.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 16 maggio 2008 :.
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| Le foto del capoDANNO sotto il carcere |
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| giovedì 12 gennaio 2006 | ||||||||
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Cento persone che gridano il proprio no sotto le mura di un carcere non sono cosa di tutti i giorni; se poi lo fanno a Capodanno, con 3 gradi sottozero, e 60 sbirri torvi e astiosi che li osservano l'occasione assume un significato particolare. Qui a Forlì (ma è lo stesso ovunque, in Italia e nel mondo) di carcere non si parla. Di carcere si vaneggia. E solo quando ci scappa il morto. Allora gli zombi escono dalle cripte (leggi: sedi di partito e redazioni di giornali) per andare a caccia di sangue fresco. Chissà mai che non riescano a portarsi a casa qualche voto o a vendere qualche copia in più della carta straccia che osano chiamare "quotidiano". E che dire della feccia che nei giorni scorsi ha gridato all'amnistia? Quell'ammucchiata di cialtroni sapeva benissimo che nessuno, a 4 mesi dalle elezioni, avrebbe accolto seriamente la loro proposta; eppure ha continuato imperterrita per la propria sporca strada, creando infondate aspettative molto, molto pericolose, soprattutto per quei prigionieri che hanno affidato le loro ultime speranze all'iniziativa di quella gentaglia. Dopo sei mesi di (difficili) presidi sotto le mura del carcere Giùmura giùbox ha tentato, come già fanno altri gruppi che lottano contro il carcere e la società carceriera e carcerata, la strada del capodanno sotto il carcere ottenendo un bel risultato. E non parliamo solo delle numerose presenze, dell'atmosfera felicemente combattiva e incazzata, del ritrovare vecchi amici e del conoscerne di nuovi. Il capodanno sotto quelle mura ci ha confermato quello che pensiamo da tempo: di là dai proclami roboanti e minacciosi, facili slogans che costano poco o nulla, e dei convegni per addetti lavori, cortocircuiti logici per cui chi lavora dentro e sul carcere non ottiene altro risultato che quello di legittimarlo, puntare il riflettore sul carcere in ogni momento delle nostre giornate è l'unico strumento (almeno per il momento, almeno per noi) che abbiamo per stimolare attenzione e interesse su quel mostruoso alibi che induce le persone a pensare di essere, nonostante tutto, libere. Lottare contro il carcere può apparire (e a volte viene vissuto) come un compito gravoso e inane; è vero che la voglia di continuare viene data dall'ignobile spettacolo che ci offre questa società; ma chi si è fermato con noi, chi è venuto a fare un semplice saluto, chi è passato suonando il clacson, chi non è venuto solo perché non poteva, chi non è venuto e poi se n'è rammaricato ha dato a Giumura giubox una mano non indifferente. Agli altri, ai servi, agli sbirri, ai pennivendoli, ai venduti, a tutti coloro che contribuiscono a mantenere in piedi questo ignobile baraccone che chiamano società, diciamo solo che per Giumura giubox, nel suo piccolo e con le sue forze, questo è solo l'inizio. http://cosmos.homelinux.net/giumura/ -- Marco Valli - http://www.filiarmonici.org - per un mondo senza galere http://cosmos.homelinux.net
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