un numero crescente di esponenti delle masse popolari il carattere profondamente antipopolare e antidemocratico delle istituzioni borghesi stesse. Abbiamo più volte detto e scritto in questi anni che gli spazi di agibilità politica si sarebbero via via ristretti col procedere della crisi del capitalismo e che i comunisti devono difendere questi spazi praticandoli. Sull’intervento dei comunisti alle elezioni borghesi abbiamo più volte detto e scritto in questi anni che si tratta di un campo nel quale la borghesia teme (come il diavolo teme l’acquasanta) che i comunisti riescano a mettervi piede. La borghesia ha il terrore che i comunisti sfruttino le sue istituzioni per rafforzare la mobilitazione rivoluzionaria delle masse popolari. Le dichiarazioni di Condoleeza Rice confermano che questa analisi è giusta. Tutte le norme approvate negli ultimi 15 anni in materia elettorale hanno l’obiettivo di impedire che partiti e organizzazioni provenienti dalla masse popolari riescano a partecipare alle elezioni (norme scritte in modo incomprensibile ai non addetti ai lavori, numero spropositato di firme da raccogliere, sbarramenti, costi della “politica”). La politica parlamentare insomma devono farla i professionisti della politica come Prodi, D’Alema, Fini, Follini, gli imprenditori alla Berlusconi, i poliziotti alla Ferrante, gli avvocati alla Previti e i magistrati alla Violante, D’Ambruoso. La borghesia ha paura delle masse popolari e ha paura che i comunisti ne orientino e ne rafforzino la mobilitazione. La borghesia teme il giudizio delle masse: per questo cerca di evitare di sottoporre il suo operato al loro giudizio, per questo evita il contatto con le masse (quei bagni di folla tanto cari ai vecchi monarchi, ecc.) e alza inferriate e cordoni di polizia a sua protezione, si riunisce in conclave blindati e va in giro protetta da plotoni di guardie del corpo e dell’esercito. Strano per una democrazia che si basa sul consenso popolare! Contro tutti gli scettici, gli estremisti, gli sfiduciati, il nostro partito oggi riafferma l’importanza del ritorno dei comunisti nel campo elettorale dopo decenni di assenza e chiama a raccolta tutti coloro che non intendono più lasciare l’orientamento ideologico e la mobilitazione delle masse popolari nelle mani della borghesia di destra e di sinistra, dei revisionisti vecchi e nuovi, dei mestatori e dei “capipopolo”. Occorre costruire un Blocco elettorale comunista composto da coloro che mettono al centro dell’attività politica, sempre e in ogni caso, gli interessi delle masse popolari e non le compatibilità dell’ordinamento sociale borghese. La Lista Comunista è un passo concreto verso la costruzione di questo blocco. E’ una Lista costituita da compagne e compagni, lavoratori, giovani, donne che ritengono importante lo sviluppo di un fronte comune di lotta per la difesa intransigente (e l’ampliamento) dei diritti e delle conquiste delle masse popolari. E’ una Lista costituita da compagne e compagni che vogliono dare il loro contributo alla costruzione di un mondo nuovo, necessario e possibile: il socialismo. È necessario che i comunisti irrompano nel teatrino elettorale della borghesia per indebolirlo e per rafforzare la mobilitazione delle rivoluzionaria masse popolari! Sostenere la Lista Comunista, primo passo verso la costruzione del Blocco elettorale comunista!
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