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lunedì 02 gennaio 2006

COMUNE DI ROMA: VERGOGNA!
ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DI ASILI
NIDO E SCUOLE DELL’INFANZIA SONO NEGATI I DIRITTI COSTITUZIONALI:
APERTI CENTINAIA DI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI

IL COMUNE DI ROMA
GESTITO DAL CENTROSINISTRA, CON RIFONDAZIONE COMUNISTA IN MAGGIORANZA,
DA L’ESEMPIO DI QUALI SARANNO LE POSSIBILITA’ DI DEMOCRAZIA E DI
PARTECIPAZIONE  DOPO LA CADUTA DEL GOVERNO BERLUSCONI.
Da mesi è in
corso una dura lotta sostenuta fin dall’inizio dall’Unione Sindacale
Italiana – USI AIT presente con Coordinamenti autogestiti e con RSU al
Comune di Roma, lotta che ha visto anche sindacati autonomi come il CSA
rifiutarsi di sottoscrivere il Contratto Collettivo decentrato
integrativo e la proclamazione di  uno stato di agitazione nei settori
scolastico educativi e culturali,  principalmente colpiti da
ristrutturazioni e modifiche di orario, il peggioramento di condizioni
di lavoro e della qualità stessa del servizio al pubblico.
In questi
tre mesi le Assemblee del personale scolastico ed educativo hanno
sonoramente bocciato gli articoli contestati del CCDI firmato da CGIL –
CISL – UIL e DICCAP, compreso quello relativo al trasferimento di ramo
d’azienda – leggasi ESTERNALIZZAZIONI e PRIVATIZZAZIONI.
Ci sono stati
due scioperi, uno il 21 ottobre e l’altro il 6 dicembre con forti
adesioni nonostante il boicottaggio di amministrazione capitolina e dei
sindacati, addirittura per lo sciopero aziendale del 6 dicembre c’è
stato un volantino di dissuasione dal titolo “Noi non ci saremo”
distribuito delle RdB del Comune di Roma. Sono state raccolte migliaia
di firme di contestazione dei meccanismi imposti dal contratto firmato
da sindacati concertativi e dal Comune ma respinti dal personale.
Altro grave attacco a Nidi e Scuole dell’Infanzia è stato il tentativo
da parte del Comune di superare la competenza esclusiva dei Collegi dei
Docenti e dei Gruppi Educativi quali organi collegiali titolari e
sovrani in materia di realizzazione del progetto educativo e delle
modalità di funzionamento del servizio, lo stesso principio di
autonomia tipico del mondo della scuola. Tantissime scuole e asili nido
hanno elaborato e approvato progetti educativi e articolazioni orarie
idonee alle rispettive situazioni scolastiche e all’offerta formativa
diversificata nei 19 Municipi del Comune di Roma dove è presente  una
percentuale non indifferente di bambini/e diversamente abili.
Il
Comune di Roma ha voluto imporre, nonostante le prerogative e l’
autonomia degli organi collegiali in materia, delle proprie griglie
orarie che sono state ritenute inidonee da parte delle lavoratrici.
Il
Comune di Roma per rappresaglia nei confronti di una lotta sindacale e
di una resistenza massiccia di collegi dei docenti  e dei gruppi
educativi, ha notificato una serie di circolari e ordini di servizio
anche contraddittorie tra loro con minacce di provvedimenti
disciplinari nei confronti degli “inadempienti”.
Il 7 dicembre il
sindacato USI AIT ha inoltrato atto di diffida nei confronti del
direttore del Dipartimento Politiche Scolastiche e dei direttori dei
Municipi, con invito a desistere da comportamenti intimidatori e
illegittimi contro i lavoratori.
Il 12 dicembre al termine di una
Assemblea sindacale al Campidoglio circa 150 lavoratrici hanno chiesto
al Consiglio Comunale di pronunciarsi con un Ordine del Giorno di
indirizzo nel quale si chiedeva di ribadire la sovranità e l’autonomia
degli organi collegiali previsti dai regolamenti comunali in vigore dal
1996 e non abrogati da circolari o ordini di servizio di dirigenti e il
riesame tramite una commissione paritetica delle materie e istituti
contrattuali fortemente contestati dai dipendenti del settore
scolastico ed educativo.
Il Consiglio Comunale, dopo una settimana di
tentennamenti, non ha ritenuto di porre la questione in votazione con
un Ordine del Giorno collegato al Bilancio 2005, dando prova di
considerare cittadine/i di serie B i dipendenti dell’amministrazione,
mentre si era espresso almeno a favore delle rivendicazioni dei precari
di Atesia. Sconcertante l’assenza in questo frangente del gruppo
Consiliare del PRC, che nonostante le molte promesse non se l’è sentita
di schierarsi fino in fondo con le lavoratrici e i lavoratori in
Lotta.
L’amministrazione comunale ha deciso di stroncare ogni
opposizione sindacale e sociale, a partire dal 19 dicembre ha aperto
centinaia di procedimenti disciplinari nei confronti di interi corpi
docenti, compresi i coordinatori educativi che si erano schierati con
insegnanti ed educatrici.
Molti genitori di bambini/e di nidi e scuole
stanno dimostrando la loro solidarietà nei confronti del personale
colpito dalla repressione capitolina.
A queste iniziative disciplinari
i sindacati che hanno sostenuto la lotta stanno provvedendo anche nel
periodo delle festività natalizie alle relative difese disciplinari,
attivando anche tutte le misure di tutela legale con denunce penali nei
confronti dei dirigenti che hanno sottoscritto gli ordini di servizio
con minacce nell’imminenza dello sciopero del 6 dicembre e in
violazione dei regolamenti comunali, dello statuto dei lavoratori e
delle stesse procedure dei contratti collettivi di lavoro.
Politici e
amministratori del Comune di Roma possono stare certi che nel 2006 il
fronte di lotta per il settore scolastico ed educativo farà ancora
sentire la sua voce, sono già iniziate le prime forme di collegamento
con le tante vertenze in corso nei servizi già esternalizzati dal
Comune di Roma e nelle altre aziende capitoline, dall’assistenza ad
anziani, disabili e minori, ai servizi culturali e ambientali fino ad
altri settori dell’amministrazione come le biblioteche comunali a forte
rischio di strisciante privatizzazione.
Nel 2005 c’è stato un aumento
della conflittualità nonostante ricatti, precarietà e svendite
sindacali …. Nel 2006 “anno elettorale”, continuerà la lunga resistenza
nei luoghi di lavoro e nei quartieri della città di Roma.

Roma 23
dicembre 2005

SEGRETERIA INTERCATEGORIALE USI AIT – FEDERAZIONE DI
ROMA
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