.: Italia Alternativa :.
.: domenica 06 luglio 2008 :.
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| Bari:APPELLO DEL CAMA LILA |
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| venerdì 06 maggio 2005 | ||||||||
C.A.M.A. Centro Assistenza Malati Aids L.I.L.A. Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids Sede legale: Via Tirreno, 12 - 70026 Modugno (Ba) Sede operativa: Via Castromediano, 66 - 70100 Bari Tel 080 5353877 e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo www.camalila.it iscr. reg. Nr.42 del 3/8/1993 A TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO A TUTTI GLI ORGANI DI STAMPA COMUNICATO STAMPA APPELLO DEL CAMA LILA A TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO DI BARI IL PIANO SOCIALE DI ZONA APPROVATO DAL COMUNE DI BARI CI DISCRIMINA Bari, 6.05.2005 - Il CAMA LILA denuncia la discriminazione effettuata da parte del Comune di Bari nei confronti delle Associazioni di Volontariato operanti sul territorio cittadino, che ha ritenuto valida una proposta fatta dal Forum Cittadino del III Settore ed approvata all'interno del documento relativo ai Piani Sociali di Zona licenziato la settimana scorsa dal Consiglio Comunale. In barba a quanto previsto dalla L. 328/00, nella quale principio essenziale è la partecipazione attiva dei cittadini alla programmazione e alla realizzazione della stessa, il Comune di Bari, fuorviato dalla rappresentanza massiccia all'interno del Forum Cittadino del III Settore delle Cooperative Sociali, le quali probabilmente intravedono nelle Associazioni di Volontariato delle possibili concorrenti in sede di Bandi Pubblici, ha approvato una "raccomandazione" nella quale si escludono dall'offerta dei servizi complessi (come ad esempio l'ADI, il servizio di soccorso, ecc..) le stesse Associazioni, in base ad un criterio antidemocratico, discriminante, illegale e mistificatorio, ritenendole prive di strumenti e capacità, aprioristicamente inadeguate ad espletare i servizi su indicati. Chiediamo, quindi, a tutte le Associazioni di Volontariato di ribellarsi a questo strumento di pre-selezione che le umilia e le relega, ancora una volta in un III Settore di serie B: le Associazioni di Volontariato hanno diritto a partecipare come cittadini, consapevoli di possedere capacità e professionalità, a quanto previsto dalla legge in materia di bandi, concorsi e gare di appalto, nel cui ambito si metteranno a confronto le qualità e le possibilità di tutti i partecipanti, dando a ciascuno, nel rispetto delle regole e della trasparenza, l'opportunità di aggiudicarsi l'espletamento di servizi posti a concorso. L'associazionismo è oggi una realtà radicata nella società civile, rappresenta la vera e sincera partecipazione del cittadino alla vita del "paese", conoscendone i risvolti ed i meandri più reconditi, poiché spesso, attraverso l'impegno associativo ne conosce, avendoli vissuti sulla propria pelle, i bisogni e, se disattesi, le sofferte conseguenze. Le Associazioni, inoltre, hanno un bacino di professionalità e risorse umane qualificate da essere competitive sul piano delle competenze specifiche, con bassi costi per la spesa pubblica: oggi, con le Associazioni, è reale confermare il binomio costi/benefici! Con questo atto discriminante si assiste, ancora una volta, a vecchie logiche di interesse, da parte delle cooperative sociali, le quali, adducendo motivi per nulla rispondenti alla realtà, preferiscono eliminare a monte le associazioni di volontariato, piuttosto che accettare un confronto democratico e leale. Tale atteggiamento è vergognoso e, soprattutto, non supportato da alcuna legge in vigore, se si considera che: 1) le cooperative sociali si avvalgono dell'apporto delle Associazioni, sfruttando il loro impegno nel momento in cui bisogna portare avanti le istanze del III Settore o nel momento in cui ci si deve impegnare nelle concertazioni, per poi ritenerle incapaci di portare avanti dei servizi, vestendosi di arroganza, prosopopea e superbia da quattro soldi. 2) I politici prima e le Amministrazioni poi, sfruttano le Associazioni di Volontariato in maniera strumentale, ritenendole gravide di idee innovative e capaci di modificare la qualità di vita del paese solo quando le devono utilizzare per porre soluzioni ai problemi di non facile soluzione, quando poi si tratta, come da Statuto Comunale (titolo IV - artt. 36, 37 e 40) di porre in essere quanto previsto, nulla viene garantito ad esse! Pertanto, facciamo appello a tutte le Associazioni di Volontariato a ribellarsi a questo stato di cose, chiedendo pari dignità nel rispetto di quanti si spendono nell'associazionismo e, dunque, si chiede al Comune di Bari di eliminare la "raccomandazione" accettata e, dunque, le differenze che si pongono tra gli attori del III Settore ed intraviste nel documento in oggetto, in nome di una democrazia partecipata e alla Regione Puglia di non approvare tale parte.   ; & nbsp; IL PRESIDENTE   ; & nbsp; Dr.ssa Angela Calluso Per informazioni: Ufficio Stampa CAMA LILA 080 5353877 338 1955293
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