|
TRENI/ COMITATO LAVORATORI FS: SICUREZZA STA PRECIPITANDO |
|
|
|
|
Monday 16 January 2006 |
TRENI/ COMITATO LAVORATORI FS: SICUREZZA STA PRECIPITANDO 10/01/2006
Milano, 10 gen. (Apcom) - I treni italiani sono ancora tra i più sicuri, ma la situazione sta precipitando. E' questo l'allarme lanciato durante un convegno organizzato nei sotterranei delle stazione centrale di Milano dai rappresentanti sindacali e della sicurezza di Trenitalia che fanno parte del "Coordinamento 12 gennaio", un'organizzazione nata per ricordare l'incidente di Crevalcore dove il 7 gennaio 2005 persero la vita 17 persone e al quale seguì un'assemblea sindacale cinque giorni dopo. A un anno da quella tragedia, a pochi giorni dall'incidente di Roccasecca e da quello che ha portato alla paralisi della dorsale adriatica in pieno rientro dalle feste dell'Epifania i lavoratori delle Fs tracciano un bilancio allarmante: in dieci anni sono morti in incidenti ferroviari 55 macchinisti e 127 passeggeri oltre a 270 feriti. Siamo ancora uno dei Paesi più sicuri per viaggiare in treno, ma "se non cambia l'indirizzo politico andiamo verso il fondo".
"Il punto di partenza è che una concezione basata soltanto sull'errore umano non consente alle ferrovie di migliorare, perché certamente questi incidenti sono causati dall'errore umano, ma se noi non andiamo a rimuovere quei fattori critici organizzativi che rendono possibili questi errori - dichiara Maurizio Catino professore di Sociologia dell'organizzazione all'università di Milano-Bicocca - noi ci troveremo sempre in situazioni ad alto rischio. Per questo un approccio, una modalità di azione della sicurezza basata soltanto sulla punizione di chi involontariamente commette un errore, non consente di migliorare" conclude Catino.
I ferrovieri temono che le proteste contro la Tav e il problema della sporcizia sui treni distolga l'attenzione dal tema sicurezza: "Sono due facce dello stessa catena, perché anche la presenza delle pulci deriva dai tagli al personale e alla manutenzione" lamenta Pinello Militi, un macchinista milanese appena andato in pensione. Tagli che secondo Dante De Angelis, responsabile della sicurezza del Coordinamento, hanno portato in dieci anni da un organico di 222mila addetti a 90mila. "L'alta velocità non è da disprezzare, ma è come un'azienda con le scarpe rotte che si compra un quadro d'autore" sintetizza De Angelis che aggiunge: "non è un caso che il Paese più malandato per la sicurezza dei treni, la Gran Bretagna, sia stato il primo a privatizzare e ora ne paga un prezzo salatissimo. Dal 1976 al 1996 era l'Italia il Paese più sicuro, ora ci stiamo avvicinando al record negativo della Gran Bretagna" conclude De Angelis.
http://economia.virgilio.it/news/foglia.html?t=2&id=2&codNotizia=11824705
|